"Via il crocefisso dalle scuole"

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Mentre infuriano le polemiche, vedi tra gli altri l'articolo della Stampa sotto riportato, condivido molto una frase scovata su facebook:
Non volete il crocifisso nelle scuole!? Non è un problema, perchè il nostro Dio non è più su quella croce...GESU' VIVE

Infatti: 

Egli non è qui, perché è risorto, come aveva detto; venite, vedete il luogo dove giaceva il Signore.
(Matteo 28:6) 


03.11.2009 - La Stampa
Sentenza della Corte di Strasburgo:
«E' un limite alla libertà religiosa».
Il Vaticano: una pesante interferenza.
E il governo italiano presenta ricorso

ROMA
Il crocifisso appeso nelle aule scolastiche è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni. Lo sostiene una sentenza emessa all’unanimità da sette giudici della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, presieduti dalla belga Francoise Tulkens, che hanno esaminato il ricorso di una cittadina italiana di origine finlandese.

Non si è fatta attendere la replica del governo italiano, che ha annunciato ricorso. Il caso quindi, se il rinvio sarà accolto, nei prossimi mesi proseguirà il suo iter davanti alla Grande Corte, quella formata da diciassette giudici. Il crocifisso, si spiega nella sentenza che in Italia ha suscitato un coro di critiche, ha molti significati, ma quello religioso è quello predominante. Quindi, la sua presenza nelle aule scolastiche può essere facilmente interpretato dagli alunni di tutte le età come un segno religioso e questo condurrà i ragazzi a ritenere di essere educati in un ambiente scolastico marcato da una determinata religione. A portare il caso alla Corte di Strasburgo è stata, nel 2006, Soile Lautsi. Nel 2002 i suoi due figli, che allora avevano 11 e 13 anni, frequentavano l’Istituto statale "Vittorino da Feltre" di Abano Terme (Padova), che chiese di togliere i crocifissi dall’aula, ma qualche mese dopo la direzione della scuola le comunicò che sarebbero restati al loro posto.

A quel punto la signora Lautsi, italiana ma di origini finlandesi, iniziò una battaglia legale contro la decisione della scuola, prima davanti al Tar del Veneto, poi presso la Corte Costituzionale e, in ultimo, davanti al Consiglio di Stato. In tutti i casi la giustizia italiana arrivò alla medesima conclusione: i crocifissi dovevano restare nelle aule scolastiche così come stabilito tra l’altro dal regio decreto 965, articolo 118, del 30 aprile 1924. La Corte europea dei diritti dell’uomo, invece, ha dato ragione a Soile Lautsi riconoscendole anche un risarcimento per danni morali di 5 mila euro che il governo italiano dovrà pagare. Secondo i giudici, la violazione dei diritti della signora e dei suoi figli deriva dal fatto che «lo Stato è tenuto a conformarsi alla neutralità confessionale nell’ambito dell’educazione pubblica perchè studenti di tutte le religioni o atei sono obbligati a seguire le lezioni e lo scopo della scuola è di accrescere la capacità degli alunni a pensare criticamente».

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo lascia spiazzato il governo, e incontra le critiche di quasi tutte le forze politiche italiane, con l’eccezione della sinistra radicale. Dal centrodestra si sono levate parole pesanti non solo verso la Corte, ma anche verso altre istituzioni europee; mentre diversi esponenti del Pd hanno criticato il governo per aver difeso male le normative italiane a Strasburgo. La sentenza ha lasciato interdetta il ministro più interessato alla vicenda, Mariastella Gelmini: «La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo - ha detto - ma è un simbolo della nostra tradizione» che «passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi». Secondo il ministro per gli Affari europei, Andrea Ronchi, che si trova a gestire il dossier, la sentenza «è una forzatura che disorienta e preoccupa» perchè il crocifisso «è un simbolo che attiene alla storia, alla cultura e all’identità dell’Italia».

