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Ritratto di alex

Nicole era una studentessa modello. I genitori distrutti al suo capezzale
I dati del Dipartimento antidroga della polizia: nel 2007 589 morti per ecstasy


VENEZIA
- Nicole non ce l'ha fatta. Sedici anni, di Rovigo, è morta dopo le sette di sera all'ospedale di Dolo. Con due amiche sabato sera era stata alla festa del Redentore, rave party con duemila persone sulla spiaggia degli Alberoni al Lido di Venezia. Qualcuno le ha dato una pasticca di Mdma, molecola base dell'ecstasy. La festa era uno dei tanti happening organizzati sulle spiagge del Veneto nel giorno della festa del Redentore, la sera d'estate in cui - per tradizione - dopo i fuochi di artificio si aspetta in spiaggia con gli amici l'arrivo dell'alba. Nicole non avrà più albe nella sua vita. Il rave non era stato autorizzato dalla questura.

La giovane era stata ricoverata nella notte all'ospedale di Dolo nel reparto di rianimazione. Ore di agonia e di angoscia, i genitori disperati accanto a lei che però non ha più ripreso conoscenza. Poi nel pomeriggio la fine di ogni speranza. Il padre, impiegato a Rovigo, si è limitato a dire ai giornalisti: "Non ho voglia di parlare, cercate di capire, siamo distrutti". Nicole era figlia unica di una famiglia di impiegati. "Una ragazza bravissima, studiosa, che faceva parte di una famiglia un po' speciale" dicono gli amici dei genitori. Una tragedia.

Le indagini. La polizia sta cercando di ricostruire gli attimi immediatamente precedenti il malore che poi è stato fatale. I primi agenti sono arrivati sul posto solo dopo le quattro del mattino, quando dalla spiaggia erano già spariti tutti. La procura di Venezia ha al momento aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo, ovverosia per decesso come conseguenza di altro reato, in questo caso la vendita di sostanze stupefacenti. Il magistrato di turno ha disposto l'autopsia e l'esame tossicologico per accertare quali sostanze la ragazza abbia assunto per stabilire così la causa della morte.

Nel frattempo gli investigatori stanno sentendo i testimoni per cercare di ricostruire cosa è successo l'altra notte tra le dune della spiaggia degli Alberoni. Le domande sono le stesse, per tutti: c'erano spacciatori, chi distribuiva pasticche, come i pusher contattavano i ragazzi.


La testimonianze delle amiche. Fondamentale sarà la ricostruzione dei fatti da parte delle due amiche della ragazza morta. Sono già tornate a casa: ancora un po' intontite, hanno ammesso anche loro di aver assunto la droga, sciolta in alcune bevande. Un racconto spezzettato, confuso. Le tre ragazze sono studentesse di istituto superiore, tranquille, forse in vacanza balneare con le famiglie a Sottomarina. Le due che si sono salvate non si sono rese conto delle condizioni disperate in cui versava l'amica. Sul pusher esiste solo una indicazione sommaria: uno o due ragazzi che le tre non conoscevano. Dopo aver acquistato l'ecstasy e averlo mescolato ad una bibita, le giovani si sono divise, frequentando compagnie diverse. Sarebbe stato uno dei partecipanti alla festa a notare che una delle tre era accasciata per terra, collassata e a dare l'allarme.

Nell'area della festa c'erano tre camion: due diffondevano musica techno ad altissimo volume, uno vendeva cibo e bibite.

589 morti in un anno. Morire di ectsasy rischia di essere oggi solo la voce di una statistica che si aggiorna via via. Una statistica terrificante che parla di quasi due morti al giorno per ecstasy. Secondo la Direzione centrale dei servizi antidroga della polizia, nel 2007 sono stati 589 i morti per droghe sintetiche, primo killer l'ecstasy. La maglia nera per il numero di morti va alla Campania (112), seguita da Lazio (105), Lombardia (55), Emilia Romagna (47).

Una generazione in pericolo. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla lotta alle tossicodipendenze, parla di morte tragica. "Dobbiamo far capire - dice - che la chimera della trasgressione e dello sballo può avere effetti devastanti per la salute, che può portare alla morte. C'è da sperare che sia l'ultimo episodio di questo tipo. Quella doveva essere solo una festa popolare...". La tragedia della sedicenne morta "rende più tragico il ragionamento sulla pericolosità del nuovo ciclo di diffusione delle droghe tra i giovanissimi". E' un grido di allarme che cerca di andare oltre i numeri quello del sociologo, consigliere regionale dei Verdi ed ex prosindaco di Mestre Gianfranco Bettin. "Purtroppo rappresenta la più eloquente conferma della necessità di stroncare spaccio e ignoranza - rileva - di rilanciare strategie adeguate di prevenzione e repressione, per salvare una generazione in buona parte oggi a grave rischio".

(20 luglio 2008)

Fonte: Republica

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