La critica ai Vangeli disturba e dà fastidio a molti Cristiani. Questi sentono che c'è qualcosa di ironico e irriverente nel sottoporre le informazioni riguardo Gesù e i Suoi insegnamenti a una profonda analisi, ma il mondo in cui viviamo è basato sulle scoperte e sulla ricerca scientifica, per cui i Vangeli non possono essere esonerati da ciò.
SCOPERTE E SCIENZA
Il periodo dopo il 1450, per un secolo e più, è stato unico per quanto concerne le scoperte geografiche. Colombo e i suoi seguaci hanno scoperto un nuovo mondo dall'altra parte dell'Atlantico e i Portoghesi hanno fatto scoperte altrettanto importanti nell'Est.
Queste scoperte hanno rivelato nuovi orizzonti che le autorità, sia secolari che religiose, chiaramente non avevano preso in considerazione e alle quali non erano preparate. La fine del sedicesimo secolo vide l'inizio di un grande sviluppo nel campo delle scienze naturali. Emerse un nuovo interesse nello studio della Fisica e della Matematica in seguito alla spinta e all'impeto dato da uomini come Galileo Galilei (1564-1642) e Isaac Newton (1642-1727). Entrambi credevano in Dio con stabilità e fermezza, ciò incoraggiò uno spirito di ricerca e curiosità che ben presto andò oltre il solo campo delle scienze naturali.
CRITICA BIBLICA
Gradualmente questi due aspetti (ricerca e scienza) cominciarono a stuzzicare e a produrre una critica, mettere in dubbio l'autorità biblica. Con l'avvento della stampa, la Bibbia divenne disponibile a ogni persona, così divenne possibile leggerla e spiegarla senza l'aiuto della Chiesa. In questo periodo storico, esistette una critica biblica, ma nella forma "di basso criticismo".
Questo tipo di critica tende a mettere a paragone i diversi manoscritti, alcuni dei quali sono piccoli frammenti e antiche traduzioni, con lo scopo di scoprire quali erano gli scritti originari e cosa dicevano. In contrapposizione, il compito "dell'alto criticismo" o "critica letteraria" è di considerare domande riguardanti le date, la stesura, gli autori e scrittori, gli scopi, il significato, il valore storico e religioso dei vari libri.
Lo studio dell'Alto Criticismo della Bibbia cominciò inizialmente con impegno nella seconda metà del diciottesimo secolo e si sviluppò con sempre maggiore sicurezza per tutto il diciannovesimo secolo. Esaminando a posteriori questo sviluppo, il professor R.H. Lightfoot scrisse: " .. . vi può essere poco da dubitare sul fatto che lo studio ha avuto le sue radici nello spirito di ricerca e nella rivolta contro l'accettazione incontestabile dell'autorità stabilita, che risale al periodo del Rinascimento".
L'Alto Criticismo non si accontentava di stabilire una corretta chiave di lettura dei testi sacri, doveva essere appreso tutto ciò che era possibile circa le origini, la struttura e le caratteristiche degli scritti che erano stati tramandati da una generazione all'altra. Con lo sviluppo delle tecniche dell'Alto Criticismo, furono postulati anche dei nuovi punti di vista. Nell'Antico Testamento, per esempio, molti studiosi tendenti all 'idea che i primi cinque libri (Torah Pentateuco) contenevano così tanti elementi della tarda teologia giudaica, come si ritrovano negli scritti dei profeti, affermano che dovevano essere stati scritti dopo i profeti.
(Questo certamente non significa che tali studiosi asserivano che non vi fossero state alcune tradizioni patriarcali o mosaiche più antiche e precedenti inserite in questi documenti).
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