Satana chi è ?

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Benché l’argomento di questo capitolo non produca arricchimento spirituale, è tuttavia necessario conoscere cosa ci dice su Satana la Parola di Dio. Resi consapevoli della sua astuzia, della sua potenza e della sua costante attività, dobbiamo stare in guardia per non essere presi nei suoi lacci. Sapendo pure che questo nemico è stato vinto dal Signore Gesù, il nostro Salvatore, saremo rafforzati per resistergli, senza tuttavia tentare di affrontarlo perché è più forte di noi. Con Gesù saremo vittoriosi!

       La sua origine

La Parola di Dio ci dà pochissime informazioni sull’origine di Satana. I rari testi che ne parlano lo fanno spesso con termini velati. Sotto la figura del re di Babilonia, in Isaia 14, Satana ci è descritto così: «Come mai sei caduto dal cielo, o astro mattutino (o Lucifero), figliuolo dell’aurora?» (v. 14). Sotto la figura del re di Tiro, Ezechiele dice qualcosa di più di lui: era stato creato di una perfetta bellezza, ma il suo orgoglio l’ha fatto cadere: «Tu mettevi il suggello alla perfezione, eri pieno di saviezza, di una bellezza perfetta; eri in Eden il giardino di Dio; eri coperto d’ogni sorta di pietre preziose... Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Io t’avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio... Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità» (Ezechiele 28:12-15).

Questi passi, nonostante il mistero da cui sono avvolti, ci fanno sapere che Satana era un angelo glorioso quando fu creato. La dignità che gli fu conferita proibisce anche agli angeli fedeli a Dio di ingiuriarlo (vedere 2 Pietro 2:11 e Giuda 8-9). Le capacità che gli sono state date all’inizio le ha tuttora, il che rende ancora più pericolosa la sua attività perversa.

       La sua caduta

La caduta di Satana, così come la sua origine, ci è descritta vagamente. Avvertendo Timoteo riguardo all’istituzione degli anziani, l’apostolo Paolo dice: «Che non sia novizio, affinché, divenuto gonfio d’orgoglio, non cada nella condanna del diavolo» (1 Timoteo 3:6). Quale fu dunque la colpa che ha fatto, di quell’angelo glorioso, un essere profano, abietto e abominevole? I passi stessi di Isaia e di Ezechiele, qui sotto riportati, rispondono a questa domanda: «Il tuo cuore s’è fatto altero, e tu dici: Io sono un Dio! Io sto assiso sopra un trono di Dio... Perciò così parla il Signore l’Eterno: Poiché tu ti sei fatto un cuore come un cuore di Dio... Il tuo cuore si è fatto altero per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saviezza a motivo del tuo splendore; io ti getto a terra» (Ezechiele 28:2-17). «Tu dicevi in cuor tuo: Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio...; salirò sulla sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo. Invece, t’han fatto scendere nel soggiorno dei morti, nelle profondità della fossa» (Isaia 14:13-15).

Molti angeli si schierarono dalla sua parte e seguirono la stessa ribellione. Allo scopo di trascinare i nostri progenitori nella sua stessa condanna, Satana, chiamato anche «il serpente antico», ha detto loro: «Sarete come Dio» (Genesi 3:5). Quante volte, da allora, ha soffiato nelle orecchie degli uni e degli altri questo pensiero di orgoglio, di esaltazione e di presunzione! Che Dio ci dia il discernimento per resistere alle sue insinuazioni!

La nozione di «tenebre» si lega al nome di Satana. Quante tenebre morali ha portato il peccato nel mondo! Lo stato caotico della società, dal punto di vista morale, è proprio un risultato del lavoro di Satana e dei suoi ministri, che cercano di trascinare le anime alla perdizione eterna.

       La sua attività sulla terra

«E l’Eterno disse a Satana: Donde vieni? E Satana rispose all’Eterno: Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa» (Giobbe 1:7; 2:2). L’attività incessante del nemico delle nostre anime è proprio quella di andare «attorno a guisa di leone ruggente cercando chi possa divorare» (1 Pietro 5:8). È anche paragonato a un serpente, secondo la forma da lui stesso assunta per sedurre Eva, che agisce astutamente e insidiosamente. Seduzione, concupiscenza, attrattive ingannatrici e bugiarde sono le sue armi preferite. Le usa per tutti quelli che tiene ancora solto il suo dominio, ma anche per coloro che sono stati riscattati dal Signore Gesù, per farli cadere nei suoi tranelli; e a volte, purtroppo, ci riesce, gettando così disonore sulla testimonianza del Signore e sul nome di Gesù.

