Aggiungi un commento

L`ubriaco del paese

Versione stampabileSend by emailVersione PDF

LE GRANDI COSE CHE DIO FA.
Durante la mia infanzia e adolescenza mio padre era l'ubriaco del paese.
Raramente l'ho visto sobrio. I miei amici a scuola scherzavano di come mio padre stava disteso sul marciapiede al centro del paese, rendendosi ridicolo davanti a tutti.
I loro scherzi mi ferivano profondamente, ma non lo feci mai sapere a nessuno. Ridevo con loro. Tenevo nascosto il mio dolore.
A volte trovavo mia madre nel fienile, distesa nel letame dietro le mucche.
Lì mio padre l'aveva picchiata con un tubo fino a che non riusciva più ad alzarsi. Bollivo di rabbia mentre giuravo a me stesso: "Quando sarò abbastanza forte, lo ucciderò ".

Quando papà era ubriaco e qualcuno veniva a farci visita, lo prendevo per il collo, lo trascinavo nel fienile e lo legavo. Poi parcheggiavo il suo furgone dietro al silo e dicevo a tutti che era andato a una riunione, così non poteva mettere in imbarazzo la nostra famiglia. Mentre gli lega­vo le mani e i piedi, allentavo un po' la corda intorno al collo sperando che, nel tentative di liberarsi, si sarebbe strozzato.

Due mesi prima del mio diplo­ma, rientrai a casa dopo essere uscito con una ragazza e sentii mia madre piangere. Corsi nella sua stanza; lei si sedette sul letto e mi disse abbracciandomi: "Figlio mio, tuo padre mi ha spezzato il cuore. Ho perso la voglia di vivere. Tutto ciò che voglio è vivere fino al tuo diploma, poi voglio morire".
Due mesi dopo mi diplomai e il venerdì successivo mia madre morì, credo di crepacuore. Odiavo mio padre per quello. Se non fossi andato via di casa per l'università, avrei potuto ucciderlo.

Ma dopo aver deciso di mettere la mia fiducia in Gesù come Salvatore e Signore, l'amore di Dio inondò la mia vita. Egli prese l'odio per mio padre e lo capovolse. Cinque mesi dopo esser diventato cristiano, mi ritrovai a guardare mio padre dritto negli occhi e dire:" Papà, ti voglio bene". Non volevo amare quell'uomo, ma lo feci. L'amore di Dio aveva cambiato il mio cuore.

Dopo essermi trasferito all'università di Wheaton, fui vittima di un grave incidente stradale causato da un uomo ubriaco. Per la convalescenza dopo l'ospedale, andai a casa e mio padre venne a trovarmi. Stranamente quel giorno era sobrio. Sembrava a disagio, camminava avanti e indietro per la stanza. Poi esplose: "Come puoi volere bene a un padre come me?". Dissi: " Papa, sei mesi fa ti odiavo, ti disprezzavo. Ma ora ho messo la mia fede in Gesù Cristo ed Egli ha cambiato la mia vita. Non posso spiegare tutto papà, ma Dio ha portato via l'o­dio che avevo nei tuoi confronti e lo ha sostituito con l'amore".

Parlammo per circa un'ora, poi lui disse: " Figlio mio, se Dio può fare nella mia vita quello che ha fatto nella tua, allora voglio dargliene l'opportunità".
Poi fece questa preghiera: "Dio, se sei davvero Dio e se Gesù è morto sulla croce per perdonarmi per quello che ho fatto alla mia fami­glia, ho bisogno di Te.
Se Gesù può fare nella mia vita quello che Gli ho visto fare nella vita di mio figlio, allo­ra voglio credere in Lui come Salva­tore e Signore".

Udire mio padre fare questa pre­ghiera, fu una delle gioie più grandi della mia vita. Dopo aver creduto ci vollero dai 6 ai 18 mesi perchè la mia vita cominciasse a cambiare, ma la vita di mio padre cambiò proprio davanti ai miei occhi. Era come se qualcuno lo avesse toccato e avesse acceso una luce in lui.
Dopo quel giorno toccò l'alcol solo una volta. Portò il bicchiere solo vicino alle labbra e basta, dopo 40 anni di alcolismo! Non ne aveva più bisogno.

Quattordici anni dopo morì a causa delle conseguenze dell'alcolismo, ma in quel periodo di 14 anni, più di 100 persone intorno al mio piccolo paese, diedero la loro vita a Gesù Cristo in seguito al cambiamento che videro nell'ubriaco del pae­se: mio padre.

Tratto dalla rivista : IL TRAGUARDO 7/8/2005

facebook icona twitter iconawhatapps icona

Opera evangelica a favore dei non vedenti

Opere evangelica per sordi

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

Il vangelo tra gli stranieri