Cristiani Perseguitati

India: il futuro di circa 2000 bambini è in pericolo

Porte Aperte - Mar, 22/01/2019 - 16:38

False notizie riguardanti molestie e conversioni forzate tra bambini e bambine delle case famiglia gestite da Good News India, organizzazione cristiana che opera nel distretto Dhenkanal di Odisha, si sono diffuse in tutto il Paese attraverso i social media e i principali quotidiani nazionali.

A seguito di una denuncia alla polizia e al conseguente inizio delle indagini, si sono sparse in modo virale informazioni riguardanti un fantomatico collegamento dell’organizzazione Good News India a nazioni come gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda a cui cederebbero bambini in cambio di denaro.

“Notizie false!” afferma un membro di una chiesa della zona, “Dei 25 centri controllati solo uno non aveva documenti adeguati. Il problema è sorto a causa delle false accuse rivolte ai leader cristiani dell’organizzazione e portate avanti da persone che hanno lavorato con membri dell’RSS (Rashtriya Swayamsevak Sangh, gruppo paramilitare di fondamentalisti nazionalisti)”.

La falsa denuncia ha portato alla chiusura di 20 case famiglia che ospitavano circa 2000 bambini, per lo più orfani o provenienti da famiglie molto povere, che sono stati costretti a spostarsi in strutture governative.

Uno dei genitori ha detto: “Siamo estremamente poveri e i nostri figli hanno potuto ricevere una buona educazione attraverso il lavoro di Good News India. Siamo tristi per la chiusura di questi centri perché ciò ci costringe a riportare i bimbi a casa. Negli istituti per l’infanzia del governo le condizioni sono pessime”.

Haresh*, ex studente di uno dei centri di Good News India, ha incontrato un nostro collaboratore e ci ha condiviso: “I leader dell’organizzazione sono innocenti. Ho vissuto nelle loro strutture per 8-10 anni ricevendo una buona educazione. Oggi sto per prendere una laurea in medicina. Sono stati tutti sempre molto gentili e non c’era nessun traffico di esseri umani. Rimarrò per sempre grato al loro lavoro”.

I cristiani indiani stanno subendo persecuzioni in quanto considerati estranei alla nazione. Gli indù più radicali vogliono ripulire il paese dal cristianesimo, utilizzando qualsiasi mezzo per raggiungere l’obiettivo.

 

*pseudonimo

WWList 2019: Online il nuovo report sulla persecuzione dei cristiani

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 15:26
Oggi esce la World Watch List 2019, il rapporto annuale di Porte Aperte sulla libertà religiosa dei cristiani nel mondo, che elenca i primi 50 paesi dove più si perseguitano i cristiani.

I dati raccolti nel periodo preso in esame (1 novembre 2017 – 31 ottobre 2018) mostrano una crescente persecuzione anti-cristiana, così come cresce il numero di paesi dove essa si verifica. Oggi salgono adoltre 245 MILIONI i cristiani perseguitati, sostanzialmente 1 cristiano ogni 9 subisce un livello alto di persecuzione a causa della propria fede.
Sui 150 paesi monitorati dalla nostra ricerca, 73 hanno mostrato un livello di persecuzione definibile alta, molto alta o estrema (punteggio superiore a 41), contro i 58 dello scorso anno. Il numero di cristiani uccisi per ragioni legate alla fede sale da 3.066 del 2017 a 4.305 del 2018, mentre sono 11 le nazioni che rivelano una persecuzione definibile estrema.
I cristiani arrestati, condannati e detenuti senza processo sono 3.150, poco meno del doppio del 2017. Ricordiamo che questi sono dati di partenza verificati, dunque il sommerso, sia nell’ambito degli assassini che degli incarceramenti, potrebbe aumentarli di molto. Sono invece 1.847 le chiese (ed edifici cristiani direttamente collegati ad esse) attaccati nello stesso periodo.
Dietro i numeri della World Watch List vi è una moltitudine di storie di cristiani perseguitati e informazioni sui 50 paesi presenti nella lista. Leggi di più e scarica la mappa WWList 2019 QUI.

Vietnam

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 70 / Posizione: 20
WWL 2018
Punti: 69 / Posizione: 18
WWL 2017
Punti: 71 / Posizione: 17

Dati Generali

Leader: Nguyễn Phú Trọng
Popolazione: 96.500.000
Cristiani: 8.600.000
Religione Principale: Buddismo
Governo: Repubblica socialista

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

  • Oppressione comunista e post-comunista: il governo comunista monitora l’attività cristiana ed esercita un alto livello di pressione su tutti i cristiani. E’ particolarmente sospettoso nei confronti delle minoranze etniche che vivono negli altipiani centrali e settentrionali, molte delle quali sono di religione protestante.
  • Antagonismo etnico

Alcuni stimano che l’80% dei cristiani protestanti appartenga a una minoranza etnica. I leader tribali spesso escludono i cristiani e i nuovi convertiti dalla comunità, considerandoli traditori della loro cultura e della loro identità.

Chi provoca la persecuzione?

Dal livello nazionale a quello locale, il governo perseguita la minoranza cristiana mediante le leggi – la più recente in materia religiosa è stata emanata il 1° gennaio 2018. I leader dei gruppi etnici considerano i cristiani come traditori della loro cultura e della loro identità. Anche gli abitanti dei villaggi cooperano con le autorità locali nell’ostacolare gli incontri dei cristiani, nel maltrattarli e nell’espellerli dai loro villaggi. Persino i parenti dei cristiani sono loro accaniti persecutori: troncano i legami famigliari e negano loro il diritto all’eredità. In alcuni casi obbligano il coniuge cristiano a divorziare e a rinunciare al diritto di custodia dei figli.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

Le comunità cristiane storiche, come i cattolici romani, godono di un certo livello di libertà a meno che non esercitino attività politiche, cosa che porta alla reclusione. Se le congregazioni cattoliche possiedono ampi appezzamenti di terreno, questi sono a volte confiscati dallo Stato per scopi di sviluppo. Sia i protestanti non tradizionali che i seguaci di religioni indigene sono perseguitati più accanitamente, soprattutto nelle aree remote del centro e del nord del Vietnam. La maggior parte di essi appartiene a minoranze etniche, come gli Hmong, e affrontano esclusione sociale, discriminazione ed aggressioni. Le loro case sono talvolta distrutte ed essi sono obbligati a lasciare i loro villaggi. In svariati casi i cristiani sono fuggiti all’estero e hanno chiesto asilo, ad esempio nella vicina Cambogia, ma sono stati rinviati all’oppressione vietnamita.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Vietnam?

Il ruolo di Porte Aperte/Open Doors è fondato sui seguenti pilastri:

  • Corsi di studio biblico per la formazione di responsabili preparati a sopperire al bisogno delle numerose chiese in crescita.
  • Equipaggiare e preparare credenti in ministeri rivolti in modo particolare a bambini, giovani e donne.
  • Distribuzione di Bibbie di vario genere (anche per bambini in lingua locale), libri cristiani utili a comprendere meglio la parola di Dio nella lingua locale.
  • Corsi di alfabetizzazione e sviluppo socio-economico.
  • Patrocinio e soccorso immediato ai cristiani perseguitati dei villaggi più remoti.

La maggioranza dei cristiani protestanti proviene da gruppi etnici di minoranza, per questo motivo c’è un grande bisogno di materiale tradotto nelle loro lingue locali. In alcuni idiomi locali è possibile trovare bibbie e altro materiale. In altre zone e aree tribali, non è possibile trovare alcun tipo di materiale tradotto, perciò Porte Aperte/ Open Doors ritiene importante sostenere il lavoro di traduzione di materiale in lingua locale. Cristiani provenienti da gruppi etnici della zona centrale e settentrionale del paese fronteggiano una forte pressione da parte delle popolazioni locali e delle forze di polizia. Quindi è essenziale preparare i cristiani a essere pronti e a rimanere saldi nella persecuzione. Inoltre una parte molto importante è quella di individuare e preparare dei leader emergenti.

Come il corpo di Cristo può pregare per il Vietnam?

  • Pregate affinché venga sviluppato un modo adeguato per discepolare i numerosi credenti etnici che stanno venendo alla fede.
  • Pregate per quei parenti all’interno delle famiglie che mettono sotto pressione i cristiani affinché ritornino ai loro vecchi usi e costumi. Pregate affinché Cristo sia visibile nei loro parenti convertiti.
  • Il governo si sta impegnando per contenere e monitorare la crescita numerica della minoranza cristiana. Pregate che i nostri fratelli possano ricevere maggiori libertà da parte del governo, in modo da vivere la fede cristiana apertamente.

