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Ritratto di alex

In questo articolo esamineremo il soggetto dell’inferno e della punizione eterna.

Non analizzerò tutti i nomi dal greco, perché l’inferno non è solo un nome ma un luogo reale, eppure enfatizzerò più di quanto non sia già stato fatto, il fuoco e zolfo, temi con cui generalmente ci si avvicina a questo argomento.

La Bibbia ci dice che negli ultimi giorni l’amore di molti si raffredderà, uno dei segni che ci avverte che la fine è vicina. La gente non darà più importanza agli affetti naturali, vivrà egoisticamente, per soddisfare i propri piaceri e con determinazione cercherà di soffocare la voce dello Spirito Santo che vorrebbe avvisare del giudizio imminente.

Un funerale molto diverso

Il funerale fu preparato in ogni dettaglio e tutti erano presenti.

La moglie piangeva e tutti avevano preso posto.

La bara era ben decorata con fiori, il pastore venne avanti e cominciò: “Qui giace Mario Rossi” e tutti noi qui conosciamo la sua lunga e misera vita.

Joe è stato un adultero, un ladro, un bugiardo, è stato un egoista, un avaro.

Oltre a tutto ciò era un alcolizzato e maltrattava la sua famiglia.

Penso che siamo tutti d’accordo nel dire che il vecchio Mario è andato dritto all’inferno! E che quando sarà di fronte a Dio nel grande giorno del giudizio non rimarrà affatto sorpreso di ciò che dirà.

Chiudiamo la bara e cantiamo un inno”.

Hai mai assistito a un funerale simile? Penso di no.

Hai mai notato che ai funerali colui che è deceduto va sempre in cielo e mai all’inferno?

In un sondaggio americano in cui è stato chiesto alle persone se pensavano che sarebbero andate all’inferno, solo l’uno percento su centoventicinque persone hannorisposto di si.

Ma Gesù non aveva detto che la via per il cielo era stretta ed angusta e che solo “pochi” sarebbero riusciti ad entrare?

E non disse anche che la strada verso la distruzione era larga e molti erano quelli che la percorrevano?

Perché allora, come qualcuno ha detto, le persone credono che l’inferno sia per qualcun altro?

Alcuni credono che finché le persone vivono certamente fanno in modo di mettere in regola la loro vita e così riescono poi a sfuggire a quel posto terribile che è l’inferno. È forse stato questo il pensiero comune sin da quando Gesù ha cominciato a predicare su quest’orribile soggetto?

 

Perché parlare dell’inferno?

Dunque, perché parlare dell’inferno?

La risposta è semplice: perché lo ha fatto anche Gesù. Egli, infatti, parlò dell’inferno molto più di chiunque altro nella Bibbia. La Sua descrizione dettagliata dovrebbe renderci molto più seri riguardo al nostro futuro eterno.

Ma perché parlarne ai credenti?

La risposta è di nuovo molto semplice: perché Gesù ne parlò con coloro che credevano. Egli avvisò ed esortò costantemente a riguardo e se Gesù ritenne così importante farlo, non dovrebbe esserlo anche per noi?

Alcuni forse non sono d’accordo, ma vi chiedo di continuare a leggere per pochi minuti.

D.L. Moody ha detto:” l’unico uomo degno di predicare sull’inferno è colui che ha un cuore rotto e languente”.

Possiamo piangere sull’inferno ma non negarne l’esistenza.

Parlo di questo soggetto con tremore perché so che chi insegna su queste cose è maggiormente responsabile e quindi giudicato con più rigore (Giacomo3:1), ma non parlarne sarebbe peggio.

C.S. Lewis ha detto:” Se l’uno è reale … il cielo, allora lo è anche l’altro … l’inferno. Se uno è un mito, allora anche l’altro lo è”.

La migliore ragione per credere all’inferno è che Gesù ha detto che esiste.

