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Ritratto di alex

Non c'è pace per la Nigeria, il gigante africano che continua a vivere una sanguinosa guerra di religione tra musulmani e cristiani. Nel giorno di Natale, tre Chiese sotto attacco e decine di morti.
 Ancora orrore in Nigeria, dove il terrorismo fondamentalista ha sfruttato anche l'occasione delle celebrazioni del Natale, per seminare morte e distruzione tra i cristiani nigeriani.
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Tre Chiese sono state oggetto di altrettanti attacchi terroristici, mentre numerosi scontri interreligiosi hanno insaguinato diverse regioni del Paese: il bilancio finale potrebbe superare i cento morti.

L'attentato più sanguinoso è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista islamista Boko Haram ed ha provocato 35 morti, tra i fedeli che uscivano dalla Chiesa Cattolica di Madalla, nello Stato del Niger.

Tra gli altri Stati più colpiti della Federazione Nigeriana, c'è ancora una volta quello del Plateau, col suo capoluogo Jos, forse il simbolo delle violenze interreligiose che da ormai anni insaguinano il Paese.

La Nigeria è un Paese fortemente diviso e intriso di tensioni che la sua struttura federale, anziché attenuare sembra contribuire ad acuire.

Il nuovo Presidente Goodluck Jonathan, cristiano del sud, si trova a fronteggiare un Paese nel quale un numero crescente di Stati a maggioranza musulmana ha deciso di abbracciare la Legge islamica.

Il contesto nigeriano è un'autentica polveriera, dove il valore della vita umana è costantemente calpestato.

Tre anni fa, nella sola zona di Jos, gli scontri tra cristiani e musulmani avevano provocato mille morti in un solo giorno.

Nelle zone del petrolio, il dramma ha invece l'aspetto di una permanente catastrofe ecologica e sociale.

L'anno scorso il Paese era stato colpito anche da una grave epidemia di colera.

E dopo le ultime elezioni presidenziali, le proteste e gli scontri avevano provocato qualcosa come 800 morti in soli tre giorni.


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