India

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 83 / Posizione: 10
WWL 2018
Punti: 81 / Posizione: 11
WWL 2017
Punti: 73 / Posizione: 15

Dati Generali

Leader: Ram Nath Kovind
Popolazione: 1.400.000.000
Cristiani: 65.100.000
Religione Principale: Induismo
Governo: Repubblica Federale

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti? 

Nazionalismo religioso: L’assertività e l’aggressività di tutti i tipi di organizzazioni indù sono aumentate nel corso degli anni. Esse sostengono che l’India appartiene all’induismo e che le altre religioni dovrebbero essere estromesse dal paese. L’Induismo radicale è di gran lunga la principale fonte di persecuzione in India. E’ rumoroso, onnipresente e molto violento. Altre forme di nazionalismo religioso in India si possono vedere nelle attività dei buddisti radicali nel Ladakh, nel neo-buddhismo nel Maharashtra e nell’Uttar Pradesh, e nei sikh radicali nel Punjab. 

Chi provoca la persecuzione? 

La crescente influenza di una forma intollerante di Induismo intollerante pone enormi problemi ai cristiani, poiché le autorità non impediscono la violenza causata da gruppi radicali indù locali o da folle arrabbiate di abitanti nei villaggi istigate da leader religiosi indù. Le autorità locali, statali e nazionali sono spesso controllate dal partito radicale indù Bharatiya Janata Party (BJP). Questo significa che i radicali indù possono agire con virtuale impunità. 

Quali conseguenze produce? 

Tutti i cristiani stanno subendo persecuzioni in India, poiché i radicali indù li considerano estranei alla nazione. Vogliono purificare il loro paese dall’Islam e dal Cristianesimo e non esitano a usare la violenza su vasta scala per raggiungere questo obiettivo. I convertiti al Cristianesimo, qui originariamente Indù, sopportano il peso della persecuzione in India e sono costantemente sotto pressione per tornare all’Induismo (specialmente attraverso campagne conosciute come Ghar Wapsi/”ritorno a casa”). Spesso vengono aggrediti e a volte uccisi. 

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in India?

Porte Aperte/Open Doors rafforza i cristiani in India per mezzo di collaborazioni strategiche con la chiesa locale nello svolgimento delle seguenti attività:

  • Distribuzione di Bibbie, Bibbie per bambini, mini biblioteche, manuali di formazione per responsabili e per scuole domenicali.
  • Formazione: Moduli di preparazione alla persecuzione per pastori, diaconi e collaboratori (3 moduli distinti), donne, giovani, bambini e gruppi familiari.
  • Sviluppo Socio Economico: sviluppo di mezzi di sostentamento, programmi di alfabetizzazione per adulti, istruzione professionale, corsi di sostegno per bambini che hanno abbandonato gli studi prematuramente, aiuti di primo soccorso ai cristiani perseguitati.
  • Patrocinio: aiuto legale, seminari per aumentare la consapevolezza dei propri diritti legali nei cristiani.
  • Progetti speciali

Come il corpo di Cristo può pregare per l’India?

  • Il comportamento assertivo delle organizzazioni indù si è consolidato negli ultimi anni. Essi affermano che l’India appartiene all’induismo. Pregate per i cristiani ex-indù vessati e messi sotto pressione per costringerli a ritornare all’induismo.
  • Pregate per la provvidenza e la protezione di Dio sui cristiani che evangelizzano con audacia negli stati dove è già in vigore la legge anti-conversione. Pregate affinché siano saggi nei loro sforzi evangelistici.
  • Pregate per le ragazze cristiane chiuse in casa dalle loro famiglie a causa della loro decisione di diventare cristiane. Pregate affinché siano incoraggiate nella loro fede e le loro famiglie giungano alla conoscenza di Cristo il Signore.

Kazakistan

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 63 / Posizione: 34
WWL 2018
Punti: 63 / Posizione: 28
WWL 2017
Punti: 56 / Posizione: 43

Dati Generali

Leader: Nursultan Nazarbayev
Popolazione: 18.400.000
Cristiani: 4.600.000
Religione Principale: Islam
Governo: Repubblica presidenziale

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

Paranoia dittatoriale: non sono consentite attività religiose al di fuori delle istituzioni statali e di quelle controllate dallo Stato. È molto comune che membri delle chiese protestanti non tradizionali siano visti come seguaci di una setta aliena che mira a deporre il governo. Da questo deriva la necessità di controllarli e sradicarli.

Oppressione islamica: i musulmani indigeni che si convertono al cristianesimo sperimentano pressioni e di tanto in tanto violenza fisica dalle famiglie, dagli amici e dalla comunità locale per costringerli a tornare alla loro precedente fede.

Chi provoca la persecuzione?

Ci sono due principali fonti di persecuzione in Kazakistan: una è lo Stato e l’altra l’ambiente musulmano. La persecuzione da parte dello Stato è concretizzata dalla polizia, dai servizi segreti e dalle autorità locali che monitorano le attività religiose e spesso seguono le riunioni di chiesa. Le autorità statali fanno regolarmente irruzione nelle chiese non registrate. La cultura islamica generale rende la vita particolarmente difficile per i convertiti al cristianesimo.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

La libertà religiosa è già ristretta dalla legislazione (da Settembre 2011) e il governo del Kazakistan è costantemente al lavoro per incrementare il proprio controllo sull’intera società, il che significa maggiore sorveglianza, irruzione durante riunioni e arresti. Usando la minaccia dei militanti islamici restringe l’area di libertà. Le chiese ortodosse russe sperimentano i problemi minori dal governo poiché solitamente esse non tentano di entrare in contatto con la popolazione Kazaka. Sono le comunità cristiane storiche di origine musulmana che sopportano il peso della persecuzione sia da parte dello stato che dalla famiglia, dagli amici e dalla comunità. Alcuni convertiti sono segregati dalle proprie famiglie per lunghi periodi, vengono percossi e possono infine essere espulsi dalle loro comunità. Inoltre i mullah locali predicano contro di loro.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Asia Centrale?

Porte Aperte/Open Doors fornisce soccorso immediato ai cristiani in Asia Centrale quando si trovano in prigione, allontanati dalle famiglie, privati di mezzi di sussistenza e del lavoro a causa della loro fede in Cristo. Fortifichiamo la chiesa perseguitata in Asia Centrale anche per mezzo di:

  • Distribuzione di Bibbie e libri cristiani
  • Sostegno in preghiera
  • Formazione biblica
  • Formazione per giovani e bambini
  • Ministero per donne
  • Formazione di preparazione alla persecuzione (Resistere nella tempesta/SSTS)
  • Ministero di presenza
  • Progetti per produrre un reddito
  • Ministero di soccorso
  • Formazione professionale

Come il corpo di Cristo può pregare per il Kazakhstan?

  • Pregate per coloro che vengono picchiati e detenuti per avere scelto Cristo e voltato le spalle all’islam.
  • Pregate per le autorità che intendono sradicare e sopprimere il cristianesimo.
  • Pregate per i responsabili di Chiesa che sono sorvegliati regolarmente affinché sperimentino costantemente la pace di Gesù.

Federazione Russa

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 60 / Posizione: 41
WWL 2018
Punti: – / Posizione: –
WWL 2017
Punti: – / Posizione: –

Dati Generali

Leader: Vladimir Putin
Popolazione: 144.000.000
Cristiani: 118.100.000
Religione Principale: Cristianesimo
Governo: Repubblica semipresidenziale federale

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti? 

  • Oppressione islamica: nella regione caucasica i militanti islamici combattono contro l’esercito russo per stabilire un emirato musulmano. L’islam sta inoltre diventando sempre più influente in Tatarstan e minaccia la vita della Chiesa. 
  • Paranoia dittatoriale: la legislazione in Russia viene costantemente adattata e limitata. Il governo continua a favorire la Chiesa Ortodossa di Russia, a discapito delle altre denominazioni cristiane. 
  • Protezionismo confessionale: le attività di sensibilizzazione svolte da appartenenti a denominazioni non ortodosse sono guardate con sospetto. Questi gruppi cristiani sono considerati estranei alla Russia. 


Chi provoca la persecuzione? 

La maggioranza dei casi di persecuzione dei cristiani in Russia proviene dall’ambiente musulmano. Le famiglie e gli amici dei convertiti al cristianesimo, la comunità locale e gli insegnanti islamici si oppongono all’evangelizzazione tra i musulmani nella maggior parte delle regioni musulmane della Russia (per esempio nel Caucaso settentrionale e nell’area centrale della Russia intorno alla città di Kazan). Un’altra fonte di oppressione dei cristiani proviene dagli ufficiali di governo, a vari livelli, principalmente tramite l’imposizione di  una legislazione restrittiva.  

