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Guerra di parole

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Nella Parola di Dio, Paolo ci dice: "Non fate nulla per ambizione personale né per vanagloria".

Personalmente trovo facile essere motivato dai miei diritti e dalla mia posizione personale. Mi dimeno quando sono costretto a lasciare il mio tempo, i miei piani, il mio programma, i miei possedimenti e il mio controllo. La maggior parte dei problemi che incontro nel parlare si verificano quando cerco di realizzare queste cose. Parlo con impazienza alla figlia che ha l'audacia di occupare il bagno proprio quando servirebbe a me. M'irrito con mia moglie, quando i suoi piani sono in conflitto con i miei. Critico il bambino che inavvertitamente rompe il pomello dello stereo e sono tentato di mettere il broncio, quando la famiglia non ritiene che il mio progetto per la giornata sia esaltante e meraviglioso. Tutte queste reazioni sono radicate nell'interesse personale, per cui la comunicazione che ne deriva non dà gloria a Dio, né contribuisce all'opera che Lui sta realizzando nella mia famiglia.

Dobbiamo parlare comprendendo che siamo ambasciatori di Dio.

Quando le nostre parole provocano più dolore che benessere, molto probabilmente stiamo parlando con intento alternativo a quello del Re, di Dio.
Questo può accadere pur parlando del Re o di Dio (nd Alex)

Capita infatti che tentiamo di cambiare le persone con la forza della nostra offesa e della rabbia, anziché con un perdono umile e paziente (Giacomo 1:20) Parliamo frettolosamente e ci lasciamo coinvolgere dal fervore del momento, piuttosto che fermarci e prepararci a  parlare secondo Dio.

Il peccato distorce le nostre parole e le dirige verso noi stessi, invece di portarci verso l'altro. Quando parliamo l'amore dev'essere la forza motivante e la pace il risultato.

Ogni parola che pronunciamo deve essere secondo lo standard di Dio e secondo la Sua volontà.

Quando comunico  permetto agli altri di avvicinarmi e insegnarmi o mi difendo e mi proteggo?

Quando siamo contrariati:

  • diamo sfogo alla nostra irritazione, le nostre parole sono di accusa e di durezza, nate dall'amore per me stesso 
  • oppure sono espresse per eseguire il piano di Dio per quel momento difficile.

Spesso noi non rispondiamo alle persone o alle circostanze della vita sulla base dei fatti, ma piuttosto in base alla nostra interpretazione dei fatti.
Spesso questa interpretazione è egoistica.

Molti dei nostri problemi con le parole potrebbero essere risolti semplicemente fermandoci a considerare come Dio valuterebbe la situazione e come Lui risponderebbe. Troppo spesso lasciamo che i nostri pensieri corrano senza provare nemmeno a fermarli per metterli alla prova.

La maggior parte dei nostri problemi di comunicazione trae origine dagli inganni, dalle distorsioni e dalle manipolazioni che creiamo con le nostre parole. Cambiamo i fatti a nostro vantaggio e rimaneggiamo gli eventi, per convincere noi stessi che la nostra prospettiva è quella giusta.

Quante volte la nostra comunicazione si svolge attraverso l'accusa degli altri "Mi hai fatto così arrabbiare!", "Non sono mai stato così prima d'incontrare te..." " Quando fai così non riesco a controllare me stesso/a".

Anche Adamo incolpò Dio dicendo "Questa donna che TU mi hai messo accanto.."

Viviamo in un mondo dominato dalla manipolazione della menzogna, da parole rabbiose che feriscono, da menzogne che distruggono, da calunnie che danneggiano, da parole di condanna che demoliscono e da espressioni prive di rispetto che mettono in discussione l'autorità divina.

Chi di noi non è tornato dal proprio coniuge, dai propri bambini o da un amico per chiedere perdono per le cose dette e del modo con cui si è espresso?

In Giacomo 3:7,8  ci viene detto che i nostri problemi di comunicazione non possono essere risolti con mezzi umani. La lingua è umanamente indomabile!

Il problema con le nostre parole è profondamente spirituale, un problema del cuore umano. In noi non c'è alcun potenziale. Abbiamo la speranza di poter parlare secondo la volontà di Dio, proprio perché Gesù è vissuto, è morto ed è risorto per noi.

E' incoraggiante ricordare che il Signore non ci porrà mai in una situazione, senza darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno per svolgere ciò a cui siamo stati chiamati. L'apostolo Paolo dice che abbiamo ricevuto una potenza comparabile solo a quella che ha risuscitato Cristo dai morti!!

Dio ci ha dato il Suo Spirito non malgrado queste circostanza ma proprio PER queste circostanze.

Le nostre vite non sono fuori controllo. Cristo le amministra accuratamente per il nostro bene e per la Sua gloria.

Purtroppo le nostre parole spesso rivelano quanto siamo totalmente incentrati su noi stessi e quanto siamo impegnati per ottenere dagli altri quello che vogliamo.

