Il piccolo tamburino

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Cinque giorni dopo l’operazione Carlo mi chiamò. “Signor dottore” mi disse, “L’ora mia è venuta, non credo che rivedrò la luce di un altro
giorno, ma grazie a Dio sono pronto a partire, e volevo ringraziarl  di
tutto cuore per il suo affetto”. Voleva che rimanessi vicino a lui, ma mi ritirai in fretta, non mi sentivo il coraggio di assistere alla morte di un
ragazzo cristiano, che se ne andava, giubilando nell’amore di quel Gesù che mi avevano insegnato ad odiare. Venti minuti dopo fui chiamato d’urgenza al suo capezzale, non volevo andare, ma l’infermiere insistette perché Carlo desiderava vedermi un’ultima volta.

Andai per dirgli una parola affettuosa, per poi lasciarlo morire in pace, ma risoluto a non lasciarmi influenzare per quanto riguardava il suo Gesù....

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