Quali conseguenze produce la persecuzione? 

Molte etnie russe in Dagestan, Cecenia, Inguscezia, Cabardino-Balcaria e in Karačaj-Circassia hanno dovuto lasciare il loro paese a causa degli scontri e le chiese hanno visto calare drasticamente il loro numero di membri. Le chiese ortodosse russe incontrano meno opposizione da parte del governo. Le chiese domestiche attive nell’evangelizzazione rischiano di essere ostacolate per mezzo di controlli e interrogatori. Nelle regioni a maggioranza musulmana, sono i cristiani autoctoni che provengono dal mondo musulmano a subire maggiori persecuzioni, sia da parte della famiglia e degli amici, sia da parte della comunità locale; in alcune aree, sono costretti a tenere nascosta la loro fede per paura di essere uccisi. 

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Asia Centrale/Regione del Caucaso/Federazione Russa? 

Porte Aperte/Open Doors rafforza i cristiani perseguitati in Asia Centrale con

  • letteratura cristiana;
  • formazione;
  • fornitura di mezzi di sussistenza;
  • progetti di sviluppo socio-economico. 

Come il corpo di Cristo può pregare per la Chiesa nella Federazione Russa?

  • Per la protezione dei cristiani nella regione del Caucaso, e che i credenti ex musulmani affinché trovino modi sicuri per incontrarsi. 
  • Per conforto e incoraggiamento per i credenti che sono stati costretti a fuggire o sono stati cacciati dalle loro case e comunità. 
  • Per il coraggio e la saggezza per i cristiani non appartenenti alla Chiesa ortodossa russa, che sono spesso monitorati dal governo. 

Egitto

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti 76 / Posizione: 16
WWL 2018
Punti 70 / Posizione: 17
WWL 2017
Punti 65 / Posizione: 21

Dati Generali

Leader: Abdel Fattah al-Sisi
Popolazione: 99.400.000
Cristiani: 9.900.000
Religione Principale: Islam
Governo: Repubblica

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

  • Oppressione islamica: nella società egiziana la cultura islamica causa discriminazioni e crea un ambiente in cui lo stato è restio a rispettare e a far valere i diritti fondamentali dei cristiani. Nella sfera familiare, i convertiti al cristianesimo sono costretti ad affrontare una forte pressione per rinunciare alla loro fede. Si sono verificate diverse aggressioni violente perpetrate da gruppi militanti islamici che prendono di mira i cristiani.
  • Antagonismo etnico: anche se solo alcuni sostengono che c’è una differenza etnica tra copti (cristiani) e arabi (islamici), come in molti altri paesi arabi il pensiero tribale può facilmente portare alla violenza (verbale) tra i gruppi. In Egitto si sono verificati casi di violenza di massa da parte dei musulmani. Ciò è successo, ad esempio, quando i cristiani hanno richiesto il riconoscimento ufficiale per la costruzione di una chiesa in una comunità locale. L’oppressione islamica e l’antagonismo etnico vanno di pari passo in questi casi, dando vita ad una situazione in cui la minoranza cristiana deve costantemente agire con attenzione.
  • Paranoia dittatoriale: per il governo i diritti umani di base e il pluralismo democratico possiedono una bassa priorità; il che significa che la libertà religiosa non è pienamente garantita ai cristiani. Parlare di violazioni dei diritti umani commesse dal governo porterebbe probabilmente a un contraccolpo e a un ulteriore deterioramento della posizione dei cristiani all’interno della società.

Chi provoca la persecuzione?

Dall’avvento dell’Islam nella regione, i cristiani sono stati trattati come cittadini di seconda classe. Gli imam radicali incitano all’ostilità verso i cristiani. Lo Stato Islamico, in particolare, ha promesso di condurre una guerra contro i cristiani in Egitto e negli ultimi anni ha messo in atto diversi attacchi violenti contro i cristiani in varie parti del paese. Gli eventi pianificati dai cristiani evangelici debbono confrontarsi non solo con l’opposizione dei musulmani ma, nelle zone rurali, anche con quella proveniente dalle chiese ortodosse locali. In generale, i convertiti dall’islam al cristianesimo subiranno pressioni dalla loro famiglia (estesa) a rinunciare alla loro fede.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

I convertiti al cristianesimo di origine musulmana hanno grandi difficoltà a vivere la loro fede, poiché subiscono un’enorme pressione dalle loro famiglie per tornare all’Islam. Inoltre, lo Stato rende loro quasi impossibile ottenere un riconoscimento ufficiale della propria conversione. I cristiani di ogni estrazione incontrano difficoltà nella costruzione di chiese o nella ricerca di un posto per il culto comunitario. Le difficoltà derivano sia dalle restrizioni statali che dalla comune ostilità e dalla violenza di massa. I cristiani sono anche vittime di discriminazioni ed abusi; in modo particolare le donne cristiane, nei loro luoghi di lavoro e nelle attività quotidiane negli spazi pubblici.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Egitto?

Porte Aperte/Open Doors rafforza la Chiesa in Egitto per mezzo di collaborazioni con la chiesa locale e altri ministeri nello svolgimento delle seguenti attività:

  • Ministero per famiglie
  • Ministero per giovani
  • Istruzione
  • Corsi di alfabetizzazione
  • Patrocinio
  • Assistenza medica
  • Assistenza per vedove
  • Formazione professionale per donne

Come il corpo di Cristo può pregare per l’Egitto?

  • Pregate per i cristiani ex-musulmani che vengono espulsi dalle loro famiglie per avere lasciato l’islam. Pregate il Signore affinché provveda alle loro necessità e conforto.
  • Pregate il Signore affinché persino i leader dei gruppi islamisti giungano alla conoscenza di Cristo e si adoperino per i Suoi scopi.
  • Pregate per i cristiani che sono stati offesi sui social, in politica e in ambito legale, affinché affidino a Dio la loro condizione.

Sri Lanka

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 58 / Posizione: 46
WWL 2018
Punti: 57 / Posizione: 44
WWL 2017
Punti: 55 / Posizione: 45

Dati Generali

Leader: Maithripala Sirisena
Popolazione: 21.000.000
Cristiani: 2.000.000
Religione Principale: Buddismo
Governo: Repubblica

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

Nazionalismo religioso: Ogni cingalese è considerato buddista, quindi non solo i cristiani tamil sono trattati come cittadini di seconda classe, ma anche i cristiani cingalesi sono guardati con sospetto e spesso diffamati e attaccati. Questo è ancora più vero per i membri delle chiese protestanti non tradizionali e soprattutto per i convertiti. I membri di chiese storiche come la Chiesa Cattolica Romana sono un po’ più accettati, in quanto tendono a rimanere entro i limiti non dichiarati della società. Ciò non significa che non siano interessati da pratiche discriminatorie o, occasionalmente, anche da aggressioni.

Protezionismo confessionale: Il caso del 2017, quando un vescovo cattolico disse che non c’erano stati attacchi alle chiese del paese, trascurando decine di chiese protestanti attaccate, non si è ripetuto nel periodo di riferimento della WWL 2019. Tuttavia, certamente riflette ancora i sentimenti di molti nei circoli governativi.

Chi provoca la persecuzione?

Le principali fonti di persecuzione sono i movimenti buddisti radicali, a volte sostenuti da funzionari (locali). Anche se l’elezione di un nuovo governo nel 2015 ha portato a una leggera riduzione delle attività del gruppo Bodu Bala Sena (BBS), altri movimenti come Sinha Le si sono attivati e si sono rafforzati. Essi sostengono che lo Sri Lanka è una nazione Sinhala buddista e sono attivi nella promozione di questa ideologia attraverso campagne di persuasione, ecc. Il BBS si è trasformato in un partito politico, ma finora non ha avuto particolare successo. Anche se il BBS si concentra maggiormente sull’attacco alla minoranza musulmana, anche i cristiani e le chiese vengono attaccati frequentemente. Un segnale forte è stato dato dallo Stato contro tali violenze, quando un monaco di spicco del BBS è stato condannato a sei anni di reclusione nell’agosto 2018 (vedi “Contesto” per i dettagli). Alcuni leader religiosi buddisti si sono impegnati attivamente in piattaforme di social media per promuovere l’odio contro le minoranze religiose nel paese. Diversi gruppi radicali buddisti hanno acquisito maggiore importanza nel periodo di riferimento della WWL 2019, come il Mahason Balakaya, che è composto da monaci buddisti.