Le persone o circostanze intorno a noi, non ci costringono a dire quello che diciamo; danno solo l'occasione al cuore di rivelarsi attraverso le parole.

Quando crediamo, ma ci crediamo davvero, che Dio è attivo ogni momento della nostra vita e permette tutte le cose per il nostro bene, i nostri cuori possono parlare con umiltà e spirito di adorazione. Dio governa ogni particolare della nostra vita. Utilizza gli eventi della nostra vita come strumenti per compiere l'opera Sua in noi. La vera adorazione inizia quando afferriamo pienamente la grazia sovrana di Dio.

Quando ci lamentiamo per i problemi e le pressioni quotidiane, stiamo essenzialmente brontolando verso Dio. Queste relazioni e circostanze, questi problemi e difficoltà, questi tempi di dolore e sofferenza provengono dalla Sua mano. Sono segni della Sua grazia meravigliosa, elargita per liberarci dalla potenza del peccato!

Al di là delle circostanze c'è un Dio d'amore che instancabilmente è all'opera per santificarci.

Noi guardiamo ai risultati, Dio utilizza le circostanze per santificarci. Cosa esce dalla nostra bocca nei momenti di difficoltà? Quando i nostri piani sono ostacolati o falliscono? Come rispondiamo quando le persone ci abbandonano o non fanno la loro parte? Come rispondiamo davanti a qualcosa d'inaspettato? Come rispondiamo quando le nostre idee più brillanti e i nostri migliori sforzi vanno in pezzi? Come reagiamo alle prove quando non siamo in torto?

  • Il vicino difficile,
  • il capo esigente,
  • il familiare suscettibile,
  • l'amico che tende a volerci dominare,
  • il figlio ingrato,
  • l'incidente inaspettato
sono tutti strumenti di santificazione nelle mani del nostro Signore.

Le persone non capitano "a caso" nella nostra vita.

Comprendendo la sovranità di Dio sulle nostre relazioni, cambieranno anche le nostre parole verso le persone che egli ha posto nella nostra vita.

Tutte le nostre parole dovrebbero dare a Dio la gloria che merita. Le nostre parole dovrebbero portare redenzione nella vita delle persone che Dio ha messo intorno a noi. E' una vocazione, una chiamata. L'Ingannatore vuole che consideriamo il mondo delle parole come nostra proprietà, che parliamo per la nostra volontà, per la nostra gloria, per realizzare ciò che pare meglio per noi stessi.

Possiamo scegliere d'inseguire i nostri sogni oppure quelli di Dio per noi.

Il mezzo più potente attraverso cui influenziamo gli altri sono proprio le parole che:

  • incoraggiano,
  • riprendono,
  • insegnano,
  • definiscono,
  • condannano,
  • amano,
  • domandano,
  • dividono,
  • uniscono,
  • vendono,
  • consigliano,
  • giudicano,
  • riconciliano,
  • guerreggiano,
  • adorano,
  • calunniano
  • ed edificano.
Le persone hanno influenza e le parole hanno potere. E'così che Dio ha voluto.

Un parlare malsano è un parlare centrato su noi stessi, sui nostri desideri, sogni e pretese.

Un parlare corretto è una comunicazione centrata sull'altro, che fonda le sue radici nell'esistenza, nell'amore, nella misericordia, nella grazia e nella chiamata del Signore.

Per parlare così dobbiamo affrancare completamente le nostre parole:

  • dall'amarezza,
  • dall'ira,
  • dalla rabbia,
  • dalle contese,
  • dalle calunnie
  • e dalla malizia,
frutti di un cuore controllato dai desideri e dalle pretese personali.

Infine affrontiamo il peccato degli altri con un perdono incondizionato, dimenticando l'offesa, affidando la persona, che mi ha fatto del male, all'opera di convinzione e di giustizia che il Signore può compiere nel suo cuore.

Poi, pronunciamo le parole di perdono a colui che ci ha offeso. Se non diciamo chiare parole di perdono a qualcuno che ha sbagliato nei nostri confronti, nascondiamo l'opera dello Spirito e offriamo al Diavolo un'opportunità.

Il perdono è attivo, non si limita a tollerare bensì sostituisce la malizia con la compassione (proprio come fa Gesù quando ci perdona, è proattivo c'inonda delle Sue benedizioni), l'amarezza con la gioia, il desiderio di vendetta con il desiderio di benedizione.

L'obiettivo di Dio per la nostra comunicazione è la grazia; vuole che le nostre parole rechino beneficio a coloro che ascoltano.

"Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno" Colossesi 4:6

Parlare non è cosa da poco.
"Morte e vita sono in potere della lingua; chi l'ama ne mangerà i frutti".
Proverbi 18:21

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Dal libro: "Guerra di Parole" (War of words)
Andare dritto al cuore dei tuoi problemi di comunicazione.

Paul D. Tripp

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