PUÒ UNA NOTIZIA VERA DIRE IL FALSO? Sì, eccome! Succede quando:
- Racconta solo una parte dei fatti,
- è staccata dal contesto,
- viene affiancata ad altre notizie deformate o manipolate.
Il risultato? Una cosa tecnicamente vera può costruire una percezione completamente falsa. È così che nasce il pregiudizio, l’odio, il sospetto… anche senza dire una sola “bugia” esplicita. Voglio fare due esempi: uno storico e uno biblico.
Esempio di storia recente: Nel 1938, dopo l’Accordo di Monaco, molti giornali titolavano: “Pace garantita in Europa”.
Era vero che era stato firmato un accordo di pace ma veniva taciuto (o minimizzato) il prezzo: la consegna della Cecoslovacchia a Hitler, l’umiliazione di un popolo, il cedimento a un regime aggressivo.
Una notizia vera (“c’è un accordo di pace”) ha creato un’illusione falsa:
a) che la guerra fosse scongiurata,
b) che Hitler si sarebbe fermato,
c) che il problema fosse risolto.
Facciamo adesso un esempio biblico. Durante il processo a Gesù, alcuni testimoni affermano:
«Ha detto: “Distruggerò questo tempio e in tre giorni lo ricostruirò”». (Gv. 2:19; Mt 26:61; 27:40; Mc 14:58 e 15:29)
In un certo senso è “vero” che Gesù aveva pronunciato parole simili. Ma il contesto era diverso: parlava del tempio del suo corpo, della sua morte e risurrezione, non della distruzione
del tempio di Gerusalemme.
Una frase vera ma isolata è stata usata per creare un’immagine falsa:
a) farlo apparire pericoloso,
b) giustificare la condanna,
Per questo non basta chiedersi: “È vero?” Dobbiamo chiederci anche:
- “È completo?”
- “È onesto?”
- “Cosa manca in questo racconto?”
La verità non è solo un fatto isolato: è un quadro intero, non un frammento, a volte tagliato ad arte.
Quindi: attenzione a ogni notizia che viene data su Facebook o altri social.
Potrebbe essere vera nei fatti ma falsa nel quadro che ti fa vedere.
Non credere a tutto quello che leggi. La verità potrebbe essere ben altra.
Perché una “mezza verità” condivisa migliaia di volte può fare gli stessi danni di una bugia completa.
E noi questo non lo vogliamo, vero?
Giancarlo Farina
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