A parte questi movimenti radicali, i membri delle famiglie e i funzionari dei villaggi delle zone rurali hanno abusato verbalmente e hanno chiesto ai convertiti cristiani di lasciare i loro villaggi.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

I convertiti di origine buddista o indù subiscono le forme più gravi di persecuzione. Sono soggetti a molestie, discriminazioni ed emarginazione da parte della famiglia e della comunità. Sono messi sotto pressione per ritrattare il cristianesimo, poiché la conversione è considerata un tradimento: Tutti i cingalesi (la maggioranza in Sri Lanka) dovrebbero essere buddisti. Allo stesso modo, all’interno della minoranza Tamil nel nord-est, ci si aspetta che siano tutti indù, ad eccezione di quelli appartenenti alle comunità cristiane storiche. La minoranza cristiana è in parte tollerata, ma non lo sono i convertiti al cristianesimo. Inoltre, le chiese non tradizionali sono spesso prese di mira da vicini di casa, spesso raggiunti da monaci buddisti e funzionari locali, con richieste di chiudere i loro edifici ecclesiastici che considerano illegali.

Sempre più spesso, questo finisce con folle che protestano e attaccano le chiese, specialmente nelle zone rurali. Le notizie di tali incidenti provengono da tutta l’isola.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa nello Sri Lanka?

Porte Aperte/Open Doors basa il proprio servizio alla Chiesa in Sri Lanka sui seguenti pilastri:

  • Distribuzione di Bibbie e altro materiale cristiano
  • Progetti di Sviluppo Socio Economico per le persone colpite dalla persecuzione
  • Assistenza alle chiese investite dalla violenza dei persecutori
  • Preparazione dei cristiani alla persecuzione per mezzo del corso ‘Resistere nella Tempesta’ (SSTS)

Come il corpo di Cristo può pregare nello Sri Lanka?

  • Pregate per i pastori in Sri Lanka che sono spesso derisi e disturbati dai loro vicini nell’espletamento delle loro funzioni. Pregate affinché la loro fede non vacilli e prendano forza dal Signore quando si sentono venir meno.
  • La persecuzione dei cristiani in Sri Lanka sta cambiando dalla forma violenta alla forma della pressione legale e amministrativa. Molti cristiani sono all’oscuro dei loro diritti e sono finanziariamente impreparati a sostenere il costo dei processi in tribunale. In molti casi rinunciano alle battaglie legali e di conseguenza, quando non finiscono in prigione, hanno la fedina penale sporca e ciò compromette la loro reputazione nella comunità in cui vivono. Pregate per la protezione legale dei cristiani affinché non siano oggetto di bullismo e di abusi dal governo.
  • In Sri Lanka, un gruppo politico radicale chiamato Sinha Le (lett. il sangue del leone) sta crescendo in importanza dall’inizio del 2016. Questo gruppo semina l’odio contro le minoranze del paese quindi non solo contro i cristiani ma anche contro i musulmani e gli indù. Pregate per lo Sri Lanka affinché prevalga un atteggiamento tollerante verso le minoranze nel paese.

Indonesia

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 65 / Posizione: 30
WWL 2018
Punti: 59 / Posizione: 38
WWL 2017
Punti: 55 / Posizione: 46

Dati Generali

Leader: Joko Widodo
Popolazione: 266.800.000
Cristiani: 32.400.000
Religione Principale: Islam
Governo: Repubblica presidenziale

Quali sono le cause prevalenti di persecuzione?

Oppressione islamica: Sebbene la Costituzione indonesiana garantisca la libertà religiosa, varie regioni e territori indonesiani sono governati da schiere di statuti islamici, inclusa la legge Sharia nella Provincia di Aceh. Gruppi radicali hanno conquistato sempre maggiore influenza fornendo rigide interpretazioni religiose per giustificare la violazione dei diritti delle minoranze religiose.

Nazionalismo religioso: Nelle regioni e isole in cui dominano altre religioni (ad esempio l’induismo a Bali), la persecuzione è determinata dall’abbandono della religione dominante e la conversione alla fede cristiana.

Chi provoca la persecuzione?

Alcuni leader religiosi islamici istigano l’odio nei confronti dei cristiani e delle altre minoranze religiose tramite i loro insegnamenti nelle moschee ma anche i mezzi di comunicazione di massa e i politici, come il nuovo governatore di Jakarta, contribuiscono, sebbene non apertamente (vedere le cause prevalenti di persecuzione). I partiti politici musulmani conservatori, per esempio il PKS, sono noti per il loro programma di promozione di una nazione islamica. Sovente ci sono i loro rappresentanti dietro la redazione e l’approvazione di politiche ispirate alla Sharia, anche nel campo dell’educazione. Comunque, gruppi islamici radicali, come il FPI, hanno maggiore influenza. Essi sono in grado di mobilitare centinaia di migliaia di persone nelle strade e questo potrebbe anche accadere prima delle elezioni parlamentari che si terranno il prossimo Aprile 2019. Tuttavia la maggior parte dei problemi si verifica a livello locale, negli scontri con la pressione dei gruppi radicali islamici.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

Molti convertiti dall’islam sperimentano la persecuzione all’interno delle loro famiglie. Tuttavia l’intensità della persecuzione varia e si concretizza soprattutto nell’isolamento, l’abuso verbale ecc. Solo una piccola percentuale di convertiti deve affrontare la violenza fisica per la sua fede cristiana. Il livello di persecuzione dipende anche dalla regione indonesiana interessata. Vi sono alcuni punti caldi, come Giava ovest o Aceh, dove i gruppi radicali islamici sono potenti ed esercitano una forte influenza sulla società e sulla politica.

Se una chiesa è notata perché fa proseliti, come avviene per molte chiese evangeliche e pentecostali, rapidamente si manifestano problemi con i gruppi radicali islamici. Le chiese non tradizionali sperimentano anche difficoltà nell’ottenere i permessi per la costruzione degli edifici di culto. Sebbene adempiano tutti i requisiti legali necessari (inclusa la vittoria in molte cause legali) sono ignorate dalle autorità locali. E’ stato riferito che anche chiese cattoliche hanno avuto difficoltà nell’ottenere l’autorizzazione a costruire. Tutto sommato la situazione dei cristiani continua a deteriorarsi lentamente ma costantemente nel corso degli ultimi anni.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Indonesia?

Il ruolo di Porte Aperte/Open Doors in Indonesia poggia sui seguenti pilastri:

  • Preparare i cristiani alla persecuzione per mezzo dei seminari ‘Resistere nella Tempesta’ (SSTS).
  • Equipaggiare e formare i cristiani alla comprensione dell’islam, con particolare attenzione agli ex-musulmani.
  • Promuovere riunioni che favoriscano l’unità fra denominazioni di chiese e agenzie missionarie.
  • Fornire Bibbie e altri libri cristiani, in particolare agli ex-musulmani.
  • Progetti di Sviluppo Socio Economico.
  • Patrocinio e sollievo alle vittime della persecuzione

Come il corpo di Cristo può pregare per l’Indonesia?

  • Pregate per i figli dei cristiani che frequentano la scuola statale nelle regioni a forte presenza islamica, spesso sono oggetto di discriminazione nei voti. Tale trattamento li pone in una posizione svantaggiata rispetto alla possibilità di lavorare per il governo. Per favore pregate per questi studenti cristiani affinché siano confortati, incoraggiati e pieni di speranza, mantenendosi saldi nella fede.
  • Pregate per i cristiani ex-musulmani pesantemente oppressi per farli rinunciare alla loro fede. Pregate affinché abbiano accesso a Bibbie e solidarietà. Pregate anche per le chiese cristiane che non possono ottenere edifici da adibire a chiesa.
  • L’Indonesia è il più grande paese musulmano al mondo. Pregate affinché molti musulmani indonesiano conoscano Cristo.

