Gian Nunzio Artini - breve biografia

Il 5 settembre 1913, nasceva ad Arezzo Gian Nunzio Artini. Diplomato in pianoforte, dotato di una particolare sensibilità musicale, sembrava avviato a una carriera di concertista. Invece, nel 1943, la sua conversione a Cristo generò un mutamento radicale del percorso che gli si stava profilando. Si trasferì ad Anghiari, si dedicò alla musica ancora per qualche anno, poi nel 1950 sentì maturare in sé la chiamata di Dio per un servizio a pieno tempo nella predicazione e nell'insegnamento dell'Evangelo.

Ricordare la morte del Signore

L’invito a tornare sempre alla croce! Miei cari nel Signore, vogliamo leggere insieme in Luca 22:19-20.

 "Poi prese del pane, rese grazie e lo ruppe, e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi»".

 

Questo ordine santo che il nostro benedetto Salvatore ha lasciato è stato ripreso come una fiamma di divina bellezza e trasmesso di generazione in generazione di credenti, arrivando così fino a noi.

Vediamo che già la primitiva chiesa era formata da coloro che erano già salvati e che erano perseveranti nella dottrina degli apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nella preghiera. Ed ancora oggi risuonano nel nostro cuore, piene di valore, le parole del nostro Salvatore e del nostro benedetto Signore.

Del pane e del vino posti innanzi ai suoi discepoli, il suo corpo vivente posto davanti a loro come indicazione che quel corpo sarebbe stato offerto. L’indicazione di questa rammemorazione che loro avrebbero perpetuato per poter avere del continuo davanti agli occhi del cuore la conoscenza, la meditazione, sopra i valori del sacrificio della croce:

Praticamente...

Dio: metteteLo al primo posto!
Gesù Cristo: mettete i piedi nelle Sue orme!
SPirito Santo: siatene ripieni!
Fede: combattete!
Doni: bramateli!
Parola di Dio: medidate in essa giorno e notte!
Amore: amate come Cristo ha amato la chiesa!
Affetti: amate come Cristo ha amato la chiesa!

G-N- Artini nel 1972 a Poggio Ubertini, campo di Giona)

Incoerenza

"Se voi non avete fede, certo, non potete sussitere" - Isaia 7:9

La potenza della fede, della preghiera, della vita cristiana!
- Dio è messo alla porta dal materialismo
- Dio è giudicato dallo setticismo
- Dio è categorizzato dalla filosofia;
Dio è codificato dal cattolicesimo
- Dio è abbassato dalla teologia protestante
- Dio è ignorato dalla scienza...
Ma Dio può essere bestemmiato dagli uomini che vivono incoerentemente ciò che professano!

(G.N. Artini nel 1972 a Poggio Ubertini, campo di Giona)

Corpus Domini - Il Corpo del Signore

 La vita dell’uomo medievale: intreccio di cultura e liturgia, di fede e superstizione   Questa festa è celebrata dalla chiesa cattolica romana per onorare l’istituzione dell’Eucarestia. Corpus Domini in latino significa corpo del Signore.

Fu istituita da Urbano IV (bolla 8 settembre 1264) e dichiarata obbligatoria per tutta la chiesa da Clemente V (1331).

  Le prime tracce di una dottrina della trasmutazione degli elementi della Cena del Signore affiorano timidamente in Giustino Martire, un filosofo greco di natali pagani vissuto nel 100-165, ma non sono certo di fonte evangelica.

  È interessante considerare l’aspetto della pietà popolare nel medioevo per poter comprendere come lentamente si sia arrivati all’affermazione fissata nel dogma della transustanziazione che dice:

  “Quando il prete pronuncia le parole della consacrazione della messa, si compie sull’altare un miracolo: il pane ed il vino mantengono il loro aspetto (specie accidentalis), le loro qualità esteriori, colore e gusto, ma la loro sostanza cambia nella sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo”.

Tutti hanno una fede

Filosofica, scientifica, ascetica, religiosa, atea, politica, nel progresso, nel capitale, nella dittatura, nel piacere, nel sesso, nel nulla, nell’altruismo, nell’egoismo, ...
Siamo dotati della capacità di credere, di apprendere, di una certa moralità.

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