Tenere d'occhio la mèta

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Il Pastore Giovanni Busch (1905-1956) raccontò una volta la seguente storia: «Da soldato ho servito per mesi alla testa di ponte sulla penisola di Taman (Caucaso). Erano brutti tempi. Non dimenticherò mai il giorno quando mi concessero il permesso. Certo non si trattava di un viaggio di piacere.
 
Per otto giorni eravamo:
  • incastrati in un vagone ferroviario
  • soffrendo un gran caldo.
  • Durante questo viaggio avevamo una terribile sete.
  • Le notti erano un tormento.
Se, tuttavia, qualcuno avesse suggerito di scendere dal treno per salvarmi da questo viaggio penoso, lo avrei deriso a più non posso.
 
Gli avrei risposto allegramente: sono disposto a viaggiare in questo modo per altri quattro mesi perché mi sto recando a casa. Il pensiero che stavo per ritornare in patria sminuiva tutti gli strapazzi, le sofferenze e i tormenti. Quando la notte sembrava interminabile, i miei pensieri correvano avanti: sto andando a casa, sto andando a casa!»
 
La vita del cristiano assomiglia a un tale tragitto.
Un cristiano sa, dove sta andando e cosa lo aspetta.
È un cammino che vale sicuramente la pena.

Tratto da: «L'Araldo Della Sua Venuta» marzo/aprile 2010 www.herold.scriftenmission.de
 

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