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L'Antivangelo del Papa

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PAPA AD ATEI: DIO PERDONA CHI SEGUE LA SUA COSCIENZA
Leggiamo oggi (11.09.2013) su molti giornali:

''Mi chiede se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede''; ''la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza''. Lo scrive papa Francesco in una lettera a Repubblica con cui risponde alle domande su fede e laicità che gli aveva posto Eugenio Scalfari.

''Premesso che - ed è la cosa fondamentale - la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza''.
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Questo concetto di salvezza è contrario ad ogni insegnamento  biblico.

Infatti è scritto:
  • Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? - Geremia 17:9
  • Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. - Giovanni 14:6
  • poiché riteniamo che l'uomo è giustificato mediante la fede..... Romani 3:28 
  • Or senza fede è impossibile piacergli... Ebrei 11:6
  • Ti affido questo incarico, Timoteo, figlio mio, in armonia con le profezie che sono state in precedenza fatte a tuo riguardo, perché tu combatta in virtù di esse la buona battaglia,conservando la fede e una buona coscienza; alla quale alcuni hanno rinunciato, e così, hanno fatto naufragio quanto alla fede.  - 1Timoteo 1:18
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Con questo artefizio si ribaltano i termini, le condizioni per la salvezza. Infatti al cristiano è richiesta una buona coscienza ma la stessa parlerà secondo la volontà di Dio in virtù dello Spirito Santo (Romani 9.1)

Ora la misericordia di Dio è incommensurabile e non sappiamo ne dobbiamo/possiamo ipotizzare il destino di quanti ancora non hanno ricevuto la Buona Notizia della Salvezza in Cristo, perchè isolati dal mondo per motivi geografici di cultura o lingua.

Tuttavia in nessuna parte della Scrittura colui che rifiuta deliberatamente di credere in Dio trova salvezza per altri mezzi. Tutt'altro.

Da Romani 1:18 in poi  comprendiamo che, per quanti rifiutano di credere in Dio, glorificandolo come tale, Dio li lascia in balia del proprio cuore. La coscienza di costoro li accuserà ma anche giustificherà.
Non c'è perdono in questo, ma Ira. Quella del Signore.
 
Si possono molto facilmente comprendere le motivazioni di persone intellettuali ed altolocate come il fondatore del giornale: LA REPUBBLICA.

Quale testimonianza dalle fedi cosidette cristiane? Cosa racconta la storia di coloro e quello che rappresentano? Per secoli, millenni, si è strumentalizzato il nome di Cristo per interessi di casta, per potere, soldi, etc.

Quanti scandali, abusi!
Quanto è stato infangato il nome di Dio nel nome di Dio. Si comprende come molto facilmente, guardando alla storia della Chiesa Cattolica Romana, che in Italia rappresenta il "cristianesimo" per eccellenza (nei numeri e nella forza politica ed economica)  si possa essere riluttante a ricercare la fede, se per fede s'intende l'adesione a questa o quella religione.
 
Ma, ringraziato sia Dio, non ci verrà chiesta la religione d'appartenenza, o se abbiamo seguito o no la nostra coscienza, ma piuttosto se abbiamo fatto pace con Dio per mezzo del sangue di Cristo:

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio - Romani 5
 
Ad Eugenio Scalfari ed ad altri atei, questi piccoli e insignificanti cristiani consigliano: se nella tua coscienza senti un "toc, toc" all'ora si ascoltala infatti è scritto: "Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me." Apocalisse 3:20

All'ora si troverai pace e perdono.
Lascia spazio a Cristo.
Lasciamo spazio a Gesù, il messia.

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