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Ritratto di alex

Si tratta della benignità di Dio. Secondo il dizionario, la benignità è “la disposizione a trattare e giudicare il prossimo con benevolenza o liberalità nei contatti sociali e umani”.

Il Dio della Bibbia è benigno. È stato benigno con l’uomo fin dal principio, quando lo ha collocato in un giardino stupendo, in una condizione perfetta, allo scopo di avere un contatto e una relazione di comunione perfetta con lui. Il progetto iniziale è stato rovinato dalla disubbidienza dell’uomo, ma Dio ha continuato a essere benigno.

Per esempio, nel dare i 10 comandamenti, per mezzo di Mosè, dopo aver detto nel secondo comandamento di non farsi sculture e immagini e di non venerarle (ti sei reso conto che la Chiesa Romana ha tolto questo comando dal decalogo e, per avere in ogni modo il conto esatto, ha diviso l’ultimo in due?) ha ribadito: “Perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisce l’iniquità... e uso benignità fino alla millesima generazione verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti” (verifica tutto nel capitolo 20 del libro dell’Esodo).

Nei Salmi è detto che Dio è benigno in tutte le sue opere (145:17) e che la sua benignità dura per sempre (52:1). Un altro salmo, il 141, lo ripete per ben 26 volte, a litania. Neemia lo definisce un Dio di grande benignità (9:17).

Il Vangelo di Luca (6:3) dice che Dio è benigno anche verso gli ingrati e i malvagi. Matteo ribadisce che, per la sua benignità, fa sorgere il sole sui malvagi e i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti (5:46). Infatti, non li fulmina, ma aspetta che si ravvedano.

D’altra parte, quella di Dio è una benignità che riflette il suo carattere santo e giusto. Infatti, è sempre unita alla verità (Salmo 85:10) e alla severità (Lettera ai Romani 11:17).

Gesù è stato esattamente così. Ha avuto compassione per le folle affamate e le ha nutrite, ma non ha istituito “cucine popolari” in ogni angolo della Palestina. Sapeva che le moltitudini lo seguivano perché avevano avuto la pancia piena (Giovanni 6:26).

Si è fatto un frusta di corde e ha scacciato i mercanti dal tempio, che contaminavano la casa di suo Padre, è vero. D’altra parte, non è andato in giro frustando tutti i malvagi. Ha rimproverato chi non credeva in Lui, ma ha istruito chi lo seguiva, anche se non si fidava sempre di loro, perché leggeva nei loro cuori (Giovanni 2:25).

La benignità è il desiderio di fare del bene e farlo.

Dio la usa verso i suoi tutto il tempo (Salmo 103:2-5) , e con la benignità li stimola al ravvedimento quando peccano (Romani 2:4).

E noi? Il comando è preciso: “Siate benigni” (Efesini 3:4).

Dobbiamo fare il bene, sia che lo troviamo facile o no. Un comando particolarmente preciso è dato alle mogli con dei mariti difficili. Devono conquistarli con il loro spirito “benigno e pacifico”. Lo dice l’Apostolo Pietro, nella sua prima lettera (3:4). Lui era sposato e chissà quanti mariti brutali e egoisti aveva conosciuto nei suoi viaggi pastorali!

“Ma a quei tempi le donne erano trattate male... oggi le cose sono cambiate e i mariti sono cambiati” mi dite.

Beh, io potrei darvi nome e indirizzo di molti mariti difficili, che si dichiaravano credenti, che ho conosciuti e anche di mariti brutali. Uno era sposato con una donna che si era convertita dopo il matrimonio, un tipo che sprizzava amore per il Signore e per la gente da tutti i pori. Si ammazzava a lavorare per la famiglia e colmava di gentilezza il marito anche quando tornava a casa ubriaco e la picchiava fino a farla nera. E poi la metteva incinta.

“Lascialo!” la consigliavano anche gli anziani della sua chiesa.

“No, ho fede che si convertirà” rispondeva lei.

Si è convertito dopo molti anni e è diventato tenero come un agnello. Col braccio attorno alle spalle della moglie e, indicando la cicatrice di una coltellata sulla guancia di lei, diceva: “A questa santa, questa gliel’ho fatta io. Ma non mi ha mai lasciato!”. Ora riposano tutti e due, uno accanto all’altro, nel cimitero di Prima Porta a Roma. Mi piace immaginare che, in cielo, si tengono per mano e lodano insieme il Signore.

La scelta di prendere le botte dal marito è personale, ma quella di mostrare uno spirito benigno è un comando, anche se, a volte, è difficile praticarlo. L’abuso verbale, a volte, ferisce più delle botte e non sono poche le persone che lo usano anche coi figli. L’indifferenza e l’egoismo di un marito fanno sempre male. Però, il comando di usare benignità è sempre nella Bibbia e farà sempre del bene a chi lo ascolta, come dice il Libro dei Proverbi: “L’uomo (o la donna) benigno fa bene a se stesso, ma il crudele tortura la sua propria carne” (11:17).

E i mariti? Pietro ha pensato pure a loro. Ne parleremo, quando sarà il momento giusto.

Fonte: Facebook

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