Alti e bassi nel credente cristiano. Quando Gesù è vicino e non te ne accorgi

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In visita nella chiesa locale di Finocchio (RM) il fratello Enrico d'Eusebi impegnato nell'opera Porte Aperte. La missione Porte Aperte è al servizio nell'assistenza a 360° della "chiesa perseguitata". Il fratello Enrico ha illustrato nel pomerigio l'opera di Porte Aperte, in mattinata ha portato un messaggio tratto da Luca 24. L'altalena spirituale dei discepoli di Gesù.

--- Enrico D'Eusebi ---
Roma 20 novembre 2016

Vedi anche: La Pazzia di Dio: Potenza e Gioia in Prigione - Enrico d'Eusebi

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Commenti

Ritratto di alex

Cari in Cristo, non per polemica ma riguardo al fatto che credenti di diversa denominazione cristiana stiano insieme in momenti particolari di persecuzione, non deve farci cadere nell'equivoco che tutti siamo figli di Dio.
Come può ad esempio un cattolico esserlo se la sua dottrina è fuorviante e crede di cuore a quello che gli è stato inculcato?

Se la persecuzione fosse l'unico modo per riconoscere un credente cristiano che dovrebbero dire allora tutti gli altri che alla pari di loro sono stati perseguitati fino alla morte? Ebrei, Testimoni di Geova, Gay e quant'altro. Un vero credente è colui che soffre sì ma che ha la Parola di Dio nel suo cuore.

Ritratto di alex

Ciao Pierpaolo, grazie per il tuo commento che è, almeno in parte, condivisibile.
Però ti invito ad andare oltre le divisioni che abbiamo fatto noi uomini. Come tu stesso dici: "Un vero credente è colui che soffre sì ma che ha la Parola di Dio nel suo cuore."
Ed è proprio questo che va al di là delle denominazioni, un cattolico potrebbe essere in errore su molte cose, ma avere un amore genuino per il Signore e una vita regolata sul Suo timore.
Al contrario un evangelico, me, te per esempio, potremmo possedere una dottrina più biblica ma essere nel cuore distanti da Dio...
Un caro abbraccio nel Signore. 
 

Amare il prossimo significa innanzitutto far conoscere Il Figlio di Dio, le opere quelle della fede vengono di conseguenza. Credo che la filosofia ecumenica e filantropica di questi ultimi tempi abbia messo da parte la sana dottrina per abbracciare quella delle opere meritorie, quasi ad accogliere involontariamente o no la teologia cattolica basata proprio su ciò a cui tanti evangelici accorrono per sentirsi a posto con la loro coscienza. Salmi 37:16 Il poco del giusto vale più dell' abbondanza degli empi.
Saluti in Cristo

Ritratto di alex

Caro Pierpaolo, ti ringrazio per la tua genuina preoccupazione. Ma non è in queste pagine che troverai un invito all'ecumenismo per come lo si intende in senso cattolico. a volte si, questo potrai trovarlo, una sana consapevolezza di come siamo fallibili e, quindi, necessari di essere, per quanto possibile, accorti nei giudizi.
Nel corso del tempo, infatti, troppo spesso abbiamo assistito a divisioni in seno alle nostre chiese evangeliche, tavvolta in nome della "sana dottrina", spesso solo per ragioni prettamente carnali.

Tuttavia ecco due parole da te citate che ti invito ad indagare nella Bibbia, in particolare nel Nuovo Testamento: Sana Dottrina.
Recentemente ho riscoperto il significato di questa terminologia che per anni ho applicato alla "mia" dottrina evangelica con l'insieme di teologie più o meno chiare nella mia mente, ma pur tuttavia estratto della mia appartenenza religiosa.

Ebbe ho scoperto, con rinnovata meraviglia, come questo aspetto, tra l'altro da leggere come tutta la Bibbia nel senso ebraico del concetto, sia spesso collegato non a dottirne teologiche, se vogliamo chiamarle così, ma a comportamenti del discepolo (attinenti la santificazione).

Rivisita quei passi e ne riparliamo (la lettura integrale di 1° e 2° Timoteo e Tito)
Con questo non sto certo abdicando alla fede in favore delle opere o, meglio, alla "Verità" in favore della "Grazia", ma (ti consiglio la lettura del libro: il paradosso di Grazia e Verità) soltanto riscoprendo che la verità è molto più articolata di quanto, nel nostro pensiero occidentale, riusciamo ad afferrare. 
Non centra nulla con l'ecumenismo in senso cattolico, soltanto il tentativo di ravvivare la necessaria umiltà che resta ancora l'unica strada che ci permette di continuare, ricominciare, a camminare con il Signore.

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