Sudan

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2016
Punti: 87 / Posizione: 6
WWL 2018
Punti: 87 / Posizione: 4
WWL 2017
Punti: 87 / Posizione: 5

Dati Generali

Leader: Omar Hasan Ahmad al-Bashir
Popolazione: 41.500.000
Cristiani: 1.900.000
Religione Principale: Islam
Governo: Repubblica presidenziale

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

  • Oppressione islamica: Storicamente, l’Islam è profondamente radicato nella società sudanese e l’élite al potere mira a far rispettare un regime islamico nel paese. L’apostasia è criminalizzata e le leggi sulla blasfemia vengono utilizzate in tutto il paese per perseguire i cristiani. Il presidente ha ripetutamente affermato che il Sudan deve essere uno stato islamico e che non ci dovrebbe essere spazio per altre religioni da quando il Sudan meridionale ha dichiarato l’indipendenza.
  • Paranoia dittatoriale: Il Sudan è gestito da un regime autoritario da quando al-Bashir è salito al potere con un colpo di stato nel 1989. Il governo sta attuando rigorosamente la politica di una religione, una cultura e una lingua. Non c’è libertà di stampa e di espressione.
  • Corruzione e crimine organizzato: Il governo ha armato le milizie tribali utilizzandole per creare uno stato islamico a spese di altri gruppi religiosi del paese. Queste milizie sono state accusate di aver commesso violazioni dei diritti umani contro cittadini non arabi (compresi i cristiani). Secondo l’Indice di Percezione della Corruzione di Transparency International del 2017, il Sudan si è collocato al 175° posto su 180 paesi fra i peggiori per corruzione.

Chi provoca la persecuzione?

La persecuzione è promossa dal governo e dai musulmani radicali. A volte è sistematica e ricorda una politica di pulizia etnica. Sotto il governo autoritario del presidente al-Bashir e del suo partito, non esiste uno Stato di diritto; le leggi sulla stampa e sui media sono restrittive e la libertà di espressione è stata fortemente limitata. Nel suo World Press Freedom Index del 2018, Reporter senza frontiere ha dichiarato: “Le vessazioni ai media si sono intensificate all’inizio del 2018. Diciotto giornalisti, compresi corrispondenti di media stranieri, sono stati arrestati in gennaio mentre seguivano le proteste dell’opposizione. Una stazione radio indipendente è stata chiusa, e a due giornalisti è stato vietato di esercitare la loro professione per un anno”.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

Il periodo di riferimento preso in esame dalla WWL 2019 è stato arduo per i cristiani sotto molti aspetti: È stato difficile perché i cristiani stanno perdendo le chiese che hanno usato per anni per i loro culti. È stata dura perché il governo ha arrestato o intimidito molti leader cristiani.

Anche il panorama etnico-culturale del paese è complicato: Arabo contro etnico africano, musulmano contro cristiano. La secessione del Sud Sudan nel 2011 non ha risolto questi problemi. Questo è particolarmente vero per gli africani, dato che un numero significativo è cristiano e vive ancora nel Paese. Tutte le comunità cristiane in Sudan hanno paura di parlare della loro fede con i musulmani sudanesi, perché questo potrebbe essere interpretato come un “incoraggiamento all’apostasia dell’Islam”. Il livello di persecuzione che i convertiti e gli africani etnici devono affrontare è enorme. Ci sono stati arresti; molte chiese sono state demolite e altre sono sulla lista in attesa di demolizione; molti cristiani vengono attaccati indiscriminatamente in zone come i Monti Nuba, dove è in corso un conflitto tra forze governative e gruppi ribelli.

Per non essere scoperti, i convertiti spesso si astengono dall’impartire un’educazione cristiana ai propri figli perché questo potrebbe attirare l’attenzione del governo e dei responsabili delle comunità (poiché i bambini potrebbero inavvertitamente rivelare la fede dei loro genitori). Questa paura condiziona anche i funerali dove i cristiani di origine musulmana che muoiono sono spesso sepolti secondo i riti islamici nei cimiteri musulmani, anche se i cimiteri cristiani e musulmani sono separati.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Sudan?

Porte Aperte/Open Doors rafforza i responsabili di Chiesa in Sudan per mezzo di collaborazioni con la chiesa locale nello svolgimento delle seguenti attività:  

  • Progetti di distribuzione di libri cristiani  
  • Formazione professionale  
  • Corsi su come ‘Resistere nella tempesta’  
  • Cure dei traumi  
  • Formazione teologica  
  • Progetti di sviluppo socio-economico  

Come il corpo di Cristo può pregare per il Sudan?

  • Pregate per i cristiani in Sudan, sono vittime di una forte oppressione e persecuzione. Pregate per la loro protezione e per l’opportunità di comunione con altri credenti. Pregate anche per i responsabili di Chiesa affinché resistano alla pressione cui sono sottoposti da parte degli estremisti islamici. 
  • Il sistema legislativo del Sudan è basato sulla sharia. Il governo effettua frequenti arresti, opera vessazioni ed espulsioni di cristiani. Pregate affinché il governo sudanese diventi più tollerante verso il cristianesimo e permetta libertà di culto. 
  • Il governo del Sudan è uno dei regimi più dispotici in Africa. Per favore pregate per l’opera di Dio nei cuori dei leader di governo sudanesi, affinché lo Spirito Santo li induca a portare la giustizia e la pace nel paese. 

Yemen

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 86 / Posizione: 8
WWL 2018
Punti: 85 / Posizione: 9
WWL 2017
Punti: 85 / Posizione: 9

Dati Generali

Leader: Abd Rabbuh Mansur Hadi
Popolazione: 28.900.000
Cristiani: Poche migliaia
Religione Principale: Islam
Governo: Repubblica

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

  • Oppressione islamica: La Costituzione dichiara che l’Islam è la religione di Stato e la Sharia è la fonte di tutta la legislazione. Il proselitismo di fedi diverse dall’Islam è proibito e ai musulmani è vietato convertirsi a qualsiasi altra religione. Gli yemeniti che lasciano l’Islam possono incorrere nella pena capitale. In alcune aree dello Yemen, gruppi militanti come l’AQAP e lo Stato islamico (IS) operano con notevole impunità o addirittura in tacita collaborazione con lo Stato, soprattutto nelle aree allineate del governo dell’Hadi.
  • Antagonismo etnico: La società yemenita è fortemente tribale e gli anziani spesso applicano la legge e la giustizia secondo le loro tradizioni basate sull’Islam, indipendentemente da ciò che dice la Costituzione o il governo nazionale.
  • Paranoia dittatoriale: Nel contesto del conflitto, l’istinto di sopravvivenza delle parti in guerra è inevitabilmente forte. Questo vale sia per il governo che per le autorità Houthi. Tuttavia, i rapporti del 2018 evidenziano che nelle zone controllate dagli Houthi, l’amministrazione Houthi ha adottato misure sempre più severe nei confronti di individui o associazioni che l’autorità al potere ritiene una minaccia.

Chi provoca la persecuzione?

I cristiani yemeniti si trovano di fronte a notevoli pressioni da più parti. Se la loro nuova fede viene scoperta, i convertiti al cristianesimo ne subiscono le conseguenze soprattutto della loro famiglia allargata, ma anche dai capi tribù e dagli imam locali. Nel contesto della guerra, l’influenza dei gruppi militanti islamici è cresciuta notevolmente ed è un’importante fonte di persecuzione contro i cristiani. I funzionari governativi mantengono un rigido sistema islamico che tratta tutti i cittadini come se fossero musulmani. I gruppi ribelli Houthi (tra gli altri) hanno arrestato cristiani per interrogarli. Nei precedenti periodi di riferimento, in molte aree, l’intervento militare guidato dall’Arabia Saudita ha creato vuoti di potere che permettono a gruppi come lo Stato islamico (IS) e gli affiliati di Al-Qaeda di espandere le loro operazioni, il che ha portato a uccisioni e rapimenti sia di cristiani yemeniti ex musulmani che di stranieri.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

La Chiesa nello Yemen è composta per lo più da cristiani yemeniti di origine musulmana che devono vivere la loro fede in segreto. Essi rischiano di affrontare la persecuzione dalle autorità (compresi interrogatori e detenzione), dalla famiglia e dai gruppi islamici radicali che minacciano di morte gli apostati se non tornano all’Islam. La legge tribale vieta di lasciare la tribù e la punizione per aver abiurato l’Islam può essere la morte o l’esilio. Coloro che sono sposati, sia uomini sia donne, che si convertono al cristianesimo rischiano il divorzio, compresa la perdita della custodia dei figli. Gli yemeniti soffrono della crisi umanitaria generale del paese, ma i cristiani yemeniti sono ulteriormente vulnerabili poiché i soccorsi sono distribuiti principalmente attraverso organizzazioni islamiche e moschee locali, che sono presumibilmente discriminanti verso tutti coloro che non sono considerati pii musulmani.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa nella Penisola Araba?

Porte Aperte/Open Doors sostiene la Chiesa nella Penisola Araba per mezzo delle seguenti attività: rendendo consapevoli i cristiani italiani delle sfide che i credenti devono affrontare nella Penisola Araba e impegnandosi quindi a sostenerli in preghiera. 

Come il corpo di Cristo può pregare per la Penisola Araba? 

