Le cose utili

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Questo è il periodo, natale 2012, nel quale più che mai vediamo attorno a noi l'ostentazione del nulla. Tutti pervasi da uno "pirito buonista", mentre dentro sono vuoti o meglio ancora, per parafrasare l'apostolo Paolo: "odiosi e odianti".
Questo, più che mai, è il momento opportuno per fare delle scelte relative alla propria vita, e scegliere le cose veramente utili in vista del Regno di Dio. Mario

È importante, nel nostro cammino, compiere buone scelte

LE COSE UTILI

«...non vi ho nascosto nessuna delle cose che vi erano utili, e ve le ho annunziate e insegnate in pubblico e nelle vostre case» (Atti 20:20). Negli anni vissuti ad Efeso l'apostolo Paolo si era preoccupato di orientare le scelte degli increduli, prima, e dei credenti, poi, verso realtà davvero utili per questa vita e nella prospettiva dell'eternità. Paolo ricorda quest'impegno agli anziani della chiesa di Efeso, nel commovente incontro di saluto a Mileto. Ma... ancora oggi è evidente che i frutti delle nostre scelte dipendono da cosa scegliamo!

Introduzione
La maggior parte delle persone del nostro tempo non ritiene che la Bibbia e la predicazione biblica siano da considerarsi utili per affrontare i problemi correnti e concreti che la quotidianità ci presenta. In genere si pensa che la Bibbia sia un libro per esperti studiosi di cose antiche, per gli appartenenti al clero e per quelli che sono portati per le cose mistiche.
Questa mentalità si è diffusa e radicata, perché, per secoli, si è proibito, proprio da parte degli esponenti della chiesa dominante, la lettura diretta e la diffusione della Parola di Dio tra la gente comune, accampando il pericolo di cattive interpretazioni.
Ecco perché è ancora molto difficile convincere le persone della necessità e dell'utilità della lettura personale delle Sacre Scritture, come riscontrano, per esempio, i membri dell'Associazione dei Gedeoni nello svolgimento della loro attività.
Noi sappiamo come il Signor Gesù, invece, incoraggiasse i Suoi uditori a "investigarle" (Giovanni 5:39), a "credere ad esse" (Giovanni 5:46-47) e ad "ascoltarle" (Luca 16: 29, 31), quale mezzo indispensabile per ravvedersi e credere in Lui.
Egli esortava poi coloro che credevano in Lui a continuare a mantenere questo impegno nei riguardi delle Scritture, perché diceva:
«Se perseverate nella Mia Parola, siete veramente Miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8:31).

Infine, come ultima raccomandazione, prima di risalire al cielo, Egli ordinò ai Suoi discepoli di «predicare l'Evangelo a ogni creatura» (Marco 16:15). Questo ordine non è certo meno valido oggi di allora.
Per quel che riguarda l'apostolo Paolo e con riguardo al suo soggiorno di tre anni a Efeso, che egli rievoca in Atti 20:17-38 con espressioni di particolare commozione, noi vediamo con quanto impegno, scrupolo e ardore si sia prodigato nel predicare e far conoscere la Parola di Dio, evidenziandone il valore e l'ampia portata dei suoi insegnamenti.

Egli menziona infatti quattro argomenti specifici da lui trattati:

  • Le cose utili (v. 20).
  • Il Vangelo della grazia di Dio (v. 24). 
  • Il Regno (v. 25). 
  • Tutto il consiglio di Dio (v. 27).

Ognuno di questi argomenti meriterebbe di essere oggetto della nostra riflessione; io mi limiterò però a fare alcune considerazioni solo sul primo di essi.
Più che tentare di fare una lista di questi insegnamenti, ho cercato piuttosto di capire quali sono gli scopi ai quali mirano e, dopo avere esaminato molti passi delle Scritture su questo soggetto, mi è parso di poter individuare tre scopi principali:

  1. La cosa più utile per chi ancora non crede.
  2. Le cose utili in vista dell'eternità. 
  3. Le cose utili per l'edificazione.

La cosa più utile per chi ancora non crede

Nella sua rievocazione del tempo trascorso ad Efeso, all'apostolo, subito dopo aver menzionato in termini generali l'insegnamento delle "cose utili", viene in mente subito una di quelle che più aveva cercato di far conoscere:
«...e ho avvertito solennemente Giudei e Greci di ravvedersi davanti a Dio e di credere nel Signore Gesù Cristo» (v. 21).
Sono sicuro che questo avvertimento solenne l'apostolo lo considera prioritario rispetto a tutte le cose utili, anzi la cosa necessaria e indispensabile per ricevere il dono della salvezza eterna.
Non diversamente si era comportato Gesù nella Sua predicazione, come ci riferisce l'evangelista Marco, iniziando proprio da questo insegnamento:
«Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il Vangelo di Dio e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al Vangelo" » (Marco 1:14-15).
È evidente che questo appello, di eccezionale importanza, è il primo passo da compiere per chi vuole diventare un figlio di Dio.