Tuttavia, la vittoria del Signore su questo nemico è una vittoria completa e quelli che sono salvati per la fede in Cristo non saranno trascinati alla perdizione; essi sono «pecore» di Gesù, il buon Pastore, e nulla può rapirli dalla sua mano (Giovanni 10:28-29). Per un credente, una caduta nel peccato è un triste incidente, e occorre il pentimento e un’opera di riabilitazione compiuta dallo Spirito, per mezzo della Parola di Dio e con l’intervento del Signore stesso, nostro Avvocato presso il Padre (1 Giovanni).

L’attività di Satana sulla terra si spiega poi, sempre di più ai nostri giorni, nei campi occulti che invadono il mondo, dall’astrologia alla magia nera, dalle religioni orientali al satanismo vero e proprio. Dobbiamo tutti evitare in modo assoluto di avere a che fare con quelle cose.

       La sua attività nei luoghi celesti

Per quanto ci possa sembrare strano, Satana e i suoi angeli sono tuttora «le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti» (Efesini 6:12). La citazione fatta del primo capitolo di Giobbe ci fa vedere Satana che, davanti a Dio, è sottoposto a un interrogatorio. È chiamato «il principe della podestà dell’aria... lo spirito che opera al presente negli uomini ribelli» (Efesini 2:2). Egli stesso e i suoi angeli sono pure chiamati «i dominatori di questo mondo di tenebre» (Efesini 6:12).

Satana cerca di impedire al credente di godere dei suoi privilegi in Cristo, di farlo dubitare della sua salvezza, di intaccarne la testimonianza e paralizzarne l’attività: questo per danneggiare lui e la collettività. Nei versetti 10 a 18 del capitolo 6 dell’epistola agli Efesini, ci è data la risorsa messa a nostra disposizione: «Fortificatevi nel Signore... State dunque saldi»; ma come realizzarla? Con le doti morali di giustizia e di fede rappresentate dalle varie parti dell’armatura «spirituale» (Efesini 6:11). Dio mette a nostra disposizione la sua Parola e la preghiera, che rimangono sempre i mezzi più adatti per mettere in fuga il Nemico. Il nostro Salvatore li ha impiegati durante la tentazione nel deserto. Egli ci indica come si può riportare la vittoria nella dipendenza e nell’ubbidienza a Dio.

Satana accusa continuamente i credenti davanti a Dio; questo ci è rivelato nel libro dell’Apocalisse in cui leggiamo: «Il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furono gettati gli angeli suoi. E io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza e il regno dell’Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’Iddio nostro, giorno e notte. Ma essi l’hanno vinto a cagione del sangue dell’Agnello e a cagione della Parola della loro testimonianza» (Apocalisse 12:9-11). Seduzione, tentazione, poi accusa nei riguardi di quelli che ha fatto cadere, ecco il cinico lavoro a cui si dedica il grande nemico di Cristo. Egli ha pure degli imitatori sulla terra, perché sono numerosi coloro che agiscono così. Anche noi dobbiamo fare molta attenzione per non abbandonarci ad un simile comportamento; può essere più facile di quanto si pensi. Ce ne preservi la grazia di Dio!

       Il suo destino

«Il fuoco eterno» è «preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Matteo 25:41). «Il diavolo... fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo» (Apocalisse 20:10). Per lui è stato preparato quel luogo terribile rappresentato dal fuoco eterno, lo stagno di fuoco e di zolfo, la morte seconda. Dio non vi aveva destinato l’uomo, ma se lui, creatura intelligente e responsabile, si sottomette a Satana e non a Dio, sarà trascinato al seguito del padrone che si è scelto. Eppure, Dio ha fatto tutto per la salvezza della sua creatura. La buona notizia della grazia è ancora pubblicata oggi ed è sufficiente prestarle fede. L’opera perfetta di Gesù Cristo alla croce del Calvario è sufficiente per la salvezza di chiunque crede. Disprezzare questo dono dell’amore divino è escludersi da ogni possibilità di salvezza. Cosa poteva dare Dio di più del suo unico Figlio?

Con i versetti citati in Apocalisse 20, abbiamo l’indicazione dell’ultima fase della storia dell’umanità. Trascinata da Satana al peccato e alla rivolta fin dai primordi della sua storia, l’umanità ha conosciuto molte tragedie, tutte conseguenze dirette o indirette del peccato, essendo Satana il grande istigatore. Tuttavia, al di sopra della scena, Dio agisce nella sua sovranità e trae il bene dal male. Quante volte, per produrre il pentimento nel cuore, è stata necessaria una prova particolare che ha condotto un’anima alla conoscenza della salvezza per mezzo di Gesù! La vittoria finale appartiene a Cristo. L’ha già riportata con la sua morte e la sua risurrezione. Questa vittoria sarà pienamente manifestata quando sarà abolito l’ultimo nemico, la morte, e saranno stabiliti i nuovi cieli e la nuova terra dove abita la giustizia e dai quali il diavolo sarà escluso per sempre.

 

Fredy Gfeller

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