100 Km di ingorgo

Versione stampabileSend by emailVersione PDF
Dopo aver letto questa notizia difficilmente potrete lamentarvi del traffico italiano. In Cina, sull’autostrada che da Pechino porta al Tibet si è formata una coda record. Ben 100 chilometri di coda, con le vetture bloccate da almeno 11 giorni. Le autorità cinesi non sanno effettivamente quando questo ingorgo potrebbe risolversi, ma i piu ottimisti spiegano che per metà settembre la situazione potrebbe divenire fluida. (agosto 2010)
 
Tutte le vie dell'uomo gli sembrano rette, ma il SIGNORE pesa i cuori. Praticare la giustizia e l'equità è cosa che il SIGNORE preferisce ai sacrifici.  Proverbi 21:2

facebook icona twitter iconawhatapps icona

Commenti

Ritratto di alex

SHANGHAI - Sono oltre 10.000 i camion intrappolati in un maxi ingorgo nella Mongolia interna, che hanno formato una coda di almeno 120 chilometri.

La televisione cinese Cctv mostra immagini degli automezzi che trasportano carbone, incolonnati sulla stessa autostrada, la 110, già interessata da due maxi ingorghi nelle scorse settimane, tanto che in un primo momento alcune fonti ne avevano parlato come il prolungamento di uno di questi. Normalmente, questa strada che da Pechino arriva in Mongolia toccando anche la provincia dell'Hebei, viene percorsa dai camion ad una velocità di 30 chilometri orari. Ma sull'autostrada da mesi sono in corso lavori che dureranno fino alla fine di settembre e che limitano la percorribilità. Gli accessi alla 110 sono bloccati anche dalle zone limitrofe, mentre solo qualche arteria di ingresso nell'Hebei è libera.

Gli autisti dei camion bloccati nelle code attribuiscono invece l'improvviso aumento del già intenso traffico sull'autostrada al boom del trasporto di carbone dalla Mongolia Interna verso la capitale. Il fenomeno sarebbe esploso dopo la chiusura forzata di una serie di miniere illegali nella provincia dello Shanxi, più vicina a Pechino, ritenute troppo pericolose. Anche molte delle miniere che dalla Mongolia inviano oggi il loro carbone a Pechino sono illegali, secondo le testimonianze dei camionisti. Le miniere di carbone cinesi sono spesso gestite da imprenditori improvvisati che trascurano le più elementari misure di sicurezza. Ogni anno migliaia di minatori perdono la vita in incidenti sul lavoro provocati da frane, esplosioni o inondazioni. Sulla stessa autostrada, nei pressi di Pechino, il 26 agosto terminò dopo nove giorni una coda di 100 chilometri, mentre il 28 se ne formò un'altra di 30 chilometri.

02.09.2010 - Fonte: Ansa

Opera evangelica a favore dei non vedenti

Opere evangelica per sordi

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

Il vangelo tra gli stranieri