  • La guerra che l’Arabia Saudita sta combattendo in Yemen, favorisce il libero movimento di Al Qaeda e dello Stato Islamico attraverso il territorio yememita. Queste organizzazioni sono estremamente aggressive nei  confronti dei cristiani. Pregate che l’amore di Dio tocchi i cuori degli estremisti affinché abbraccino il Vangelo. 
  • Pregate che gli incontri segreti dei cristiani ex-musulmani possano glorificare Dio, e che i credenti nascosti possano prendersi cura dei loro connazionali yemeniti. 
  • L’80% degli yemeniti dipende da aiuti esterni, i quali sono distribuiti attraverso le famiglie tribali, che difficilmente permettono ai cristiani di beneficiarne.  Pregate che questi aiuti esterni possano raggiungere anche i cristiani. 

Giordania

Porte Aperte - Mer, 16/01/2019 - 08:00

Periodo preso in esame:

1 novembre 2017
31 ottobre 2018

Posizione nella WWL:

WWL 2019
Punti: 65 / Posizione: 31
WWL 2018
Punti: 66 / Posizione: 21
WWL 2017
Punti: 63 / Posizione: 27

Dati Generali

Leader: Abdullah II
Popolazione: 9.900.000
Cristiani: 130.000
Religione Principale: Islam
Governo: Monarchia costituzionale

Quali sono le cause di persecuzione prevalenti?

  • L’oppressione islamica: anche se i cristiani godono di una apparente libertà religiosa in realtà le tradizioni islamiche profondamente radicate nella società impongono serie restrizioni alla loro vita quotidiana e sono frequenti i controlli da parte del governo. I cristiani ex musulmani subiscono ostracismo e violenza dalle proprie famiglie. Cresce sempre di più il numero di giordani radicalizzati dall’ideologia del cosiddetto Stato Islamico, aumentando la pressione e i rischi per i cristiani.
  • Antagonismo etnico: la società giordana è ancora molto legata all’identità tribale tradizionale e nazionale, soprattutto al di fuori delle principali città. In seguito alla guerra del 1967 contro Israele, la Giordania fu divisa tra giordani puri dalla “East Bank” e giordani di origine palestinese della “West Bank” o Cisgiordania. In questo contesto, i cristiani di origine palestinese sono doppiamente svantaggiati.

Chi provoca la persecuzione?

Le famiglie e le autorità statali mettono pressione sui cristiani ex musulmani per farli ritornare all’islam. Le pressioni più forti provengono dalle stesse famiglie, e possono arrivare fino a gravi episodi di violenza, persino di assassinio. Il tribalismo è forte nel paese e i leader dei diversi gruppi etnici cercano in tutti i modi di costringere i cristiani ex musulmani ad abbandonare la loro nuova fede. Lo stesso vale per i leader islamici che considerano i convertiti come se fossero ancora musulmani. I movimenti islamici radicali sono fonte di persecuzione per cristiani e giordani di altre confessioni religiose (compresi i musulmani di altre correnti religiose). Funzionari governativi controllano chiese e ministeri cristiani attivi nell’evangelizzazione e li mettono sotto pressione affinché cessino tali attività. Le chiese storiche temono che ogni forma di evangelizzazione possa avere ripercussioni gravi su tutta la comunità cristiana.

Quali conseguenze produce la persecuzione?

La maggior parte dei cristiani appartengono alle denominazioni ortodosse e cattoliche. Anche se, complessivamente, godono di un livello relativamente alto di libertà religiosa subiscono discriminazioni nel campo lavorativo e restrizioni nella proclamazione pubblica del Vangelo. Ogni aperta testimonianza di fede da parte di cristiani ex musulmani può comportare percosse, arresti perfino uccisioni. I cristiani attivi nell’evangelizzazione e nell’aiuto e assistenza ai cristiani ex musulmani affrontano minacce e ostruzioni nella loro vita quotidiana.

Come Porte Aperte aiuta la Chiesa in Giordania?

In collaborazione con ministeri e chiese locali, Porte Aperte/Open Doors sostiene la Chiesa in Giordania per mezzo delle seguenti attività:

  • Formazione
  • Soccorso e riabilitazione
  • Ricerca
  • Preghiera

Come il corpo di Cristo può pregare per la Chiesa in Giordania?

  • Pregate per i cristiani ex-musulmani che sono interrogati dalla polizia, sequestrati e maltrattati dai membri delle loro famiglie. Pregate il Signore per la loro protezione e guarigione.
  • Pregate affinché l’attuale emergenza profughi crei l’opportunità per altri di ascoltare il Vangelo.
  • Pregate per i musulmani affinché siano colpiti dall’amore dei loro vicini cristiani e attirati a Cristo.

Colombia: un altro pastore ucciso dai gruppi armati

Porte Aperte - Mar, 08/01/2019 - 17:40

Era una calda domenica a El Cedro*, piccola cittadina della Colombia nord-occidentale abitata prevalentemente da pescatori, agricoltori e mercanti. Il pastore Hector Galarza* stava legando la sua barca al molo, lungo la strada, per raggiungere la chiesa che conduceva da 8 anni, quando due uomini gli si sono avvicinati chiedendo di essere portati dall’altra parte del fiume. Non erano volti nuovi al pastore, da alcune settimane bighellonavano nei dintorni dando fastidio agli abitanti della zona, con parole volgari e azioni scortesi.

“Erano due uomini, uno dei quali girava da tempo da queste parti cercando di carpire informazioni sulle persone. Fanno parte dei gruppi illegali armati che da tempo tentano di riprendere il controllo della zona” ha condiviso Mercedes Galarza*, moglie del pastore Hector.

Il pastore, come gli altri abitanti della regione, aveva già assistito alle violente e sanguinose azioni di questi gruppi contro la popolazione civile. Poi, quattro o cinque anni fa, la situazione è migliorata e oggi la gente riesce a godere di una relativa pace. Durante questi anni Hector ha cercato di influenzare positivamente e pacificamente, attraverso la chiesa, la città ed è diventato un leader sociale e religioso della regione. Insieme ad altri, il pastore si è prodigato per impedire ai gruppi armati di riprendere il controllo della zona, obiettivo di guerriglieri e bande criminali che desiderano arricchirsi attraverso i traffici illegali di armi e droga.

Hector ha legato la barca e i due uomini si sono avvicinati, gli hanno rivolto la parola e poi hanno esploso due colpi di arma da fuoco. Il rumore degli spari ha creato il panico in coloro che erano nei paraggi.

Tutti correvano nel caos mentre il pastore giaceva agonizzante al suolo, fino a morire. Secondo Angela Galarza*, sua figlia, lo scopo dell’omicidio era quello di impedire l’avanzamento del Vangelo nella zona, perché contestualmente alla crescita della chiesa stavano diminuendo le attività illegali.

Lo stesso pomeriggio dell’omicidio Mercedes (nella foto in alto), moglie del pastore, insieme a figli e nipoti, ha abbandonato la cittadina per trovare rifugio a circa 40 Km di distanza.

La figlia Angela ci racconta come non sia semplice la situazione; sua madre adesso piange spesso e soffre di attacchi nervosi. Anche i suoi figli “piangono spesso quando ricordano il nonno, non capiscono quello che è accaduto, ma lo ricordano disteso sul molo e il loro sonno è turbato”.

La fede in Gesù è l’unica medicina a questo dolore. Il pastore Hector ha servito Cristo con tutte le sue forze, arrivando a perdere la vita per la difesa del messaggio di pace insegnato da Gesù. La famiglia lo ricorda come un padre amorevole e un marito fedele e leale.

Alcuni collaboratori di Porte Aperte hanno avuto l’opportunità di visitare la famiglia Galarza* e offrire un sostegno spirituale e un aiuto finanziario.

Negli ultimi due mesi tre leader cristiani hanno perso la vita in Colombia per mano dei gruppi illegali armati.

 

*nomi modificati per motivi di sicurezza

E’ tempo di rinascere!

Porte Aperte - Mer, 26/12/2018 - 19:30

Che bello poter rivedere Naomi! (nella foto)
E che trasformazione! E’ letteralmente rinata!

“Questo viaggio è stato di grande incoraggiamento per me, perché ho imparato come fratelli e sorelle in altre nazioni amino profondamente i perseguitati del mio paese”, ha recentemente affermato Naomi in un viaggio all’estero organizzato da Porte Aperte, in cui ha avuto l’opportunità di essere la voce dei cristiani perseguitati in Africa.

Conobbi Naomi nel 2009, quando le facemmo visita nel nord della Nigeria. Sposata al pastore di una chiesa evangelica locale, ci accolse con il volto segnato da un immenso dolore. Ricordo bene i suoi occhi densi di tristezza. Da poco il marito era stato ucciso da una folla di estremisti islamici, lasciandola sola a badare ai figli in un contesto sociale che non aiutava di certo le vedove.

