Dallo scaffale al cuore

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«La fede viene dall'udire e l'udire viene dalla Parola di Dio» (Romani 10:17)

Ero ancora uno studente universitario, alla facoltà di Filosofia; quando decisi che sarei stato ateo per tutta la vita.

Fino a vent'anni avevo regolarmente frequentato la chiesa cattolica romana, con una certa convinzione interiore. Ad un certo punto, però, fui disgustato dall'ipocrisia di molti, dalla gestualità ripetitiva e senza potenza, dall'opulenza esteriore che non mi sembrava certo un riflesso della semplicità di Cristo.

Perciò abbandonai la chiesa cattolica rigettando tutto quanto. «La religione è solo un imbroglio per i deboli», pensavo. «La verità sta nella filosofia. La fede è un vuoto inganno per manipolare i popoli».
Ben presto però, mi resi conto che non potevo rifiutare ciò che si diceva di Dio senza neppure conoscere gli scritti che lo riguardavano. «Non è un atteggiamento scientifico», mi dissi.

Cosa dovevo leggere? Non volevo testi scritti da teologi, perché ritenevo che fossero delle interpretazioni. Volevo qualcosa di originale, che non avesse interpolazioni o chiavi di lettura preconfezionate.

Tra i libri che ereditai da uno zio a cui ero molto affezionato trovai una Bibbia. Era una edizione evangelica, perciò senza note in calce. Proprio ciò che cercavo! Con gli strumenti intellettuali che il mio studio universitario mi forniva, ero convinto di smascherare tutte le "invenzioni" della religione. «Ora sì che posso trovare tutte le contraddizioni da gettare in faccia a chi mi parlerà di Dio o della fede!», dissi con aria di sfida.
Cominciai così a leggere la Bibbia.
Passò meno di un mese e successe ciò che non mi sarei mai aspettato: invece di trovare le contraddizioni, trovai Gesù Cristo! I miei occhi si aprirono sulla verità. Caddi in ginocchio piangendo, perché Dio, attraverso la Scrittura, aveva colpito direttamente il mio cuore. In un momento capii che il Signore Gesù era morto per i miei peccati e ora mi stava tendendo la mano per perdonarmi e per darmi una nuova vita.

Se in un primo tempo avevo pianto di dolore e di pentimento, quando mi rialzai piangevo di gioia per aver trovato il Padre al quale avevo rifiutato di credere! Capii che Dio non era al di là degli altari, irraggiungibile, nascosto da una ritualità fumosa, ma era lì accanto a me che mi offriva la salvezza per grazia.

Feci questa profonda esperienza di fede proprio per aver iniziato a leggere la Parola di Dio, che è vivente ed efficace (cfr. Ebrei 4:12).

Oggi sono felicemente sposato, ho due figli grandi, e dopo aver insegnato per tanti anni nella scuola, da alcuni anni sto dedicando la mia vita al servizio cristiano a tempo pieno. A volte mi chiedo: «Cosa ne sarebbe stato di me, se non avessi trovato quella Bibbia sgualcita?». E ringrazio Dio per il grande dono che mi ha fatto.

«Risvegliati, o tu che dormi, e Cristo ti inonderà di luce!» (Efesini 5:14).

Marco Distort (Arezzo)

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