Non so come comportarmi

Perché è importante, prima di svolgere qualsiasi incarico per il Signore (e a qualunque età!), ricercare la Sua presenza? Con quale atteggiamento dobbiamo presentarci davanti a Lui e poi camminare con Lui? Cos’è che può renderci veramente forti nel nostro servizio per Lui? La presunzione di sapere cosa fare e di saper fare? Oppure la confessione dei nostri limiti e delle nostre incapacità?

Recarsi a “Gabaon

Corre l’anno 970 a. C.
Da circa 83 anni Israele ha un re.
Di sovrani fino a quel momento della storia se ne sono succeduti due. Saul e Davide sono i loro nomi.

Arrivo adesso, e non tardo mai!

Nella vita può succederci di trovarci davanti ad ostacoli umanamente difficili da superare, così come apparivano insuperabili le mura di Gerico agli occhi di Giosuè. Proprio in quelle difficili situazioni il rivolgere lo sguardo in Alto ci porterà a conoscere il valore della presenza del Signore, il cui soccorso consiste proprio nello stare accanto a noi per combattere per noi e con noi, e anche le mura delle nostre "Gerico" crolleranno.
 

Che fare di fronte ll'obiettivo da raggiungere?


Un giorno, di circa 3420 anni fa, Giosuè si trovava "presso Gerico" (Gs 5:13). uest'uomo, incaricato da Dio, doveva condurre il popolo d'Israele in Canaan (Gs 1:2).
Aveva ricevuto la promessa che quell'impresa si sarebbe realizzata (Gs 1:2-5). Da poco, aveva attraversato sull'asciutto il Giordano in piena, insieme al suo popolo.
Si era accampato per la prima volta nella terra di Canaan, a Ghilgal (Gs 3-4). Ora, vi erano delle città da conquistare per impadronirsi del Paese.

Il primo obiettivo era proprio Gerico.
Quella città era fortificata più delle altre, costruita per resistere ad ogni assedio, era la più invincibile.

Il tesoro trasmesso

Sana dottrina, servizio, preghiera, comportamento impegnato e responsabile nella Chiesa sono quattro "perle" di un "tesoro" che Cristo ci ha trasmesso ponendolo a nostra totale disposizione. Il nostro contributo personale all'opera di Dio e alla vita della chiesa locale non dipende certo dalle nostra capacità, ma dalla nostra disponibilità ad appropriarci proprio di questo tesoro per... viverlo ogni giorno!  

 

Tutto quello che stiamo facendo, ha valore nell’opera di Dio?

Forse troppo spesso, in modo semplicistico e superficiale, diamo per scontato che “fare” qualcosa sia prerogativa per “apportare” del bene all’opera di Dio.

Il Gesù della Scrittura

Nel mondo si hanno opinioni  diverse sulla persona di Gesù e ciò è comprensibile quando si pensi chi ne è “il principe”. Diventa meno comprensibile, quando questa diversità si manifesta anche nelle “chiese” o nelle religioni che pure pretendono di agganciarsi in qualche modo alla sua persona e ai suoi insegnamenti. È quanto mai opportuno allora riaffermare che il vero Gesù è solo quello presentatoci nella Scrittura!


In quale Gesù hai creduto?

Quando parliamo agli altri della nostra fede in Gesù ci sarà capitato di sentirci rivolgere, con presunta sicurezza, delle risposte del tipo:

“Ma guarda che anch’io credo in Gesù!”.

Nei nostri interlocutori, però, qualcosa cambia quando iniziamo loro a spiegare che “la fede viene da ciò che si ascolta e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Ro 10:17).

Meravigliosa e.. da osservare

Nella storia dell’uomo c’è una sola realtà che è sempre attuale: la Parola di Dio. La sua denuncia della condizione di miseria morale e spirituale dell’uomo peccatore ha valore per ogni tempo e per ogni popolo, così come il suo messaggio di salvezza. Anche noi oggi, nel nostro tempo e nella nostra storia, siamo chiamati a riscoprire le verità meravigliose contenute in questa Parola e a testimoniarle con la nostra vita.

Dio è il creatore

Una verità scontata, ma da vivere e testimoniare.
È stato Dio a creare i cieli e la terra ed il creato nel quale viviamo appartiene a lui. Dal momento che noi siamo parte di questo creato e, contemporaneamente, ne godiamo i doni e le risorse, dobbiamo avere ben presenti le conseguenze di questa realtà nella nostra vita di ogni giorno. Gli uomini che negano l’esistenza di un Dio creatore, incoraggiati da gran parte della cosidetta “cultura” moderna, conoscono conseguenze etiche ed esistenziali purtroppo determinanti per la loro vita, per il loro cammino.


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