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Ritratto di alex

Caro amico, vorrei chiamarti per nome ma non lo conosco, volevo prima di tutto ringraziarti. Ringraziarti per aver navigato in queste acque, per aver letto il post e per avervi risposto invitandomi alla riflessione.

Mi sono preso un giorno proprio per meditare e riflettere le tue considerazioni e i passi da te citati. Fai bene, è sempre buono, giusto, meditare le cose di Cristo sulla parola di Dio.

Ed è bene norma, nel corso degli anni trovo questa personale verifica mentre medito il vangelo, (mai abbasatanza) non estraporlarli dal contesto. Mi spiego meglio. Certi passi, se non tutti, trovano il loro giusto significato e ci apportano un buon insegnamento, scritturale appunto, quando sono contestualizzati in rapporto al capitolo dove si trovano, al libro dove sono situati e, quindi, in generale, a tutto il filo conduttore dell Bibbia, ossia l'amore di Dio per le sue creature e il suo piano di salvezza messo in atto in Cristo.

Torniamo al passo citato, molto bello, lo riporto sotto integralmente. E' interessante notare che Gesù sta parlando di se stesso. Doveva morire per portare frutto, ovvero far nascere la Sua chiesa, ovvero santificare, mettere apparte, tutti quelli che lo avrebbero ricevuto. E invita, quindi, quelli che sarebbero divenuti suoi seguaci a fare , metaforicamente, lo stesso, ovvero lasciare la propria vita, interessi denaro, preoccupazioni, aspettative, per mettere al primo posto Gesù e veicolare la propria vita in funzione di questa visione. Pur rimandendo nel mondo.

23 Gesù rispose loro, dicendo: «L'ora è venuta, che il Figlio dell'uomo dev'essere glorificato. 24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. 25 Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.

Gesù quindi è morto, e risorto, per portare molto frutto al Padre, "tutti quelli che lo ricevono".  E noi siamo chiamati a morire con lui, in un certo qual modo, per risorgere con Lui, la cosidetta "nuova nascita".

Ora avviene che taluni riesco bene in questo altri meno. Taluni possono essere dei buoni esempi, altri meno. Non so se questo è il caso di San Pio, non conosco nei dettagli la sua vita da cristiano, ma una cosa so. Un solo nome ci è stato dato con il quale possiamo avere accesso al Padre. Mentre degli uomini possono essere buoni esempi, uno solo è la Via la Verità e la Vita. Quell'uno è Cristo che ci chiama a Se per portarci al Padre, poichè Lui e il Padre sono uno. Questo è il vangelo, la buona notizia, caro amico. Finalmente abbiamo una via tracciata, chiara. Abbiamo Dio stesso che bussa ai nostri cuori e pazientemente aspetta fino a che non apriamo, finchè potremo farlo.

Gesù è il nostro esempio, coLui che dobbiamo seguire.

Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

In sostanza il punto centrale del vangelo, appunto la buona notizia, è che non abbiamo più bisogno di intermediari, ecco lo squarcio della cortina nel tempio appena Gesù è morto. La Cortina separava il luogo Santo del tempio dal luogo santissimo dove solo il sommo sacerdate poteva entrarvi una volta l'anno per l'espiazione dei peccati del popolo, e dopo aver fatto l'espiazione dei propri peccati. Ora quella cortina è stata tolta, ognuno ha l'accesso. Non abbiamo bisogno di intermediari, e questo è un grande privilegio, una grazia Sorriso

1G 2:1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. 2 Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Gesù è il nostro salvatore, il nostro avvocato, il nostro intermediario presso il Padre. 

Mi scrivi "questa è la funzione della venerazione dei Santi, portare a Dio i suoi figli." Eppure io questo nel vangelo, per quanto mi sforzi di capire, proprio non lo trovo. Anzi tutt'altro. E mi chiedo, perchè, se è sufficiente Cristo, per andare a Dio, devo rivolgermi ad altri uomini che, seppur migliori di me, pur sempre hanno bisogno, come me, della Grazia di Dio?

E come conciliare, poi..
Lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia
Giacomo 4

E che dire di tutti quei passi sull'idolatria? Questo, temo, è il pericolo che, ahime, si corre venerando i santi.
Venerazione o adorazione, mi chiedo, quale differenza? Forse nella mente nei teologi qualche cavillo semantico, ma nella vita dei fedeli dov'è la differenza. Chiedono la grazia a delle creature piuttosto che al Creatore. Caro amico ecco perchè, pur rispettando uomini, e ve ne sono anche se di meno famosi, che hanno vissuto Cristo così pienamente non posso inchinarmi davanti a loro ne sostenerli sulle mie spalle, ne pregarli. Piuttosto, questo si, ringraziare Dio per averci dato esempi simili e chiedere a Cristo di farmi seguire i Suoi passi.

Si potrebbe scrivere molto, sono certo che anche tu avresti da dirmi ancora altro, ma il punto essenziale, come tu stesso hai fatto capire, è il vangelo, bene questo è il messaggio che vi ho scovato: 

Vedi qui.

Che ne dici?

Ti abbraccio in Cristo, ti lascio con il versetto Atti 4.12

Alex

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