"sposa" la fidanzatina prima di morire...

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Oggi, mentre leggevo il consueto quotidiano, lo so è un'abitudine che dovrei cessare, tra le varie notizie che riguardavano Berlusconi, Fassino, Rutelli, i vari lodi e i vari "scandali" ai quali ormai si è avvezzi, una notizia in particolare mi ha colpito e fatto riflettere.

Si tratta di un bambino che, vicino alla morte per una brutta malattia, esprime, nella sua innocenza, il desiderio di sposarsi, come si potrà leggere nell'articolo che riporto qui sotto integralmente, il piccolo è accontentato, si tratta ovviamente di un matrimonio gioco, con tanto di veste e di amata fidanzatina ......

.... spesso, come il salmista, mi chiedo come mai Dio ama così tanto l'uomo, di punti interrogativi ce ne potremmo fare una sequela senza fine, poi quando leggo di queste storie all'or mi par di comprendere. Dio non ci vede forse come bimbi? Anche il più smaliziato, il più scaltro di noi ai Suoi occhi non è che un minuscolo essere e, per di più, mortalmente ammalato. Ed ogni uomo, d'altronde, è stato bambino.

Ecco all'ora... il Buono, Giusto Dio Ci ama come un Padre, Si intenerisce, si commuove, Ci desidera, Ci brama, Ci vuole con Se.
Ma è fedele alle Sue parole, ed è  necessario del sangue, purissimo, per cancellare il peccato. Il Suo amore Lo ha spinto a sacrificare il Suo Unigenito per offrirci la Via.

Come bambini, all'ora, con quella stessa curiosità, fantasia, non ancora completamente contaminata dalla malizia, dall'"intelligenza", desideriamoLo.... ora comprendo meglio le parole di Gesù:

da Matteo 18

In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo: «Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?»
Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli.
E chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me.

 

Da il Messaggero del 22 luglio 2008

LONDRA (22 luglio) - Aveva quattro anni Reece Fleming, quando gli fu diagnosticata la leucemia. Da allora la sua guerra alla malattia è stata combattuta con dosi massicce di radio e chemioterapia. Una guerra che ha visto il bambino soccombere, poco tempo fa, all'età di 8 anni. Una storia crudele, nella quale il piccolo, saggio, ostinato Reece ha voluto comunque essere presente, fino alla fine, tanto da rifiutare di arrendersi alla leucemia se non quando avesse visti realizzati alcuni suoi sogni: un giro in Ferrari, uno in Porsche, una giornata nella caserma dei pompieri, una festa a tema (pirati) con i suoi amici. E poter sposare la sua fidanzatina, Elleanor Pursglove, amica di sempre, compagna di scuola, stessa età di Reece.

Così a Mackworth, in Gran Bretagna, la madre di Reece ha organizzato una finta cerimonia nuziale, con il consenso del vicario locale, che avrebbe anche dovuto celebrare il matrimonio. Le condizioni di Reece si sono però aggravate, tanto da obbligare a rivedere tutti i piani. La cerimonia si è così tenuta nella casa del bambino, nella sua stanza da letto. Elleanor si è presentata in abito bianco, lui ha indossato la sua camicia preferita, Lorraine Fleming, madre di Reece, ha officiato il matrimonio. Reece ha regalato a Elleanor una rosa rossa, dopo lo scambio degli anelli e la consegna del "certificato" di matrimonio. Nessun bacio, però. Nonostante la fama di rubacuori conquistatosi tra le infermiere, in ospedale, Reece ha preferito non baciare la sposa.  Subito dopo, Reece ha detto alla mamma: «Ora posso andarmene». E cosi è avvenuto, il giorno seguente....

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più brividi si sono rincorsi sulla mia schiena e una lode al SIgnore da se si è elevata dal quel cuore  che Dio, quando l'ho accettato, ha fatto battere, GRAZIE PADRE !!!

Alex

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