Consolazione

Versione stampabileSend by emailVersione PDF
Se ci guardiamo intorno non ci verrà difficile comprendere che c'è un urgente bisogno di consolazione. La violenza, l'irriverenza, il malcostume, la situazione internazionale e altro ancora destano preoccupazioni, lasciando il mondo con un enorme interrogativo: come sarà il futuro?
E i cristiani possono smarrire la consolazione della fede?
 
Gli antichi profeti in Israele venivano continuamente chiamati da Dio a riprendere un popolo dal collo duro, dal cuore insensibile e volubile. Lo stesso Isaia, antevedendo la catastrofe futura dei giudei a causa dell'invasione babilonese (Isaia 39:6, 7), lanciò un appello a quanti erano disposti a consolare il popolo del Signore.
 
Parlò la bocca del profeta, ma il messaggio giunse direttamente da Dio: "Consolate, consolate ...".
Questo imperativo esprime un comando e soprattutto un desiderio di Dio: che il Suo popolo sia consolato.
 
La storia biblica di Israele ci insegna che l'etica del popolo di Dio corre il rischio di corrompersi a causa della cattiva tendenza ad emulare "le nazioni": "Non adotterete i costumi delle nazioni che Io sto per cacciare davanti a voi; esse hanno fatto tutte quelle cose, perciò le ho avute in abominio" (Levitico 20:23).
L'apostolo Paolo dovette esortare i corinzi a non fare compromessi con il peccato, ricordando l'esempio di Israele nel deserto, il quale, essendo bramoso di cose cattive,
fu in gran parte abbattuto perché di esso Dio non si compiacque (1 Corinzi 10:1-13).
 
La Bibbia, pertanto, ci dice che anche i credenti, che dovrebbero essere esempi di moralità e di fede in un mondo oscurato dall'immoralità e dal pessimismo, a volte si lasciano condizionare dal contesto sociale in cui vivono, offuscando la propria identità cristiana.
 
La conseguenza di un cristianesimo superficiale che lascia spazio alla vanità e alla disubbidienza della Parola di Dio è inevitabile: sconforto, delusione, insoddisfazione.
Dio desidera consolare un popolo che è stato mandato in cattività a motivo della propria ribellione, vedendone lo smarrimento e il pentimento. È ciò che accadde a Israele il giorno in cui terminò il suo periodo di permanenza in terra straniera e fu ricondotto in Palestina.
 
Isaia profeticamente parlò di quell'evento con queste parole: "Parlate al cuore di Gerusalemme e proclamatele che il tempo della sua schiavitù è compiuto; che il debito della sua iniquità è pagato, che essa ha ricevuto dal Signore il doppio per tutti i suoi peccati" (Isaia 40:2).
 
Ciò ci ricorda l'opera che ha compiuto Cristo alla croce a beneficio di quanti credono, un'opera che ha prodotto libertà dalla schiavitù del peccato, perché tutto il debito con la giustizia divina è stato pienamente pagato dal Suo sacrificio.
 
Il Calvario è e sarà sempre il punto di incontro tra l'uomo e Dio, l'unico luogo in cui avviene la riconciliazione tra la creatura e il Creatore.
Su quel colle fatal il Sangue sparso da Cristo una volta sola e per sempre ci purifica da ogni peccato (1 Giovanni 1:5-10; 2:1, 2).
 
A volte il vuoto del cuore è determinato dal peccato in cui si vive. Per questo Isaia esortava Israele a prepararsi per incontrare il futuro Messia, allontanando tutti gli ostacoli che avrebbero impedito tale evento.
 
"Preparate", "appianate", "colmate", "abbassate", "livellate" sono termini che ci incoraggiano a prendere coscienza della situazione spirituale in cui ci troviamo e, se ci sono abitudini sbagliate, dobbiamo rinunciarvi con decisione perché allora, dice il Signore, vedremo la Gloria di Dio (Isaia 40:3-5).
 
La Sua potente consolazione potrà prendere possesso di ogni cuore solo quando si abbandona il peccato e ci si affida nelle braccia del nostro potente Dio, il Quale è ancora disposto a raccoglierci e portarci vicino al Suo petto, un'immagine che ci insegna l'amore profondo ed immutabile di Cristo (Isaia 40:10-11).
 
Il peccato ci allontana dalla consolazione della fede, ma ritornando al Consolatore le cose possono cambiare.
 
Dio desidera consolarti, non rimanere nel peccato, se questa è la tua condizione; torna a Lui e lo Spirito Santo potrà essere ancora la tua guida e il tuo difensore.
 
Tratto da: Risveglio pentecostale marzo 2011

2 Corinzi 1/3-4
 

facebook icona twitter iconawhatapps icona

Opera evangelica a favore dei non vedenti

Opere evangelica per sordi

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

Il vangelo tra gli stranieri