Testimoni di Geova: Traduzione Nuovo Mondo - Errori nella traduzione dei brani attestanti la divinità di Gesù

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La Traduzione del Nuovo Mondo, che solo per semplicità da qui in avanti abbrevierò "TNM", è la traduzione ufficiale delle Sacre Scritture utilizzata dai Testimoni di Geova. Si potrà distinguere da tutte le altre, in un veloce approccio visivo, perchè su di essa non hanno voluto stampare la dicitura "Bibbia".
Ma, rispetto alle altre - a tutte le altre - versioni della Bibbia questa è un po' particolare. Una caratteristica che ci interessa qui, è la scomparsa della divinità di Gesù, dove è stato possibile motivarla in qualche modo, nella traduzione dei passi che l'attestano. Come dimostrerò nelle pagine a seguire, ciò è avvenuto in maniera arbitraria ed ingiustificata.

Il testo greco originale che utilizzerò come riferimento è The Greek New Testament According to the Majority Text edito da Zane C. Hodges e Arthur L. Farstad, pubblicato da Thomas Nelson Publishers, Nashville. Per i brani di questo capitolo esso è virtualmente identico alla prestigiosa 27ma edizione del Nestle-Aland ed anche al testo di Westcott e Hort, in verità piuttosto datato, visto che risale ormai al 1881, utilizzato dalla TNM.
Come traduzione italiana ho utilizzato la Nuova Riveduta, che nei passi che qui considero, rispecchia la consuetudine dei traduttori sia cattolici che protestanti.

Nel file allegato qui, in pdf, si sviluppano i seguenti argomenti:

  • Errori nella traduzione dei brani attestanti la Divinità di Gesù;
  • Problemi testuali del Nuovo Testamento e la dottrina della Trinità

Fonte: www.studibiblici.eu

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Vedi anche:
- Giovanni 1.1 e la "Traduzione Nuovo Mondo"
- Leggi questo libro (pdf)  - Crisi di Coscenza. Fedeltà a Dio o alla propria religione? di Raymond Franz
- Vedi anche questo documentario

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Commenti

Ritratto di alex

 
237 volte.....

Qui sopra la Kingdom Interlinear dei testimoni di Geova del 1967 (in inglese) a pagina 723. Si può vedere che nel testo originale greco non c'è il nome Geova ma Kyrios, ovvero Signore (Lord in inglese nel testo).
Purtroppo la Traduzione del Nuovo Mondo lo rende come Jehovah (che è la versione inglese di Geova).

Questa azione di introduzione del nome Geova nel nuovo testamento è stata fatta 237 volte ma senza mai avere supporto dalle scritture in Greco.

Di fatto questa è una delle molte prove nelle quali la traduzione del testo è stata adattata alla dottrina quando dovrebbe essere l'inverso.

Infatti c'è un implicazione molto profonda in questa modifica.

Come sappiamo, infatti, per i TdG il nome Geova è fondamentale da conoscere e divulgare. Dalla conoscenza di esso, per i TdG la conoscenza letterale del nome, dipende la possibilità di essere salvati oppure no.
Era quindi quasi inevitabile l'introduzione di questa "modifica".

Come spiegare, altrimenti, che questo fondamentale insegnamento dottrinale del Corpo Direttivo non avesse importanza nella Chiesa primordiale addirittura nelle parole di Gesù stesso?

C'è un'altra implicazione, molto più profonda.

Gesù è coLui che rivela Dio. Contemplando Gesù conosciamo Dio.
Osservando Gesù in quello che è stato e che ha fatto comprendiamo Dio!
2° Corinzi 4:4-6
---- per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio. Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù;
perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo. ----


Quando si parla di nome, in quei tempi antichi, si intendeva sottolineare le caratteristiche della persona che possedeva quel nome.

Per questo Gesù, per esempio, cambiò il nome ad alcuni suoi discepoli dandogliene uno più approrpiato per le loro caratteristiche caratteriali.

Quando osserviamo Gesù che:
  • tocca il lebroso, guarendolo,
  • parla all'aduletra, perdonandola,
  • guarisce paralitici
  • sordi
  • ciechi
  • muti
  • zoppi
  • indemoniati
  • quando resuscita il suo amico Lazzaro, piangendolo
  • quando parla duramente a Gerusalemme, eppur piangedola
  • quando parla a muso duro ai religiosi
  • quando resuscita la bambina
  • quando riceve gli insulti senza reagire, pur essendo potentissimo
  • gli sputi, le ingiurie
  • le frustate, i chiodi, la croce
  • quando, nella sofferenza estrema, pensa a sistemare la mamma, consolare il ladrone
  • quando muore e.... resuscita (gloria a Dio)....

quando contempliamo tutto questo, insieme a tutte le altre cose che Gesù ha fatto e detto, conosciamo il nome di Dio, conosciamo Dio...
è scritto:

"Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato;  io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro" Giovanni 17.25/26

Gesù non ha mai pronunciato il tetragamma, almeno non è riportato, eppure afferma che ha fatto conoscere il nome del Padre!

Perchè chi conosce il Figlio, acquisisce anche la conoscenza del Padre, ben più di semplici lettere quindi. (Giovanni 14:6/9)
E' proprio a motivo di questa conoscenza più intima di Dio, resa possibile dall'incarnazione del Figlio, che non appare in alcun scritto del Nuovo Testamento il nome YHWH o altri nomi con i quali Dio si era rivelato in tempi precedenti.
Gesù ci istruisce a rivolgerci a Dio come Padre: "qundo pregat, dite: "padre" (Luca 11:2) e ancora: "in verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domandereta al Padre nel mio nome, egli ve le darà" Giovanni 16.23.

Sarebbe un passo indietro pregare Dio usando uno dei nome con cui si è fatto conoscere nei tempi precedenti all'incarnazione del Figlio.

Sapere, invece, che per mezzo di Gesù ci si può rivolgere al Dio dell'universo come "Padre" induce a pregare con fiducia e semplicità di cuore.

Tutto sommato, quindi, il danno più grave che ha fatto questa traduzione è il tentativo di togliere a Gesù quella che Paolo definisce: Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza,  Ebrei 1:3

E noi? facciamo conoscere il nome di Dio, oppure ci accontentiamo di rinnegare una religione, magari per abbracciarne un'altra. Oppure per finire i pochi giorni che ci rimangono per spenderli chissà come, chissù dove, magari con l'alibi di essere stati delusi.

L'uomo delude, Dio no.

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