MORETTI Paolo

Rendere testimonianza

Si sta sempre più diffondendo la consuetudine di incoraggiare e poi ascoltare, durante gli incontri delle chiese locali, “testimonianze” da parte dei partecipanti. Sono momenti che a volte edificano e rafforzano la fede, mentre a volte scoraggiano e turbano: questo accade quando chi “testimonia” parla di sé piuttosto che del Signore e si presenta agli altri come se avesse un rapporto privilegiato con lui.

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Rendere testimonianza

Si sta sempre più diffondendo la consuetudine di incoraggiare e poi ascoltare, durante gli incontri delle chiese locali, "testimonianze" da parte dei partecipanti. Sono momenti che a volte edificano e rafforzano la fede, mentre a volte scoraggiano e turbano: questo accade quando chi "testimonia" parla di sé piuttosto che del Signore e si presenta agli altri come se avesse un rapporto privilegiato con lui.

L'espressione "rendiamo testimonianza" la troviamo una sola volta nella Parola di Dio. È Giovanni che la usa nella breve prefazione alla sua prima lettera (1 Giovanni 1:2).
Ma di cosa e di chi rendeva testimonianza Giovanni?

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La chiamata e la missione di Mosè

Quando vi riunite

Spesso purtroppo può accaderci di trasformare gli incontri settimanali della nostra chiesa locale (di adorazione, di studio biblico o di preghiera) in incontri quasi ripetitivi: uno si succede all'altro, settimana dopo settimana, mese dopo mese, senza particolari sussulti spirituali e senza evidenti frutti concreti nella vita di chi vi partecipa.

Eppure, quando ci riuniamo, ogni cosa dovrebbe essere fatta, come indica la Parola, "per l'edificazione" (1 Corinzi 14:26), cioè tutto dovrebbe contribuire alla crescita delle persone che formano la chiesa e che partecipano agli incontri.

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Vedere Gesù... a Torino?!?

Migliaia di "pellegrini" sono da settimane quotidianamente in coda davanti al duomo di Torino per poter vedere da vicino l'immagine di un uomo impressa su un lenzuolo, che la tradizione popolare, mai smentita e neppure mai ufficialmente supportata dalla chiesa cattolica, in un tipico atteggiamento "alla Ponzio Pilato", identifica con la "sindone" che avrebbe avvolto il corpo morto di Gesù prima della risurrezione.
 

Un esempio significativo

Nei giorni imminentemente precedenti il

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PREX, il rosario elettronico. Incoraggiamento alla preghiera (?!)

Qualche settimana fa, con una mirata strategia pubblicitaria, è stato lanciato sul mercato un oggetto destinato, secondo i produttori, ad incoraggiare la preghiera. Si tratta di un rosario elettronico, in grado di accompagnare nella recita del rosario a Maria, senza essere costretti e ripeterne il testo. Informatica e preghiera: un abbinamento che rivela come ormai nella religione si stia davvero toccando il fondo...

L’autorità della Parola di Dio

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Presente!

Qualche tempo fa ho incontrato un “vecchio” compagno delle elementari che non vedevo da tempo. Abbiamo ricordato il nostro essere parte delle tre “M” nell’appello del maestro. Nella nostra classe infatti in tre avevamo lo stesso nome, “Paolo”, e (guarda che combinazione!) il cognome di tutti e tre cominciava con la lettera “M”, per cui il maestro leggeva consecutivamente i nostri nomi ogni mattina. L’appello, appena entrati in classe, era una specie di rito “sacro”.
 
Oggi è passato di moda, perché le classi sono generalmente poco numerose. Ma allora era

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Quale muro?

Con un'amplificazione mediatica che ha pochi precedenti e che ha permesso all'evento di essere seguito in diretta in ogni parte del mondo, il 9 novembre scorso è stato festeggiato il ventesimo anniversario della caduta (sarebbe meglio dire: dell'abbattimento) del muro di Berlino.
 
I muri, ma in questo caso sarebbe più corretto parlare di mura, sono stati eretti nella storia come strumenti a difesa e a protezione di fortezze e di castelli, di paesi e di città e perfino di intere nazioni (la famosa muraglia cinese).

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Irreprensibili?!

Guidando i miei alunni in gita scolastica nella nostra capitale, ho avuto più volte occasione di visitare i "palazzi" del potere: Montecitorio, Palazzo Madama, il Quirinale, Palazzo Chigi. Ricordo che, in occasione del mio primo ingresso in uno di questi luoghi (Montecitorio), l'aspetto che più mi impressionò fu il lusso sfrenato presente in ogni ambiente.

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Gregari e Campioni

Le riprese televisive, di grande fascino e di straordinaria bellezza quando inquadrano dall'alto paesaggi davvero incantevoli (soprattutto mari e montagne), permettono di seguire il percorso di una gara ciclistica, quasi come se si fosse accanto ai corridori, ma comodamente seduti in poltrona e, quindi... senza correre alcun rischio.
Durante il recente Tour de France mi è capitato di osservare la foratura di uno dei ciclisti indiziati per la vittoria finale, uno dei cosidetti "campioni". Subito dall'ammiraglia della sua squadra è sceso il meccanico che gli ha consentito una ripartenza immediata consegnandogli una nuova bicicletta.

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