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Shock eterno

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«Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!" - Matteo 7 -
Qui Gesù non stava parlando a persone che:

  • non fossero religiose;
  • a degli atei;
  • a degli agnostici.

Non si sta rivolgendo a dei pagani o a degli eretici. Stava parlando a persone devotamente religiose che erano state ingannate nel pensare di trovarsi sulla strada che conduce al cielo quando in realtà erano su quella larga che conduce all'inferno. Secondo Gesù, un giorno, non soltanto poche persone, ma molte avranno lo shock - uno shock eterno - di scoprire di non aver mai fatto parte del regno di Dio.

Il pericolo di un inganno spirituale è reale. Come pastore, rabbrividisco all'idea e resto sveglio la notte quando considero la possibilità che decine di persone he siedono davanti a me una domenica mattina possano pensare di essere salvate quando non lo sono. Decine di persone che hanno indirizzate le loro vite su una strada religiosa che promette cose grandiose a in costo minimo. Ci è stato detto che tutto ciò che è richiesto, è la decisione di una volta, forse addirittura una mera adesione intellettuale a Gesù, ma che dopo di questo non dobbiamo preoccuparci dei suoi comandamenti, dei suoi standard etici, o della sua gloria.
Abbiamo un biglietto per il cielo e possiamo vivere in qualunque modo vogliamo sulla terra. Il peccato che commetteremo per strada sarà tollerato. Oggi gran parte del moderno evangelismo è costruito sullo sforzo di condurre le persone lungo questa strada, e folle di persone vi affluiscono, solo che alla fine è una strada costruita sulle sabbie mobili che rischia di deludere milioni di anime.

La proclamazione biblica del Vangelo ci chiama a una risposta alquanto differente e ci conduce lungo una strada molto diversa. Qui il Vangelo ci chiede e ci rende capaci di abbandonare il nostro peccato, di prendere la nostra croce, di morire a noi stessi e di seguire Gesù. Sono questi i termini e le espressioni che troviamo nella Bibbia.

La salvezza ora consiste in una profonda lotta nelle nostre anime con la tendenza al peccato dei nostri cuori, con la profondità della nostra depravazione e con il disperato bisogno che abbiamo della sua grazia. Gesù non è qualcuno da accettare o invitare a entrare, ma qualcuno che è infinitamente degno della nostra resa immediata e totale.

Potreste pensare che questo dia quasi l'impressione che dobbiamo guadagnarci il nostro accesso a Gesù tramite una radicale ubbidienza, ma non è così. Anzi, "è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti" (Efesini 2:9-9). Siamo salvati dai nostri peccati in virtù di un gratuito dono di grazia, qualche cosa che solo Dio poteva compiere in noi e che noi potremmo compiere da noi stessi.

Ma quel dono di grazia implica il dono di un nuovo cuore. Di nuovi desideri. Di nuove aspirazioni. Per la prima volta, noi desideriamo Dio. Vediamo il bisogno che abbiamo di lui, e lo amiamo. Lo ricerchiamo, lo troviamo e scopriamo che, si, è proprio lui la grande ricompensa della nostra salvezza.

Ci rendiamo conto di essere salvati non soltanto dai nostri peccati o di essere resi certi della nostra eternità in cielo, ma di essere salvati per conoscere Dio. Così aneliamo a lui. Lo vogliamo così tanto, che rinunciamo a ogni altra cosa per sperimentare lui. Questo è il solo modo appropriato di rispondere alla rivelazione di Dio nel vangelo.

 

David Platt - Radical - Vivere senza compromessi in un mondo corrotto

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