Le cose utili in vista dell'eternità

Questo insieme di insegnamenti ci permette di affrontare gli aspetti pratici della
vita terrena con un orientamento che va però oltre i limiti di questa vita.
Le cose che noi facciamo normalmente possono essere fatte in modo diverso a seconda che crediamo che la nostra esistenza finisca nella tomba, oppure che ci sia un aldilà.
Siccome questo esiste per tutti, è estremamente utile tenerlo presente. Infatti se noi lo teniamo sempre presente, esso ci permette, per esempio, di stabilire delle priorità nelle cose che dobbiamo fare o un ordine di importanza relativa ad esse.
Faccio tre esempi.

1°: LA PIETÀ È PIÙ UTILE DELL'ESERCIZIO FISICO.
«...esercitati.., alla pietà, perché l'esercizio fisico è utile a poca cosa, mentre la pietà è utile a ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella futura» (1 Timoteo 4:7-8).
L'apostolo mette a confronto l'esercizio fisico con la pietà, cioè ogni servizio svolto per Dio con devozione ed amore.
Sebbene le due attività, quelle sportive e quelle spirituali, abbiano molti elementi in comune, quali lo sviluppo di nobili qualità, come la determinazione, la costanza, la temperanza, in vista del raggiungimento di un traguardo e di un premio, tuttavia le prime riguardano solo la vita presente, mentre le seconde riguardano la vita presente e quella futura.
«Non sapete voi che coloro i quali corrono nello stadio, corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo. Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile, ma noi, per una incorruttibile» (1 Corinzi 9:24-25).
Il traguardo e il premio per l'atleta spirituale sono dunque molto più ambiti e gloriosi.
A volte l'esercizio spirituale diventa un vero e proprio combattimento, contro nemici pericolosi, proprio come succedeva ai gladiatori costretti ad affrontare gli animali feroci nelle arene. Forse l'apostolo Paolo aveva in mente questo tipo di combattimento quando, ricordando il burrascoso soggiorno a Efeso, scriveva ai Corinti:
«Se soltanto per fini umani ho lottato con le belve a Efeso, che utile ne ho io? Se i morti non risuscitano, mangiamo e beviamo, perché domani morremo» (1 Corinzi 15:32).
Le stesse considerazioni fatte per l'attività sportiva si possono estendere ad altre attività, quando l'impegno profuso per raggiungere certi risultati, mira solo ad ottenere gloria e onori umani e non ad esaltare la gloria di Dio: «fate tutto alla gloria di Dio » (1 Corinzi 10:31).

2°: FARSI TESORI IN CIELO È PIÙ UTILE CHE FARSELI SULLA TERRA.
«Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano, ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano e dove i ladri non scassinano e non rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore» (Matteo 6:19-21).
Ma come è possibile farsi tesori in cielo? Preoccupandosi « di far del bene, d'arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l'avvenire, per ottenere la vera vita» (1 Timoteo 6:18).
«Le opere buone - conferma lo stesso apostolo Paolo scrivendo a Tito - sono buone e utili agli uomini». «Quanto - invece - alle questioni stolte, alle genealogie, alle contese e alle dispute intorno alla legge, evitale, perché sono in utili e vane» (Tito 3:8-9).
Se l'interesse per i tesori celesti prevalesse sempre su quelli terreni, come diversi sarebbero i rapporti umani! Quante meno guerre, sopraffazioni, soprusi ci sarebbero!

3°: LA SPERANZA CHE SI ESTENDE ANCHE ALL'ALDILA È PIÙ UTILE DELLA SPERANZA NELLA SOLA VITA TERRENA.
«Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini» (1 Corinzi 15:19).
Se un credente fondasse e coltivasse la sua speranza nelle promesse del Signore che riguardano soltanto questa vita (la Sua presenza costante, la Sua guida, la Sua assistenza, la Sua intercessione, le Sue consolazioni...) e non anche in quelle riguardanti la vita futura (il Suo ritorno, vederLo come Egli è, essere resi simili a Lui, abitare nella casa del Padre, entrare in possesso dell'eredità...) quanto sarebbe infelice e misera la sua vita!
Questo atteggiamento non è tanto ipotetico come potrebbe sembrare. Un esempio ce lo dà Gesù stesso quando racconta la parabola del "ricco stolto", il quale poteva anche essere uno pseudo-cristiano come quello appena prefigurato. Il suo sguardo infatti non va al di là degli "anni" della vita presente, che, per sua sventura, dopo essersi compiaciuto dei beni ricevuti, si riducono a un solo giorno.
Impariamo, fratelli e sorelle, ad affrontare ogni problema, ogni situazione, piccola o grande che sia, attingendo e applicando quegli utili insegnamenti della Parola di Dio che ce li fanno vedere nella giusta prospettiva che va oltre la vita presente.