Non è solo ciò che Gesù ha detto riguardo all’inferno ad essere importante, ma il fatto che sia stato LUI a dirlo!

La Bibbia ci mette in guardia molto spesso sull’inferno; ci sono più di 162 referenze a riguardo solo nel Nuovo Testamento che spiegano, descrivono e ci avvisano, il Signore Gesù stesso ne proferì oltre 70 di esse!

La domanda è: perché allora, questa è la più offensiva e meno accettata delle dottrine cristiane?

Alcuni cercano di ignorare il soggetto, ma questo non lo annullerà, altri cercano di spiegarlo e poi metterlo da parte, ma semplicemente ritorna sempre.

Personalmente sono convinto che molti odiano il soggetto dell’inferno, perché non odiano il male, mentre altri lo odiano perché sanno di meritarlo.

È molto meglio affrontare la verità, anche se fa male, c’è solo un falso conforto nelle delusioni. Ignorare un importante soggetto è un errore monumentale, come ha enfatizzato Gesù per ragioni davvero molto importanti.

La Bibbia ci insegna che nell’inferno i miseri soffriranno terribilmente, rimanendo consci e conservando desideri e ricordi. Ci è detto che cercheranno a lungo un po’ di sollievo senza trovare conforto, non potranno lasciare i loro tormenti e non avranno nessuna speranza per migliorare il loro futuro (Luca 16:19-31).

Uomini illuminati hanno usato tutti i tipi di filosofie per mettere fuori il fuoco dall’inferno, hanno relegato l’inferno ad un’invenzione per occultisti, ne hanno cambiato il significato attraverso erronei ermeneutici e cambiando la verità negando l’autorità delle Sacre Scritture.

È interessante notare che ogni volta che Dio ha mandato un risveglio, tutte le filosofie e le argomentazioni sono cadute davanti alla presenza di Dio. Nei risvegli di Edwards, Whitfield, Wesley e Finney, le persone erano convinte dell’iniquità dei propri peccati e sapevano che erano colpevoli davanti al giudizio di Dio. Alcuni cadevano gridando e languendo o svenivano sotto la convinzione dello Spirito di Dio, altri si sentivano come risucchiati nella bocca dell’inferno.

Anche oggi, tuttavia uomini illuminati direbbero che questa gente è stata catturata in una sorta di evento emozionale psicosomatico o qualcosa di simile.

Oggi abbiamo bisogno della convinzione dello Spirito Santo come mai prima!

Possiamo fuggire dalla verità per un’infinità di ragioni oppure negarla, ma permettiamo allo Spirito Santo di soffiare su di noi per un momento e saremo istantaneamente costretti a guardare di nuovo la verità.

Adamo e Eva si fecero dei vestiti di foglie di fico, tutto andò bene finché Dio non comparve, allora improvvisamente si sentirono nudi, esposti e si nascosero, addirittura nell’Eden persero la loro felicità.

Già ai suoi tempi, Charles Finney argomentava con gli universalisti dei suoi giorni, una denominazione che credeva nella salvezza universale del genere umano (satana incluso) e la dottrina del giudizio eterno. Finney predicava che Dio ha applicato una sanzione a sostegno della legge morale, tuttavia negare il giudizio eterno significa dire che il peccato non ha conseguenze eterne. Alcuni hanno negato la dottrina dell’eternità dell’anima del peccatore che renderebbe tutti gli avvertimenti riguardo alla concretezza dell’inferno puramente metaforici e perciò molto meno preoccupanti.

Robert Browing ha detto: “Forse esiste un cielo, ma deve esserci un inferno. È una richiesta che viene da tutto l’universo morale. Se la vita è solo questa, allora l’ingiustizia regna, ma se c’è una vita al di là che include una retribuzione per il male commesso, allora è ancora possibile credere che la giustizia governa e che Dio è buono”.

Se non c’è un inferno eterno, allora Gesù ha commesso un terribile errore affermando che esiste e se non possiamo credere al Suo insegnamento sull’inferno come possiamo credere tutte le altre cose che ha detto, inclusa la salvezza che Egli ha offerto?