Sin dall’inizio decidemmo di starle a fianco.

Negli anni l’abbiamo accompagnata offrendole cura dei traumi, sostegno concreto a lei e alla famiglia, formazione per poter crescere nella gestione familiare e soprattutto vicinanza, incoraggiamento, in una parola speranza. È questo il nostro approccio missionario: una presenza a lungo termine, per vedere un impatto trasformante nelle vite dei perseguitati e delle chiese che frequentano. Sì, perché Naomi non ha smesso di servire nella sua chiesa locale, in particolare sostenendo le donne, e la sua testimonianza ha dato forza e coraggio alla comunità una volta condotta dal defunto marito.

Oggi scorrevo una serie di foto di questo suo recente viaggio (il suo primo all’estero!) e mi hanno infuso gioia ed allegria che ho intenzione di trasmettere ai miei cari in questi giorni: vederla sorridente e luminosa mi colma di gratitudine verso il Padre celeste.

Senza di voi, senza il vostro sostegno in preghiera e in doni, non avremmo potuto sostenere per così tanto tempo la cara Naomi e lei non avrebbe compreso, come ora, quanto sia esteso e meraviglioso il corpo di Cristo!

Grazie di cuore!

Vostro in Lui,
Cristian

Pakistan: 2 cristiani condannati a morte per blasfemia

Porte Aperte - Mar, 18/12/2018 - 16:24

La scorsa settimana un tribunale pakistano ha condannato a morte due cristiani per blasfemia.

Dal loro arresto nel 2014, Qaisar e Amoon Ayub sono detenuti nella prigione distrettuale di Jhelum, nella provincia del Punjab, 200 km a nord di Lahore, con l’accusa di “aver pubblicato materiale irrispettoso sul loro sito web”, riferisce in suo recente articolo AsiaNews.

L’inizio della loro storia risale al 2011 quando Qaisar, a seguito di un diverbio avvenuto in ufficio, ha iniziato a ricevere minacce di morte. Per il timore, insieme al fratello Amoon, Qaisar ha lasciato il Paese e solo successivamente, dopo il rientro in patria, i due sono stati arrestati con l’accusa blasfemia.

Il Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement (CLAAS-UK), organizzazione che si occupa di intolleranza religiosa, ha dichiarato di voler portare la sentenza davanti all’Alta Corte di Lahore.

“Il giudice del processo non ha applicato un giusto giudizio, condannando i due cristiani in modo molto casuale” ha dichiarato il CLAAS-UK, “a causa delle minacce degli estremisti, i tribunali di grado inferiore passano la loro responsabilità al tribunale superiore e poi ci vogliono anni per dimostrare l’innocenza dell’accusato. Il timore è che ora Qasir e Amoon dovranno attendere anni per ottenere giustizia”.

L’avvenimento riporta alla mente il recente caso di Aasiya Noreen, cristiana pakistana nota come Asia Bibi, assolta lo scorso ottobre e dopo 8 anni di attesa, dall’Alta Corte del Pakistan sempre dall’accusa di blasfemia.

Questo genere di avvenimenti tendono a scatenare reazioni violente tra gli islamici più radicali, che interferiscono con il corretto funzionamento del sistema giudiziario e minacciano i giudici.

Iran: 114 cristiani arrestati in una settimana

Porte Aperte - Mar, 11/12/2018 - 16:26

Più di 100 cristiani sono stati arrestati nell’ultima settimana e quasi 150 nell’ultimo mese. L’intento da parte del governo iraniano, come dichiarato da Mansour Borji di Articolo 18, sembra quello di avvertire i cristiani di non fare proselitismo durante il periodo natalizio.

Borji ha definito il numero di arresti “sconcertante” e riferito che la maggior parte delle persone ha comunque fatto rientro a casa nel giro di poche ore “perché ne avevano arrestati troppi e non sapevano cosa fare con tutte quelle persone”. Sono comunque stati loro confiscati i telefoni cellulari e chiesto di mettere per iscritto l’elenco delle attività cristiane svolte, intimando di smettere di incontrarsi.

Nella stessa settimana degli arresti, la madre di Ebrahim Firouzi, detenuto cristiano di lunga data, è morta senza che a suo figlio fosse dato il permesso di incontrarla. La donna, Kobra Kamrani, aveva il cancro e più volte aveva chiesto alle autorità di poter vedere suo figlio, richiesta puntualmente negata. Dopo la morte della madre, Firouzi, in carcere dal 2013, ha inoltrato una domanda di congedo per poter assistere ai funerali, anche questa respinta.

Ebrahim aveva 28 anni quando nel marzo del 2013 venne arrestato e condannato a 1 anno di carcere e 2 di esilio nella remota città di Sarbaz (confine tra Iran e Pakistan), per aver “tentato di promuovere un sito internet cristiano allo scopo di ottenere contatti con persone straniere e sospette, oltre che per svolgere servizi ecclesiastici online”.

Nel 2015 il rilascio venne prorogato con  l’ulteriore accusa di “azioni contro la sicurezza nazionale” e altri 5 anni di reclusione. Oggi si trova ancora nella prigione di Rajaei Shahr, nella città di Karaj, a ovest di Teheran. Attraverso uno sciopero della fame in segno di protesta contro il crescente numero di arresti di cristiani iraniani, Ebrahim Firouzi ha alzato la voce in favore dei cristiani iraniani, come anche Maryam Naghash Zargaran, oggi libera, di cui vi abbiamo parlato in passato e il cui caso è stato ripreso da Amnesty International nel 2016. L’Iran si trova al 10° posto della World Watch List 2018 e i cristiani che vi vivono sperimentano grosse pressioni da parte del governo, considerati una seria minaccia per il Paese.

Siria: la Chiesa aiuta a mantenere viva la speranza

Porte Aperte - Mar, 04/12/2018 - 17:52

Durante la guerra civile in Siria, molte chiese sono state una vera luce nell’oscurità. Una di queste è quella guidata dal pastore Edward, a Damasco. Recentemente abbiamo parlato con lui riguardo le sfide che la Chiesa sta affrontando oggi in Siria. È proprio grazie all’impegno di persone come Edward che Porte Aperte ha potuto dare vita ai Centri di Speranza, luoghi pensati per offrire supporto materiale e spirituale alle vittime della guerra.

“Sono così grato che l’area sia ora pacificata. Basta con la guerra, le bombe, i morti e i feriti. Questo è un grande, grande sollievo per tutti! Con questo intendo dire che l’area di Damasco è ora più sicura, ma non ci sono persone! La gente non vede un futuro qui, non scorge prospettive e la frustrazione sembra avere la meglio. Quando una guerra finisce solitamente ci si aspetta una rinascita, ma qui non sembra essere andata proprio così. Credo che la Chiesa abbia un ruolo chiave per mantenere viva la speranza! Nel nostro Centro di Speranza abbiamo un’equipe medica che non solo distribuisce medicine a chi è nel bisogno, ma si dedica ad ascoltare e sostenere le persone. Nello stesso edificio si riuniscono piccoli gruppi e vengono svolti incontri di studio biblico e preghiera. Inoltre, abbiamo un team dedicato alle persone con disabilità uditiva, un servizio che sta portando frutti meravigliosi! Il Signore sta cambiando le vite e noi ne siamo testimoni! Chi è affetto da questo tipo di problematica affronta una doppia sfida: la situazione difficile in cui è immerso il Paese e l’emarginazione da parte della società. Per questo stiamo cercando di essere un supporto per loro. Grazie a Dio sta funzionando! Ma non finisce qui, forniamo anche altri tipi di aiuti come la formazione scolastica e professionale dei giovani, per permettere loro di pensare al futuro. La chiesa in Siria ha perso un’intera generazione di giovani, per questo crediamo che una delle priorità sia ricostruire investendo proprio su di loro. La chiesa deve raggiungerli, provvedendo alle loro necessità sia emotive che pratiche, per far crescere una generazione sana e impegnata nei confronti del Paese. Questo compito è grande, ma confidiamo nell’aiuto del Signore”.

Il pastore Edward è rimasto quando la situazione era spaventosa in Siria.

Porte Aperte si sta impegnando per la nascita di 20 Centri di Speranza entro la fine del 2018 (e almeno 60 per il 2020 sparsi in tutta la Siria), permettendo così alla Chiesa di essere strumento di supporto, sviluppo e speranza per il Paese.

Clicca QUI per leggere di più sui Centri di speranza in Siria!