Tutto il centrodestra si schiera sulla linea dell’esecutivo, dai ministri Franco Frattini, Sandro Bondi, Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli e Luca Zaia, ai capigruppo di Pdl e Lega, dai quali piovono parole pesanti contro la Corte di Strasburgo e l’Europa in generale. Fino ai presidenti delle Camere. «La laicità delle istituzioni - ha osservato Gianfranco Fini - è cosa ben diversa dalla negazione del cristianesimo nella società italiana». Renato Schifani ha espresso «grande amarezza» per la sentenza: «Sarebbe un errore drammatico - ha spiegato - fare dell’Europa uno spazio vuoto di simboli, di tradizioni, di cultura». Anche laici del Pdl, come Fabrizio Cicchitto, Margherita Boniver o Ferruccio Saro giudicano «incomprensibile» il deliberato della Corte. Anche l’Udc è schierato contro la sentenza: «Il crocifisso - ha detto Pier Ferdinando Casini - è un patrimonio civile di tutti gli italiani, perchè è il segno dell’identità cristiana dell’Italia e anche dell’Europa». Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a Bruxelles per il "debutto" in Europa, ha avuto anche il battesimo sui temi delicati che hanno spesso diviso il partito: «Penso che su questioni delicate come questa - ha osservato - qualche volta il buonsenso finisce per essere vittima del diritto. Un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno». Posizione condivisa dal partito, anche se esponenti come Vittoria Franco o Barbara Pollastrini hanno criticato le parole polemiche del centrodestra verso le istituzioni europee. Ma c’è di più: alcuni esponenti cattolici del Pd criticano il governo per come ha difeso a Strasburgo la posizione italiana.

Sulla vicenda scende in campo anche la Chiesa. Il Vaticano parla di decisione «miope e sbagliata», di un’interferenza «pesante» che delude anche i cattolici europeisti. La posizione della Santa Sede arriva in serata, rinforza quella dei vescovi italiani. Perplessa e amareggiata, la Cei ha infatti bollato come «ideologica» la sentenza della Corte europea di Strasburgo che oggi ha definito il crocifisso nella aule scolastiche italiane una «violazione» della libertà religiosa di genitori e alunni. «Non è per questa via - avverte il portavoce vaticano, Padre Federico Lombardi - che si viene attratti ad amare e condividere di più l’idea europea, che come cattolici italiani abbiamo fortemente sostenuto fin dalle sue origini». «Sembra - aggiunge - che si voglia disconoscere il ruolo del cristianesimo nella formazione dell’identità europea, che invece è stato e rimane essenziale». A ruota con l’annuncio del ricorso del governo italiano contro la sentenza di Strasburgo, la Cei già nel primo pomeriggio - con una nota, sobria nello stile e senza equivoci nei contenuti - ha parlato di una decisione che «suscita amarezza e non poche perplessità: fatto salvo il necessario approfondimento delle motivazioni, in base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica».

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Commenti

Effettivamente ci si trova in una posizione imbarazzante sia rispetto a chi vuole toglierlo, sia rispetto a chi vuole tenerlo.

Chi vuole toglierlo generalmente lo fa con lo scopo di andare contro (e spesso di intimorire i credenti), chi lo vuole tenere lo fa generalmente con motivazioni idolatre. E ciascuna delle due parti vorrebbe tirarti dalla sua.

Personalmente trovo difficile spiegare la mia sensazione di indifferenza alla questione. Cristo è in un luogo dove nessuno può rimuoverlo! Quando si vive davvero questa certezza lascia abbastanza indifferenti la rimozione di un'immagine.

Un credente di vecchia data una volta ha giustamente commentato: "Volete sapere se un cattolico idolatra l'immagine oppure la usa davvero solo come simbolo come sostiene lui? Provate a rimuovere l'immagine del crocefisso e vedete cosa succede!"

Ritratto di alex

Riflessione decisamente acuta e condivisibile...
Grazie per averla riportata :-)

Alex

Ritratto di R_Francesco

In alcuni articoli che sono apparsi a proposito del crocifisso "bandito", era possibile esprimere un commento e io ho commentato...

-- ho posto l'accento sulla faziosità della protesta a favore del crocifisso nei luoghi publici... gli italiani, non sono cristiani,ma, sono Mariani e altri "titoli" assimilati... sino ad essere palesemente idolatri e bestemmiatori... quindi, chi oggi si batte per il simbolo "cristiano", e giorni fa, foggiava laicità nel festeggiare halloween, dovrebbe ricordarsi di ciò!... E vergognarsi... Pertanto, siccome gli altri paesi membri della UE,non sono abitati da dementi o stupidi, credo che il Vaticano, ha perso la sua supremazia sulle coscenze. poi, ho continuato col fatto che:  Giov. 4:24  Iddio è spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in ispirito e verità.... -- cioè, senza immagini o simboli che valgono come idolatria.  L'avranno capita?... Speriamo, ma se non è Dio ad aprire loro gli occhi, a nulla valgono le nostre esortazioni.

 Francesco

approvo quello che lei dice, e mi auguro che tutti capiscono che Gesù è vivo e non si trova più in quella croce.Quando la quardo mi si lacera il cuore,pensando che Gesù è morto anche per me per liberarmi dalla schiavitù del peccato.

 

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