Forse pensiamo di essere amorevoli parlando di queste cose agli altri, ma voglio chiedervi siamo più amorevoli di Gesù?

Non penso.

 

L’inferno è eterno?

In Matteo 25:46, Gesù usa la parola ”eterno” per descrivere il cielo e l’inferno. Se qualcuno esperimenterà il cielo per sempre, allora qualcun altro esperimenterà l’inferno … per sempre.

Esiste una nozione popolare (una dottrina) chiamata “annientamento” la quale sostiene che i perduti semplicemente cesseranno di esistere.

Ma se una tale importante verità esistesse, Gesù non l’avrebbe menzionata almeno una volta?

Perché avrebbe descritto l’inferno come un luogo in cui “il fuoco non si spegne e il verme loro non si consuma” (Marco 9:48) ?

Poteva essere più chiaro di così?

Poteva essere più grafico o enfatizzare di più l’espressione che sarà davvero per sempre?

Perché mai dovremmo eliminare l’inferno se Gesù ha stabilito che esiste?

Dovremmo lasciare l’inferno nelle mani di Dio, confidare in Lui e sottometterci alla Sua verità e ai Suoi giudizi.

Credo che quando avremo realizzato che meritiamo l’inferno, allora loderemo Dio con piena gratitudine per la salvezza che ci ha offerto per liberarci.

Alcuni affermano che le vie del Signore non sono giuste, ma Dio risponde: “Non sono piuttosto le vostre vie che sono ingiuste? … e a causa di questo muore per l’iniquità che ha commesso” (Ezechiele 18: 25-26).

Dobbiamo sempre essere riverenti e vigili davanti a Dio e stare attenti a ciò che diciamo o pensiamo, Lui ha sempre l’ultima parola.

La Bibbia ci insegna che la redenzione di Cristo è così grande che ci libera dall’inferno. Questo dovrebbe motivarci a lodare al massimo Colui che ha potuto salvarci da questo terribile luogo.

Dio non sarà nell’inferno. La Sua assenza sarà estremamente evidente, non può esserci niente di buono dove Dio non è presente (Tessalonicesi 1:9).

È molto difficile per la mente umana comprendere l’inferno, Dio desidera il nostro amore, ma non vuole costringerci ad amarlo.

Immagina una donna alla quale venga detto che sarà rinchiusa in una piccola stanza per il resto della sua vita se non ti sposa e non ti ama; accetteresti tu o chiunque altro uomo una situazione simile? No, certamente.

Noi desideriamo essere amati per ciò che siamo e non perché qualcuno è obbligato a farlo sotto la minaccia di una punizione. Dio che è immensamente più sensibile di quanto lo siamo noi, desidera proprio questo e il Suo amore verso di noi Suoi figli è assolutamente puro.

La sofferenza può aiutarci a disinnamorarci di questo mondo, e a sperare di più per il nostro futuro con Lui.

Le sofferenze di questa presente età sono un piccolo assaggio degli orrori dai quali Dio ci ha liberati e dai quali vuole liberare moltitudini di persone che lo vorranno.

C.S: Lewis ha detto: “La strada più sicura per l’inferno è quella graduale. Il pendio gentile e soffice sotto i piedi, senza svolte improvvise, pietre miliari e senza cartelli indicatori”.

Sono rabbrividito quando ho letto Matteo 10, uno delle più famose affermazioni di Cristo riguardo all’inferno, infatti dice: Non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto Colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna” (Matteo 10:28).

A chi sta parlando?

Ai dodici giovani missionari che Egli sta mandando per predicare e proclamare il Regno di Dio! Egli non disse loro che il messaggio per gli altri peccatori era semplicemente la paura dell’inferno, piuttosto che loro avrebbero dovuto temere l’inferno! Perché una volta che avessero temuto l’inferno nulla li avrebbe spaventati, neppure il martirio.

