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Frammenti dall'inferno - La storia che non vorresti raccontare

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Alla fine l'umanità capii...
Per anni eravamo stati persuasi che il benessere era gioia. Apparire era scambiato per essere, la perfomance più importante della tenera carezza.
Infatti, nonostante alcune rare eccezioni considerate follie, la scuola di pensiero dominante, in ambito accademico, economico e sociale, era che avremmo dovuto produrre sempre di più.
Solo ora, che abbiamo capito, questo ci sembra uno degli aspetti folli che ci ha governato negli ultimi decenni. Come può un Pianeta limitato essere fonte di crescente ed inesauribile produzione?

Può sembrare assurdo ma nonostante i ripetuti segnali che il pianeta ci dava, in merito alla sofferenza a cui lo avevamo costretto, non riuscivamo a vedere oltre il nostro stringente deleterio egoismo.

Quando gli spazi si sono fatti stretti, le risorse limitate e i flussi immigratori hanno ripreso il loro vigore, proprio come avvenne tra gli europei alla fine di quella che consideravamo l’ultima grande guerra, un’ulteriore aspetto della follia umana si riaffaccio, rimasta sopita dai tempi dei forni, ma mai doma.

Ma come siamo stati capaci di non vedere quello che ci stava succedendo? Il pianeta moriva, la desertificazione, l’inquinamento, le isole di plastica, il calore aumentava, gli incendi devastavano.. come siamo stati resi così inermi tanto da non farci vedere i nostri reali nemici?

Alcuni pensano sia stata una guerra spirituale.
Era proprio così, potevamo accorgecene quando abbiamo smesso di avere pietà, ma la marea montava dentro noi, come automi non riuscivamo più a scegliere e a capire, avevamo smarrito la Via.

Eppure i segnali li avevamo tutti. Chi aveva raggiunto traguardi considerati invidiabili, successo, soldi, potere, e tutto il resto, spesso moriva più triste dei sognatori, suicida, alcolizzato, depresso, insoddisfatto. Perché non abbiamo capito?

E anche per quanti di noi hanno raggiunto traguardi che pensavamo invidiabili moriva, presto o tardi, di malattia o vecchiaia abbiamo smesso di chiederci “ora dov’è?”.
Sognavamo, piuttosto, di prenderne il posto come se poi non sarebbe toccato a noi…

Eravamo stati convinti che il nemico era il prossimo, il debole. Indaffarati a combatterci tra questa e quell’opinione accadevano crimini che pensavamo dimenticati. I nostri figli sono stati altri campanelli d’allarme.
Non capivano, ci chiedevano, furono rapiti da piccoli dispositivi, atri zombi erano in produzione.

Eravamo convinti che il nostro malessere era causato dalle persone intorno a noi, ma il nemico era già dentro.
Dovevano amare di più invece odiavamo.

Alla fine abbiamo capito, non era il meridionale, il rom, il politico, l’immigrato il nostro nemico. E neanche nostra moglie, il marito o i figli, per quanto ce ne abbiamo fatte.... ma le coscienze erano intorbidite, nuovi nazionalismi, nuovi nemici, mentre le nostre stesse mani distruggevano quello che era rimasto di buono.
Etica, valori, natura, tutto in fiamme per la nostra follia.

Eravamo più liberi, pensavamo, mentre i ceppi si stringevano.

Proprio quando avremmo dovuto serrarci per affrontare le più gravi crisi che l’umanità abbia vissuto… ci siamo divisi.
La follia è questa: eravamo stati convinti che così era giusto.

Si, era una guerra spirituale.

Alla fine abbiamo capito, l’umanità ha compreso. Ma da questo brodo di fuoco, consumati inesorabilmente ma senza fine, non c’è più luce, non c’è più Grazia, solo un interminabile speranza di morire senza che mai si compia Abbiamo capito ma è tardi.

Come vorremmo ritornare indietro, pentirci.
Non è più possibile.

Solo per alcuni la storia ha avuto un finale diverso, erano considerati deboli, stupidi, finanche buonisti, non li consideravamo meritevoli di attenzione. Troppo distratti, troppo assenti da noi.
Sembrava ci fosse qualcosa di diverso in loro ma ormai l’odio ci aveva mangiato la capacità di riflettere, come la cancrena mangia il buono che è rimasto così l’egoismo esasperato e coltivato in noi aveva preso il dominio.

Non ci restava che lamentarci, come se tutto andasse male, senza sapere cosa significasse quando tutto va male. Almeno un sorso d’acqua era possibile, almeno un occhiata al cielo era fattibile, almeno il sorriso di un bambino, e si chi se ne frega da dove veniva, ci rallegrerebbe.

Non abbiamo più ringraziato.
Oh folli noi, potessimo tornare indietro, almeno un poco prima del baratro! Avevamo sentito parlare di Gesù!

Non riuscivamo più a vedere… ora sappiamo, ma era meglio non sapere…

Cambia il finale di questa che è anche la tua storia!

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