Il metodo della Grazia

"Essi curano alla leggera la ferita del mio popolo, dicendo: "Pace, pace" quando non c'è pace" (Geremia 6:14).
 
Come la benedizione più grande che Dio può mandare a un popolo è un ministro fedele, sincero ed integro, così non c'è maledizione maggiore che Dio lo abbandoni a guide ciech

Grazia in ... 3D

Nel libro degli Efesini, Paolo non solo si stupisce delle "immense ricchezze della sua grazia", ma ci fa anche sapere che ne abbiamo davvero bisogno.
Dopo aver brevemente descritto il nuovo stato del cristiano, cioè la sua condizione di essere redento, di figlio ed erede di Dio, di persona che ha impresso su di sé il segno dello Spirito Santo come risultato della grazia divina (Efesini 1:3-14), nel capitolo 2 sviluppa una riflessione sulla sua condizione precedente e sulla sua conseguente salvezza. Dobbiamo sapere da dove veniamo. Dobbiamo sapere chi siamo, cioè peccatori, persone destinate alla morte. Non dovremmo mai dimenticarlo, perché se dovessimo perderlo di vista, cesseremmo di apprezzare la nostra salvezza e di far tesoro della bontà e della grazia di Dio.

Immensa Grazia

"Grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo" (Efesini 1:2). Paolo inizia e conclude la sua lettera (Ef. 6:24) con il desiderio che il suo uditorio faccia l'esperienza della grazia.
 
È sia una benedizione sia "una preghiera che i suoi lettori possano conoscere pienamente il favore gratuito, ma immeritato, di Dio che li riavvicina a se stesso accordando loro tutto ciò di cui hanno bisogno".
 
La grazia proviene da Dio e Paolo continua parlando della "gloria della sua grazia" (Ef 1:6), poi aggiunge l'espressione: le "ricchezze della sua grazia" (v. 7). Come se questo non bastasse a descrivere l'eccellenza di Dio, Paolo rafforza la sua affermazione precedente parlando dell'"immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi" (Ef 2:7). In questo modo l'apostolo esalta sempre di più la grazia divina.

La grazia

Contrariamente a ciò che le religioni umane propongono, il punto di partenza della via della salvezza non è negli sforzi dell’uomo. È Dio che ha preso l’iniziativa, per pura grazia, per amore. Ancora prima che il mondo fosse creato, nella sua perfetta conoscenza aveva concepito il piano della nostra salvezza. Dio, oltre che giusto e santo, è anche amore. Non voleva dunque che la sua creatura se ne andasse alla perdizione eterna senza offrirle il mezzo con il quale potesse ottenere la salvezza.

Non è negli sforzi dell'uomo....

Contrariamente a ciò che le religioni umane propongono, il punto di partenza della via della salvezza non è negli sforzi dell'uomo. È Dio che ha preso l'iniziativa, per pura grazia, per amore. Ancora prima che il mondo fosse creato, nella sua perfetta conoscenza aveva concepito il piano della nostra salvezza. Dio, oltre che giusto e santo, è anche amore.
 
Non voleva dunque che la sua creatura se ne andasse alla perdizione eterna senza offrirle il mezzo con il quale potesse ottenere la salvezza. Questo mezzo è il dono del suo Figlio che, subendo il suo giudizio sulla croce, ha preso su di sé la colpa dell'uomo.

La grazia è dunque questa disposizione del cuore di Dio che vuol fare tutto per salvare l'uomo dalla situazione nella quale lo ha posto la sua disubbidienza. Dio non può essere preso alla sprovvista, per cui è «avanti i secoli» che la sua grazia» ci è stata data in Cristo Gesù» (2 Timoteo 1:9) prima ancora che noi fossimo creati e cadessimo nel peccato.


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