Gesù ci ha insegnato ad essere seri a riguardo, di sforzarci, di continuare a credere e di proseguire fino alla fine della strada con Gesù al nostro fianco.

Giuda, il fratello minore di Gesù, nella sua breve lettera ci fa rabbrividire quando parla di immoralità sessuale e ci ricorda di non dimenticare Sodoma: sappiamo come fosse questa città. L’omosessualità era un parte predominante di quella società decaduta,

molto simile alla nostra odierna. Oggi siamo sempre più convinti di considerare il peccato dell’omosessualità con leggerezza tanto da rinominarlo più simpaticamente con l’appellativo di “gay”. Tutta via Dio dice che coloro che praticano tali cose patiranno il fuoco eterno.

Questo è un giudizio chiaro e diretto, ma per quale motivo le persone subiranno un tale castigo?

Per aver voluto pochi momenti di piacere immorale!

Non dobbiamo guardare questi peccati con leggerezza, perché Dio non lo fa.

L’inferno sarà un luogo molto solitario.

Coloro che hanno sofferto di solitudine sanno il dolore e la depressione che l’accompagnano, ma se tu moltiplichi la solitudine terrena migliaia di volte non potrai neppure avvicinarti alla solitudine che è all’inferno.

Molti non realizzano neppure che sono sulla via diretta all’inferno e che hanno rigettato lo Spirito Santo, sebbene a volte sentano la presenza di Dio senza però realizzarlo.

Dio è qui, la Sua presenza riempie la Terra, il sole sorge ogni mattina, la pioggia scende, il susseguirsi del mattino e della sera è adorabile; gli uccelli cantano, il raccolto cresce e i fiumi continuano a scorrere. Udiamo ridere e vediamo il sorriso dei bambini, ma … all’inferno Dio non ci sarà, in nessun modo in nessuna forma!

La solitudine prevarrà come non l’abbiamo mai conosciuta nel mondo degli uomini.

Nell’inferno ci saranno ancora sentimenti e percezioni, ci sarà depressione, dolore fisico e psichico, … ma ad un livello che non abbiamo mai conosciuto o visto tra gli uomini, soprattutto, non finirà mai.

Dobbiamo capire che tutti noi saremo davanti a Cristo per rispondere di come abbiamo condotto la nostra esistenza in rapporto a quanto abbiamo ricevuto e sapevamo. Alcuni saranno eternamente condannati, altri riceveranno vita eterna con Cristo. Questo pensiero dovrebbe essere sempre presente nella nostra mente.

Alcuni sono molto occupati nel tenere accesa la televisione tutto il giorno, altri sono “parcheggiati” davanti al computer o davanti ai video-giochi per ore, altri ancora indugiano in abitudini nascoste o sono ossessionati dal lavoro e così tengono la loro mente occupata e distratta dal pensiero del giudizio che inesorabilmente sanno sta per venire e che dovranno affrontare per giustificare in che modo hanno condotto la loro breve esistenza; ma la verità grida più forte di ogni distrazione perché Cristo vuole che nessuno vada all’inferno. Egli sa meglio di chiunque altro che posto orribile sia ed è perciò che Egli scelse la croce per pagare il prezzo più alto per la salvezza dall’inferno e dal giudizio eterno. La massima dimostrazione di grazia, di misericordia e di amore.

Questo è il mio Dio.

Nessuno potrà dire che Dio non ci ha avvertito o che Egli non ha fatto abbastanza per salvarci.

La mia speranza è che solo Lui e ciò che ha compiuto, mi manterrà saldo fino al giorno del giudizio che si sta avvicinando velocemente su questo mondo malvagio.

Ti invito ad unirti a me.

Con tanto amore e lacrime,

Clark Slone

Tratto con permesso da “GRIDO DI BATTAGLIA” Giugno 2010  www.cristoelarisposta.it

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