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Credere in un Dio che non [si] vede - Timothy Croos

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Vorrei invitarti ad intraprendere un viaggio che potrebbe cambiare la tua vita. Dove stiamo andando? Quale è la nostra destinazione? - Trovare Dio. So che questo è un compito arduo. Forse tu non credi nemmeno in Dio, ma per ora questo va bene. Preferisco viaggiare con un dubitatore onesto, piuttosto che con un credente bigotto. Prima di metterci in cammino, ho due favori da chiederti. Il primo è che tu mi dia una chance: prima di tagliare la corda almeno leggi quello che ho da dire. Questo significa avere una mente aperta. E questo mi porta alla seconda richiesta: puoi aspettare ad emettere il tuo giudizio su questo libretto fino a quando non lo avrai letto tutto? Aspetta finché saremo giunti a destinazione, prima di giudicare l’intero viaggio; potrà sembrarti mentalmente ed emotivamente faticoso, ma ti garantisco che quando avremo raggiunto la meta ti accorgerai che ne valeva la pena.
In un istituto psichiatrico c’era un uomo di nome George, che era convinto di essere morto. Qualsiasi cosa gli altri dicessero o facessero, nessuno riusciva a convincerlo del contrario. Un giorno un operatore sanitario dell’istituto ebbe una brillante idea: domandò al paziente: “Dimmi, George, secondo te i morti sanguinano?” George ci pensò su un momento e rispose: “No, i morti non sanguinano.” Allora l’operatore sanitario prese un ago, gli punzecchiò un dito e schiacciò: apparve una piccola goccia di sangue. Gli occhi di George si spalancarono nel vedere il sangue e disse: “E chi poteva immaginare che anche i morti sanguinano!”
Proprio come George, qualsiasi prova io ti presenti non potrò convincerti di qualche cosa contro la tua volontà - e nemmeno ci proverò. Quindi, se ti interessa conoscere la verità è fondamentale che tu mantenga una mente aperta durante questo viaggio, ed è una cosa che puoi fare soltanto tu. Il fatto è che la verità su Dio, quale che sia, ti influenzerà per sempre. E solo uno sciocco vorrebbe ignorare una cosa così importante.
Vorrei iniziare col porti una domanda piuttosto schietta: vuoi davvero conoscere la verità su Dio? - Non è una domanda così sciocca come potrebbe sembrare. Se tu sei come la maggior parte delle persone, inizierai questo viaggio con un certo bagaglio emotivo; alcune persone hanno motivazioni emotive profonde o impegni segreti per cui non vogliono credere in Dio - come una donna che disse: “Mi rifiuto di credere in un Dio che ha permesso a mio padre di violentarmi quando ero bambina.” O come un uomo che disse: “Non voglio credere in Dio, perché potrebbe non approvare la mia condotta sessuale.”

Oppure: “Ho paura che se credo in Dio lui limiti la mia libertà personale.” O ancora: “L’idea che ci sia un dio mi spaventa.” Anche se comprendo queste persone, e il mio cuore soffre per molti di loro, tuttavia non si rendono conto che così facendo mancano il bersaglio. Non voglio sembrare severo o crudele, ma se Dio esiste, non ha alcun obbligo di venire incontro alle loro o nostre aspettative. Il punto della questione è l’esistenza, non la nostra preferenza: è una questione di verità. Dobbiamo adattare il nostro credo in base a ciò che è vero, non in base a ciò che vorremmo fosse vero. Ma Dio, esiste veramente?
Questo è il punto.

Sei in grado di identificare il bagaglio che stai portando con te in questo viaggio? Paura? Dolore? Rabbia? Orgoglio?
Pregiudizio? Critiche? Egoismo? Personalmente non mi importa quale esso sia, purché tu te ne renda conto, altrimenti potrebbe rivelarsi una bomba ad orologeria nascosta. È difficile cambiare o guarire ciò che non vogliamo nemmeno ammettere.

Gentilemnte offerto da: La Casa della Bibbia

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