Iran: due cristiani arrestati. Non si conosce il luogo della reclusione.

Porte Aperte - Mar, 27/11/2018 - 15:52

Secondo quanto riportato da Middle East Concern (MEC), lo scorso venerdì 16 novembre due cristiani ex-musulmani dell’Iran (Behnam Ersali e Davood Rasooli) sono stati prelevati dalle loro case da parte di agenti dei servizi segreti nelle città di Karaj e Mashhad. I due sembra che si fossero accordati per incontrarsi a Mashhad e, secondo MEC, che i servizi segreti ne fossero a conoscenza grazie ad alcune intercettazioni telefoniche.

Ersali si trovava già a Mashhad, a 946 km da Karaj, nel nord-est dell’Iran, quando sei agenti hanno fatto irruzione nella casa dove alloggiava insieme ad un amico, arrestandoli entrambi. Qualche ora più tardi l’amico è stato rilasciato, mentre Ersali è stato trattenuto in custodia in un luogo ancora sconosciuto. Nel frattempo Rasooli, noto anche come David, che in passato aveva frequentato la chiesa delle Assemblee di Dio di Teheran, è stato arrestato alle 6:00 di venerdì mattina davanti alla sua casa di Karaj, mentre si apprestava a mettersi in viaggio per andare a Mashhad. Due agenti in borghese lo hanno portato via per poi tornare a perquisire la casa. Mohabat News riferisce che alcuni libri ed effetti personali sono stati confiscati. Dal momento del loro arresto i due uomini non hanno potuto contattare le rispettive famiglie e ancora non si conosce l’accusa alla base della loro detenzione e il luogo dove si trovino.

Lo scorso agosto un altro cristiano iraniano, Naser Navard Gol-Tapeh, dopo aver scontato 10 anni di carcere per aver organizzato degli incontri di studio biblico nelle case, ha scritto una lettera aperta alle autorità iraniane chiedendo perché le sue attività cristiane fossero considerate una minaccia contro lo stato.

A ottobre World Watch Monitor aveva riportato la condanna a 12 e 18 mesi per due cristiani iraniani con l’accusa di “aver diffuso propaganda contro il regime” per aver sostenuto che Gesù è il Signore e che la Bibbia è la loro ultima autorità.

I fatti elencati mostrano la crescente pressione che i cristiani subiscono in Iran. Mohabat News afferma che “I rapporti degli ultimi giorni indicano che le agenzie di intelligence della Repubblica islamica dell’Iran hanno convocato e arrestato un certo numero di cristiani nelle città a nord del paese”, sostenendo che è molto probabile che alcuni cristiani siano stati rilasciati solo dopo aver firmato un documento in cui si impegnano a presentarsi in tribunale quando saranno convocati.

Angola: 2000 chiese chiuse, è persecuzione?

Porte Aperte - Mar, 20/11/2018 - 17:28

Foto rappresentativa dell’Africa centrale

In Angola c’è preoccupazione per l’adozione della nuova legge che regola la libertà religiosa. Più di 2000 chiese sono state già chiuse e altre 1000 rischiano la chiusura imminente se non si adegueranno velocemente ad alcune richieste molto stringenti.

I nostri collaboratori dall’Africa ci chiedono di pregare per l’Angola. La nuova legge che regola le attività religiose nel Paese è piuttosto confusa. Un ambiguità voluta per “ripulire” il panorama religioso o una restrizione vera e propria alla libertà religiosa?

Sotto l’egida del presidente Lourenço, il Consiglio dei Ministri angolano ha adottato “procedure per la creazione, la modifica e la chiusura di istituzioni religiose”. Un rapporto del ministero pubblicato nell’ottobre scorso indica che nel paese sono attualmente presenti:

  • 84 chiese riconosciute;
  • 1106 chiese in attesa di riconoscimento (esse devono regolarizzare la loro situazione entro 30 giorni pena la chiusura);
  • 2006 chiese ufficialmente chiuse.

L’Angola ha una popolazione di 26 milioni di abitanti. I musulmani rappresentano solo il 3% della popolazione, il 93,5% sono cristiani, di cui il 55% cattolici. Tuttavia, più della metà delle chiese sono state fondate da cristiani provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, dal Brasile, dalla Nigeria e dal Senegal.

Per essere registrata, una chiesa deve presentare al governo almeno 100.000 firme!

Alcune grandi chiese hanno accolto con favore la nuova legge, sottolineando che l’assenza di restrizioni è stato il meccanismo alla base della proliferazione di chiese autoreferenziali e sette religiose.

Per gli altri responsabili di chiesa, queste nuove disposizioni sono chiaramente un ostacolo alla libertà. Uno di loro ha dichiarato: “Dimostrare, entro 30 giorni, che abbiamo 100.000 membri è impossibile! La legge ci vieta di riunirci in appartamenti, cortili, locali commerciali o case. È una vera e propria persecuzione contro la Chiesa. Abbiamo bisogno di preghiera“.

Benché l’Angola non sia inclusa nell’indice mondiale di persecuzione (WWList), ci sono segnali preoccupanti che la riguardano. Lo Stato non riconosce nuove chiese dal 2004 e ha creato un clima sfavorevole affermando che le sette religiose sono fonte di preoccupazione. Nonostante l’elezione di un nuovo presidente dopo quattro decenni di repressione, la libertà di stampa rimane fortemente minacciata. Amnesty International ha espresso preoccupazione per la diminuzione della libertà di espressione, di associazione e riunione in Angola.

Negli anni ’80, l’Angola è stata uno dei campi d’azione di Open Doors nel continente africano. Attualmente non siamo più attivi in questo paese, ma stiamo monitorando da vicino gli sviluppi di cui sopra.

Iraq: scoperti migliaia di corpi in 200 fosse comuni

Porte Aperte - Mar, 13/11/2018 - 15:45

Secondo un rapporto dell’ONU diffuso martedì 5 novembre, più di 200 fosse comuni contenenti i resti di migliaia di persone uccise dallo Stato Islamico sono state scoperte nell’Iraq settentrionale e occidentale.

Il rapporto dell’Assistance Mission dell’ONU per l’Iraq (UNAMI) e dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), documenta l’esistenza di 202 fosse comuni nei governatorati di Ninive, Kirkuk, Salah al-Din e Anbar. Il contenuto delle fosse sembra variare da otto a quelli che potrebbero essere migliaia di corpi. Il documento sottolinea che le prove raccolte nel processo di riesumazione saranno cruciali per perseguire i combattenti dello Stato Islamico e che permetteranno alle famiglie delle vittime di capire cosa sia successo ai loro familiari scomparsi. A sostegno delle famiglie in lutto, l’UNAMI richiede la creazione di un registro delle persone scomparse e l’avvio di un Ufficio Federale dedicato.

“Il perseguimento della verità e della giustizia richiede l’adeguata conservazione, lo scavo e la riesumazione dei siti di sepoltura di massa, oltre che l’identificazione dei resti delle molte vittime e la loro restituzione alle famiglie” afferma il rapporto.

Per raggiungere questo obiettivo, inoltre, sono stati richiesti alla comunità internazionale maggiori risorse e supporto tecnico adeguato. I terroristi dello Stato Islamico hanno invaso l’Iraq nel 2014, conducendo una campagna di terrore contro i non musulmani: lasciare il territorio o affrontare l’esecuzione, costringendo la maggior parte della popolazione, compresi i cristiani della piana di Ninive, nel nord dell’Iraq, a fuggire per sopravvivere. Migliaia di persone sono state torturate e uccise. A marzo di quest’anno, le forze di sicurezza nazionali hanno scoperto i resti di 40 cristiani in una fossa comune nella città irachena di Mosul, mentre a luglio, Human Rights Watch, ha richiesto supporto per il ritrovamento di diverse fosse comuni nella città di Raqqa, nel nord della Siria.

Porte Aperte ha da tempo lanciato una campagna di preghiera pluriennale per la Chiesa in Medio Oriente. “Abbiamo bisogno di copertura in preghiera ogni giorno!“, afferma un pastore locale parlando in nome delle tante famiglie di sfollati in Iraq. Tanto sfollati e profughi quanto chi ritorna in zone riconquistate all’ISIS, hanno bisogno delle nostre preghiere e del nostro aiuto.

Pagine

Abbonamento a CRISTIANI EVANGELICI aggregatore - Cristiani Perseguitati

Opera evangelica a favore dei non vedenti

luce fra le tenebre

Opera evangelica per sordi

sordi evangelici

La chiesa perseguitata

Pregare ed aiutare

salvati per servire

Il vangelo tra gli stranieri

meta