I Look To You - Whitney Houston

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I Look To You - MI RIVOLGO A TE

Mentre mi sto per coricare, (prego):
ascoltami, o Cielo,
dopo aver dato tutto di me,
mi sento persa senza una ragione di vita.
Tempeste invernali si sono abbattute (su di me)
e hanno oscurato il mio sole;
dopo tutto quello a cui sono andata incontro,
a chi mi posso rivolgere?

Mi rivolgo a Te, a Te,
Dopo che tutte le mie forze sono svanite,
solo in te posso essere forte.
Mi rivolgo a te, a Te,
E quando le melodie non ci sono piu,
in te riesco a scorgere un canto... mi rivolgo a Te.

Mentre perdo il mio respiro,
non mi rimane nessun'altra battaglia;
sprofondo per non risorgere piu,
cercando quella Porta aperta.
Tutte le strade che ho intrapreso,
Mi hanno portato a rimpiangere il passato e
ora non so' se ce la faro;
Non mi e' rimasto altro che alzare la testa e...

Mi rivolgo a Te...

Le mie resistenze si sono rotte ed i muri
si sono sgretolati su di me;
la pioggia sta cadendo e la sconfitta e' alle porte...
Ho bisogno di te, per essere libera.

Portami lontana dalla battaglia
Ho bisogno di te, risplendi su di me.

Mi rivolgo a Te...

Traduzione: Giuseppe Frasca

 


i_look

 


I LOOK TO YOU - WHITNEY HOUSTON

As I lay me down
Heaven hear me now
Im lost without a cause
After giving it my all

Winter storms have come
And my darkened sun
After all that I've been through
Who on earth can I turn to

I look to you
I look to you

After all my strength is gone
In you I can be strong

I look to you
I look to you

Yeah

And when melodies are gone
In you I hear a song

I look to you

After losing my breath
There's no more fighting left
Sinking to rise no more
Searching for that open door

And every road that I've taken
Lead to my regret
And I do not know if Im gonna make it
Nothing to do but lift my head

I look to you
I look to you

Yeah

And when all my strength is gone
In you I can be strong

I look to you
I look to you

Oh yeah

And when melodies are gone
In you I hear a song

I look to you


(my levee's have broken, my walls have come)

Coming down on me

(crumbling down on me)

All the rain is falling

(the rain is falling, defeat is calling)

Set me free

(i need you to set me free)

Take me far away from the battle
I need you
Shine on me

I look to you
I look to you

After all my strength has gone
in you I can be strong

I look to you
I look to you

and when melodies are gone
In you I hear a song

I look to you

yeah

I look to you
oooooooh
I look to you

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Ritratto di alex

Portami lontana dalla battaglia
Ho bisogno di te, risplendi su di me.

Mi rivolgo a Te...

Ritratto di alex

Ciao Whitney...
Ritratto di alex

Si può solo provare sgomento nel commentare un'altra morte annunciata. Whitney Houston è stata trovata morta in un hotel di Beverly Hills: a 48 anni ha concluso il suo inferno personale e, per una triste coincidenza del destino, proprio alla vigilia della cerimonia del Grammy Award, l'Oscar della musica che nel 1986, a soli 23 anni, l'aveva consacrata come la nuova regina del soul pop mondiale. Ora il suo nome si aggiunge all'elenco infinito di catastrofi umane che, come una terribile maledizione, ha falcidiato i migliori talenti della musica nera.

A rendere più atroce, e purtroppo prevedibile, la sua morte è il fatto che il suo declino sia avvenuto in diretta sotto gli occhi del mondo: il catastrofico matrimonio con Bobby Brown e gli scioccanti racconti della sua tossicodipendenza sono diventati oggetto di un reality, mentre l'industria del gossip si è arricchita pubblicando le foto impietose di una donna ancora giovane che un tempo era stata di una bellezza splendente trasformata in una barbona. Poi è andata in scena la solita trafila di percorsi falliti di riabilitazione, interviste-confessione con Ophra Winfrey, malinconici tentativi di tornare in tournee, concerti annullati, tristi performance.

 

 

Nient'altro che un triste prologo alla solita morte nella camera di un albergo. Un disastro inarrestabile diventato materia per gli appetiti perversi del reality e del gossip che ha fatto troppo presto coniugare al passato una storia musicale fuori dal comune. Perché nei pochi anni in cui è riuscita a controllare i suoi demoni, Whitney ha lasciato una traccia indelebile. Era una predestinata la povera Whitney Houston: sua mamma è Cissy Houston, grande cantante di gospel e voce importante della tradizione black, sua cugina è Dionne Warwick (cui somigliava per bellezza e naturale eleganza), Aretha Franklin è la sua madrina. E la sua voce, prima che fosse rovinata dal crack, era un dono di Dio. Dopo il tradizionale apprendistato nei cori della chiesa del New Jersey, lo stato dove era nata, la Houston viene scoperta da Clive Davis, uno dei nomi più influenti della storia della discografia. Il suo esordio è folgorante: nel 1985 piazza brani come How Will I Know, Greatest Love of All e Whitney diventa una star mondiale. Per il suo terzo album I'm Your Baby Tonight, quello con I Wanna Dance With Somebody, Clive Davis organizza una presentazione nel castello reale di Monaco di Baviera, con lo stesso Davis a illustrare ai media di tutto il mondo i brani uno per uno. Whitney Houston sembrava davvero una regina. Era il 1990: il suo regno sarebbe durato ancora poco. Si può dire che il suo ultimo vero trionfo sia stato The Bodyguard, il film con Kevin Costner dove sostanzialmente interpreta se stessa. Un'interpretazione che si meritò un Razzy, ma il film sbancò i botteghini di tutto il mondo e la canzone I Will Always Love You é diventata un classico. Negli anni '90, senza rinunciare ai milionari cachet cinematografici, gia' sposata con Bobby Brown, prosegue la carriera senza toccare più le vette di un tempo.

Poi comincia il declino. Whitney Houston ha venduto 190 milioni di copie, è entrata nel Guinness dei primati ed è una delle donne più premiate della storia della musica. Aveva una tecnica sovrannaturale e sul piano vocale era in grado di cantare praticamente qualsiasi cosa. Se aveva un limite, era proprio l'eccessivo controllo, la tendenza a far prevalere il virtuosismo sull'emozione. Generazioni di cantanti le devono moltissimo: è lei che ha fatto da trait d'union tra la tradizione e le nuove star alla Beyonce che oggi occupa con sicurezza e il suo talento innato per la spettacolarità il posto che è stato di Whitney Houston. Non resta che la pietà per una regina che si è lasciata morire in pubblico. Il fatto che il suo nome sia nel Guinness dei primati rende ancora più agghiacciante questa ennesima storia di gloria e di morte.

Fonte: ANSA

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