Il "mondo" nel Nuovo Testamento

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Si racconta che, agli albori degni anni '60, all'inizio del grande boom economico verificatosi in Italia in quel decennio, un cristiano evangelico fosse molto titubante sulla scelta se acquistare o meno un apparecchio televisivo. Troppi pro e contro, soprattutto in merito al pericolo di farsi attrarre eccessivamente da quella "scatola a colori" e, interessandosi sempre più delle "cose del mondo", come singolo e come famiglia non avrebbero dedicato più tanto tempo alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio.
Quest'uomo timorato stava pregando molto seriamente in merito a questa scelta, anche perchè sua moglie lo incalzava e gli chiedeva ogni giorno di rompere gli indugi, dal momento che ella desiderava guardare i programmi televisivi direttamente a casa sua, senza essere costretta a chiedere a qualche amica di ospitarla a tale scopo .
Ebbene, un giorno questo credente prese finalmente la sua decisione.
Con la famiglia si recò da alcuni parenti che, guarda caso, con orgoglio fecero loro vedere l'apparecchio televisivo che avevano appena comperato e, nel promuovere il nuovo acquisto, il padrone di casa disse: "Vedete, è proprio utile comprare la televisione perchè, una volta che ce l'hai, hai il mondo in casa tua!". A questo punto, il credente non ebbe più dubbi: non bisognava acquistare la TV perchè era proprio vero che questa "scatola" ti faceva entrare il mondo in casa!

La storia può far sorridere ma, a parte il giusto timor di Dio di quest'uomo (ah, quanto dovremmo imparare da lui!), non può non colpire come nella sua mente si siano immediatamente sovrapposte e identificate fra loro due concezioni diverse di "mondo" o, quantomeno, due differenti accezioni che attengono a questo stesso concetto.
Se da un lato, infatti, è semplicistico pensare di restare immuni da qualsiasi influenza mondana nella vita di un figlio di Dio perchè basta evitare di possedere un apparecchio televisivo per essere vaccinato contro il rischio delle influenze culturali di questo mondo perduto, dall'altro lato il mondo nel suo complesso non è un concetto negativo di per sé stesso anche se contiene numerose "controindicazioni" spirituali per i figli di Dio.

Il credente non appartiene a questo mondo né deve identificarsi con la sua cultura e i suoi costumi, ma allo stesso tempo la maturità cristiana conduce a non essere pregiudizievoli e, per esempio, a non evitare a priori di seguire, sempre e comunque, le notizie del telegiornale. E' saggio, piuttosto, chiedere a Dio di usare la luce di Cristo per spegnere il televisore (o il computer...) al momento opportuno e per dedicare il meglio delle energie fisiche e spirituali quotidiane alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio.

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Giuseppe Martelli
è uno degli anziani dell'Assemblea dei fratelli di Finocchio (Roma)
gm1964.gm1964---chiocciolina---gmail.com

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