Neemia 3 - Si riparano porte e si aggiustano finestre - Ditta Nehemia

Inizia il lavoro di riparazione - premessa - Il capitolo tre di Nehemia, non è solamente una sezione che elenca le tante persone che presero parte al gran lavoro di riparazione, ma è soprattutto il capitolo che parla dell’inizio dell’attività, la maniera come ciò venne impostato e la sua finalità. Inoltre, vi è la descrizione dettagliata per quanto riguarda la restaurazione delle mura.

Delle undici porte:

  • Porta delle pecore
  • Porta dei Pesci
  • Porta Vecchia
  • Porta della Valle
  • Porta del Letame
  • Porta della Sorgente
  • Porta della casa di Eliascib
  • Porta delle Acque
  • Porta dei cavalli
  • Porta orientale
  • Porta di Mifkad.

E la menzione di quattro torri:

Fare del bene per amore di qualcuno

"Davide disse: «C'è ancora qualcuno della casa di Saul, al quale possa fare del bene per amore di Gionatan?» C'era un servo della casa di Saul, di nome Siba, che fu fatto venire da Davide. Il re gli chiese: «Sei tu Siba?» Egli rispose: «Servo tuo». Il re gli disse: «C'è ancora qualcuno della casa di Saul al quale io possa far del bene per amore di Dio?» Siba rispose al re: «C'è ancora un figlio di Gionatan, storpio dei piedi». Il re gli disse: «Dov'è?» Siba rispose al re: «È a Lodebar in casa di Machir, figlio di Ammiel». Allora il re lo mandò a prendere in casa di Machir, figlio di Ammiel, a Lodebar.
 
E Mefiboset, figlio di Gionatan, figlio di Saul, andò da Davide, si gettò con la faccia a terra e si prostrò davanti a lui. Davide disse: «Mefiboset!» Egli rispose: «Ecco il tuo servo!» Davide gli disse: «Non temere, perché io non mancherò di trattarti con bontà per amore di Gionatan tuo padre, ti restituirò tutte le terre di Saul tuo nonno e tu mangerai sempre alla mia mensa». Mefiboset s'inchinò profondamente e disse: «Che cos'è il tuo servo, perché tu ti degni di guardare un cane morto come sono io?» Allora il re chiamò Siba, servo di Saul e gli disse: «Tutto quello che apparteneva a Saul e a tutta la sua casa io lo do al figlio del tuo signore.

Davide salva Cheila dai filistei

Davide consulta Dio

"Vennero a dire a Davide: «Ecco, i Filistei hanno attaccato Cheila e saccheggiato le aie». E Davide consultò il SIGNORE, dicendo: «Devo andare a sconfiggere questi Filistei?» Il SIGNORE rispose a Davide: «Va', sconfiggi i filistei e salva Cheila». Ma la gente di Davide gli disse: «Tu vedi che già qui in Giuda abbiamo paura; che sarà di noi, se andiamo a Cheila contro le schiere dei Filistei? Davide consultò di nuovo il SIGNORE, e il SIGNORE gli rispose e gli disse: «Àlzati, scendi a Cheila, perché io darò i Filistei nelle tue mani».
 
Davide dunque andò con la sua gente a Cheila, combatté contro i Filistei, portò via il loro bestiame e inflisse loro una grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Cheila. Quando Abiatar, figlio di Aimelec, si rifugiò presso Davide a Cheila, portò con sé l'efod. Saul fu informato che Davide era giunto a Cheila. Saul disse: «Dio lo dà nelle mie mani, poiché è venuto a rinchiudersi in una città che ha porte e sbarre».
 
Saul dunque convocò tutto il popolo per andare alla guerra, per scendere a Cheila e cingere d'assedio Davide e la sua gente.

La sfida di Goliat

Quest’uomo, faceva leva sul suo valore di combattente e, credeva d’essere invincibile: basta pensare alla sua statura: più di tre metri di altezza; alla sua corazza a squame del peso di 320 kg; alla punta della sua lancia del peso di 9 kg, e a tutta l’armatura che aveva. Inoltre, un uomo lo precedeva portando il suo scudo; era veramente il terrore di tutto l’esercito Israelita.
 
 

Per lo spazio di quaranta giorni, mattina e sera, Goliat, il Filisteo, lanciò una sfida a Saul e al suo esercito: «Perché uscite a schierarvi in battaglia? Non sono io il Filisteo e voi dei servi di Saul? Scegliete uno dei vostri e scenda contro di me. Se egli potrà lottare con me e uccidermi, noi saremo vostri servi; ma se io sarò vincitore e l’ucciderò, voi sarete nostri sudditi e ci servirete». Il Filisteo aggiunse: «Io lancio oggi questa sfida a disonore delle schiere d’Israele: Datemi un uomo e ci batteremo!» Quando Saul e tutto Israele udirono queste parole del Filisteo, rimasero sgomenti ed ebbero gran paura» (1 Samuele 17:8-11).

Si ripara la porta del letame...

«Malkijah,figlio di Rekab, capo del distretto di Beth-Hakkerem, riparò la porta del Letame; la costruì, e vi mise i suoi battenti, le serrature e le sbarre» (Nehemia 3:14).

L‘incarico di riparare la porta del Letame venne affidato a uno dei sette capi che vengono menzionati nel capitolo 3 di Nehemia. I nomi di questi capi sono:


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