Le cose utili per l'edificazione

Quest'altro gruppo di insegnamenti riguardano i credenti e mirano a fortificare e ad accrescere la loro fede e a farli crescere spiritualmente.
Come la nostra vita fisica ha bisogno di essere curata ed alimentata regolarmente per farla crescere e mantenerla sana, altrettanto occorre fare per la nostra vita spirituale. La Parola di Dio provvede a questo scopo dandoci quegli insegnamenti utili che ognuno di noi farà bene ad utilizzare. Infatti chi può affermare di non avere bisogno di consolidare e di crescere nella fede?
«Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica» (1 Corinzi 10:23).

Nell'ambito delle cose che sono permesse al credente, ce ne sono di quelle che non edificano; a volte, anzi, cose assolutamente lecite, se non tenute sotto controllo, possono diventare un idolo e renderci schiavi.
È bene quindi chiedersi, prima di fare una cosa: "Questa è utile e contribuisce all'edificazione?".
Tra gli insegnamenti che contribuiscono all'edificazione ne cito tre.

1°: LA LETTURA E LA MEDITAZIONE DELLA PAROLA DI DIO.
La Parola di Dio, come già detto nell'introduzione, è la sorgente e il fondamento della predicazione cristiana, come Gesù stesso ci ha insegnato, soprattutto per imparare a conoscerLo e a credere in Lui.
L'apostolo Paolo, in perfetta armonia con il Signor Gesù, scrivendo a Timoteo, si compiace che sia stata ammaestrato e condotto «alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù» proprio grazie alla «conoscenza delle Sacre Scritture»(2 Timoteo 3:15).
Continua poi scrivendo: «Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia» (2 Timoteo 3:16).
In particolare essa è un potente strumento per la nostra edificazione, come afferma nel suo discorso agli anziani di Efeso: «Vi affido a Dio e alla Parola della Sua grazia, la quale può edificarvi e darvi l'eredità di tutti i santificati» (Atti 20:32).
Guidati dallo Spirito Santo, possiamo sempre scoprire nella Parola di Dio gli insegnamenti utili che rispondono ai bisogni dell'edificazione di cui abbiamo bisogno in un dato momento.

2°: L'ESERCIZIO DEI DONI SPIRITUALI.
I doni spirituali che ognuno di noi ha ricevuto, devono essere esercitati per l'edificazione del corpo di Cristo.
«E' Lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministerio e dell'edificazione del corpo di Cristo» (Efesini 4:11-12).
La Parola ci insegna che anche coloro che hanno ricevuto doni apparentemente più modesti, sono altrettanto utili per l'edificazione comune, così come «le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono invece necessarie» (1 Corinzi 12:22).
I doni che ognuno di noi possiede vanno esercitati, non solo per l'edificazione personale, ma soprattutto per quella degli altri membri della chiesa.
«Perciò, consolatevi a vicenda ed edificatevi gli uni gli altri, come d'altronde già fate» (1 Tessalonicesi 5:11).
Cari fratelli e sorelle! Dio ci dà degli strumenti utilissimi per edificarci a vicenda: cerchiamo «di abbondare per l'edificazione della chiesa» (1 Corinzi 14:12).

3°: LA PREGHIERA.
La preghiera è uno strumento estremamente utile, nei nostri rapporti con Dio, perché ci permette di far fronte a qualunque nostro bisogno, presentandoGli le nostre richieste nel Nome di Gesù Cristo.
«...in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti» (Filippesi 4:6).
Particolarmente gradite a Dio sono sicuramente le nostre richieste per la crescita spirituale nostra e di coloro che, come noi, hanno bisogno di progredire nella fede. L'apostolo Paolo desideroso di veder crescere quelle chiese che il Signore gli aveva dato il privilegio di fondare, oltre a visitarle, quando poteva, e a scrivere loro delle lettere di incoraggiamento, pregava ardentemente per i loro bisogni spirituali. Ecco cosa scriveva, ad esempio, ai Tessalonicesi:
«...notte e giorno preghiamo intensamente di poter vedere il vostro volto e di colmare le
lacune della vostra fede» (1 Tessalonicesi 3:10).
«...quanto a voi, il Signore vi faccia crescere e abbondare in amore gli uni verso gli altri e
verso tutti» (1 Tessalonicesi 3:12).
Nella lettera che scriverà ai credenti di Efeso, più tardi dal carcere, troviamo ai capitoli 1 e 3 due bellissime preghiere, che l'apostolo innalza a Dio affinché crescano in «sapienza, rivelazione, conoscenza, speranza»per giungere, come dirà più avanti, «all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio» (Efesini 4:13).

Conclusione
Siamo delle persone pratiche, cioè delle persone che sono più portate alla realtà
delle cose concrete che non a quelle teoriche? La Parola di Dio è la fonte di tutti gli insegnamenti utili che fanno per noi e che riassumo:

  • gli insegnamenti che ci permettono di ricevere la salvezza eterna;
  • gli insegnamenti che ci consentono di affrontare i problemi della vita nella giusta prospettiva che va oltre il tempo presente; 
  • gli insegnamenti che ci aiutano a crescere sempre di più «verso colui che è il Capo, cioè Cristo» (Efesini 4:15).

Lino Regruto
Marzo 2003 il cristiano 

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